giovedì 25 giugno 2015

Sciopero dei giornalisti de "La Provincia pavese"

 Comunicato dell'assemblea di redazione de La Provincia pavese

mercoledì 24  e giovedì 25 non avete trovato in edicola il vostro giornale quotidiano, La Provincia Pavese, per uno sciopero di due giorni proclamato dai giornalisti delle tre redazioni di Pavia, Vigevano e Voghera. Le ragioni di questa protesta sono due: a luglio e a settembre usciranno dall'organico del giornale due colleghe che l'azienda non vuole sostituire, togliendo quindi di fatto due persone al gruppo di giornalisti che ogni giorno lavorano alla produzione del quotidiano locale. Come se non bastasse, l'azienda ha anche deciso, senza alcun confronto preventivo con la rappresentanza sindacale interna e senza un confronto con la redazione, di chiudere dal primo settembre le due redazioni distaccate di Voghera e Vigevano, portando tutti i giornalisti a quella centrale di Pavia in base a una logica di accentramento che noi non condividiamo.
Noi siamo contrari alla chiusura delle due redazioni distaccate perché per un giornale che copre un'area molto estesa e disomogenea come la provincia di Pavia perdere i presidi territoriali è un fatto estremamente negativo, allontana il giornale dalle proprie comunità di riferimento e allunga le distanze che dovranno essere coperte per essere tempestivamente sui luoghi dove accadono i fatti, le notizie che ogni giorno riportiamo sulla Provincia Pavese. L'assenza delle redazioni sul territorio significherà perdere i contatti con le persone abituate a passare al giornale per lasciare comunicati, lettere, fotografie (non tutti usano le mail e internet) e a raccontare le loro storie in un luogo dedicato, un territorio neutro per chi ha vicende particolarmente delicate da riferire.
La storia della Provincia Pavese è caratterizzata dalla sua vicinanza alla gente, al territorio, ai luoghi dove i fatti accadono; le notizie di più ampio respiro che alimentano il dibattito quotidiano sul giornale e sul sito internet si trovano soprattutto grazie alle relazioni personali coltivate dai colleghi che operano sul territorio, ai rapporti di fiducia che si creano negli anni, alla frequentazione dei luoghi delle città e dei Comuni coperti da queste due redazioni. La presenza capillare sul territorio è stata un'intuizione geniale di Carlo Caracciolo che volle i quotidiani locali del gruppo Espresso sempre più vicini alla gente. Certo i tempi sono cambiati, l'evoluzione tecnologica ha portato grandi novità nel mondo dell'informazione e il giornale cartaceo non è più l'unico strumento di dialogo tra le comunità di lettori. Ciò che non è cambiato è che le notizie locali, che siano poi riprodotte su carta o sul web, si trovano stando sui luoghi in cui possono essere scoperte.
Tutto questo grande patrimonio culturale e di esperienza professionale rischia di essere spazzato via da  una decisione drastica che noi riteniamo inaccettabile: siamo perfettamente consapevoli delle grandi difficoltà che la crisi economica ha prodotto anche sul mondo dell'editoria, ogni giorno raccontiamo sulle nostre pagine storie di persone che non ce la fanno più ad andare avanti perché le loro aziende hanno chiuso, perché hanno perso il posto di lavoro e hanno famiglie, figli da mantenere e non sanno come fare. Non solo ne siamo consapevoli, ma da tempo chiediamo una nuova organizzazione più efficiente del giornale, ma che garantisca ancora la presenza di reali presidi sul territorio.
Per questa ragione abbiamo scioperato, tolto le firme dal giornale e continueremo a protestare finché non si aprirà un confronto con  l'azienda su alternative alla chiusura che consentano alla Provincia Pavese di mantenere a Vigevano e a Voghera una presenza fisica importante.
Ci scusiamo per l'assenza del giornale dall'edicola e i mancati aggiornamenti del sito web e dei social network in questi due giorni
e confidiamo nella vostra comprensione verso la battaglia che stiamo combattendo per evitare che la vostra e nostra Provincia Pavese perda la propria identità di giornale veramente locale e vicino alla gente. L'assemblea di redazione della Provincia Pavese

 

A me è mancata, in questi giorni, LA PROVINCIA PAVESE e anche i suoi detrattori penso che abbiano provato lo stesso smarrimento, arrivati in edicola e trovatisi di fronte alla sua latitanza.
Pur con tutti i suoi difetti, ciascun pavese che sappia leggere, ogni volta che succede qualcosa nel proprio paese o nel proprio quartiere, bello o brutto che sia, corre a compulsarne le pagine anche per i solo gusto di contestarne la versione riferita.
E' una forma di orgoglio di appartenenza vedere il nome del proprio paese sul giornale o poter asseverare quanto si sa e si è riferito al proprio clan, compagnia o tribù o famiglia, con quello che è stato riportato su quelle colonne.
E' bello sapere di una festa o di una mostra o di una sagra o di un evento che accadrà dalle nostre parti attraverso un'articolo de LA PROVINCIA PAVESE.
Quando mi è capitata tra le mani, in province e regioni diverse da questa, mi si è allargato il cuore...per un'attimo, ho risentito aria di casa; per alcuni giorni, arrivò anche in caserma a Gorizia: erano i giorni del crollo della Torre Civica e lì mi sentii ancora più italiano, perchè i colleghi, specialmente della Bassa Italia (come l'avrebbe chiamata mio nonno Angelo, Cavaliere di Vittorio Veneto, Ragazzo del '99) quasi mi facevano le condoglianze...per quello che avevano visto in TV e avevano letto su quel "piccolo" quotidiano che arrivava da lontano...

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