martedì 7 giugno 2016

Datemi un vasetto da yogurt e vi sfamerò! - in cucina con la Jena Sabauda

UNITA' DI MISURA...
UN VASETTO (DA YOGURT, VUOTO)

di Jena Sabauda

I contenitori monodose dello yogurt attualmente in commercio sono tutti di plastica e, più o meno, sono anche tutti uguali per aspetto e capacità; il loro successo è dovuto in parte al materiale con cui sono costruiti e in parte alla predisposizione alla serialità loro congenita, ovvero si prestano molto alla lavorazione di tipo meccanico. Per i consumatori, una volta svuotati e sciacquati, sono utili anche per essere riadattati ad altri scopi e quindi vivono una seconda vita evitando lo smaltimento. Essendo nata in una terra un tempo ricca di mucche da latte e di stalle da loro abitate, nonostante Giovannino Lamiera (il dottor avvocato Gianni Agnelli, il signor Fiat) ne attirasse sotto la Mole antonelliana parecchi tra coloro che le accudivano senza riuscire a rescindere il cordone ombelicale con la terra e la cultura dei padri, la vostra Jena Sabauda di fiducia è ghiotta di latte e i suoi derivati così come dei frutti dell'orto e di quelle prelibatezze che, grazie anche all'Avvocato di cui sopra, gli italiani della Bassa Italia hanno potuto far conoscere anche ai piedi delle Alpi. Insomma, dopo essersi gustata un bel vasetto di yogurt bianco da 125 grammi, invece di sbarazzarsi del contenitore, si è inventata una ricetta in cui l'unità di misura base fosse proprio il vasetto! 
Ecco la lista della spesa (per i maniaci della precisione ha scelto di indicare, bontà sua, anche le quantità in grammi: così se negli USA lo yogurt lo vendono solo in barili...beh, non sarà difficile fare le dosi, basta una pesa!):
  • 3 vasetti di farina bianca di grano tenero (grammi 125 x 3 = 375)
  • 1 vasetto di olio di semi vari (grammi o millilitri 125)
  • 1 vasetto di formaggio parmigiano reggiano o grana padano o pecorino romano grattugiato (o tutti e tre purchè la quantità sia 125 grammi)
  • 1 vasetto di panna di latte di mucca liquida (millilitri 125 e/o grammi)
  • 1 vasetto di latte intero di mucca (corna, zoccoli e mammelle in 125 grammi ditemi un po' dove li mettereste???)
  • 3 uova intere (ma i gusci no! Mi raccomando!!)
  • 1 bustina di lievito per torte salate (16 grammi circa)
  • Sale e pepe quanto basta (ma non servirebbero affatto...)
  • 2 o 3 zucchine sode
  • Salame piccante tipo calabrese tagliato a pezzetti grossolani in quantità a piacere (quattro o cinque fette di un centimetro di spessore ridotte a cubetti); in alternativa, si può ripiegare sul prosciutto cotto o sulla mortadella (una cinquantina di grammi, vedete voi) sempre a cubetti.
  • 80 o 100 grammi di formaggio Asiago d.o.p. o Fontina d.o.p. tagliata a cubetti
Setacciate la farina bianca (ovvio che il vasetto non ci passi dal setaccio...) in una ciotola capiente; aggiungete l'olio di semi vari, il formaggio grattugiato, la panna liquida, il latte, le uova e cominciate ad amalgamare con un cucchiaio di legno; aggiungete il lievito e un pizzico di sale, non si sa mai, seguitando a mescolare fino ad ottene re un bel composto fluido e omogeneo. A questo punto potete scegliere di saltare in padella o cuocere al forno per qualche minuto le zucchine che avrete ridotto a pezzettoni o a rondelle di un discreto spessore: in ogni caso, le dovreste lasciare raffreddare prima di unirle all'impasto che avete preparato in precedenza. Se non amate i tempi morti, allora munitevi di mixer tritatutto e sminuzzate grossolanamente le zucchine crude, buttandole il trito nell'amalgama: altrettanto fate con il salame piccante una volta ottenute rondelle di un centimetro, oppure con il prosciutto cotto o la mortadella a cubetti, addirittura con una miscela di salame e prosciutto ma sminuzzata un pochino più fine: dentro tutto e incorporate per bene fino a vedere la superficie, chiara, dell'impasto punteggiata di verde e di rosso. Riducete in cubetti, ma con il coltello quindi che si sentano in bocca, il formaggio Asiago o la fontina o altro formaggio a pasta pressata, semidura e sapida come certe tome piemontesi: incorporate anche questa dadolata di cacio e accendete il forno che dovrà scaldarsi fino a 180° C: imburrate una tortiera (fissa o a cerniera non importa: va bene quella che avete sotto mano) e cospargetela di pane grattugiato; buttate quello in eccesso nell'impasto e mescolate ancora un momento: poi versate il tutto nella tortiera e mettetela in forno (alla temperatura che vi ho detto) per 30 o 35 minuti, controllando a vista e con apposito stuzzicadenti come se fosse una torta. L'ideale è servirla il giorno dopo averla fatta, avendo cura di riscaldarla leggermente con due fiocchetti di burro in superficie.
Anche se non ne vedrete fotografie, perchè secondo me un piatto deve essere buono da mangiare e non necessariamente anche bello da vedere (a me vengono tutti così: mai uguali alle foto dei ricettari...), credetemi sulla parola se vi dico che vi sembrerà un piatto unico tricolore: il verde delle zucchine, il rosso del salame e il bianco della farina appena ingiallito dalle uova e dal formaggio... Ah, se il conte di Cavour avesse indetto "La Prova Del Cuoco" invece delle guerre d'indipendenza... L'Italia e gli italiani si sarebbero uniti e fatti senza tanti mal di pancia, con molti meno morti, con molte forchette a centropiatto e gambe sotto ai tavoli col bicchiere in mano, le baionette sarebbero arrugginite e staremmo meglio della Svizzera e della Germania: la terra promessa o l'America in cui fare fortuna non ci sarebbe costata una traversata di mare.
Viva l'Italia e buon appetito da La Jena Sabauda.

(c) 2016 Testo e ricetta di La Jena Sabauda
(c) 2015 Orazio Nullo "Harlequin's kitchen"

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