venerdì 26 aprile 2019

Dalla cambusa di Zio Propano: strinkun d'arans, un cocktail "povero" che fa anche l'aperitivo!


STRINKUN D'ARANS
Un cocktail buono anche da aperitivo e viceversa
di Zio Propano

Se l'analcolico biondo fa impazzire il mondo, ma non voi; se il bitter e lo spritz vi fanno, più o meno lo stesso effetto; se non li avete inclusi nella lista della spesa e vorreste, tuttavia, concedervi qualcosa di originale, fruttato e lievemente alcolico prima di mettere la forchetta a centro piatto, con le gambe sotto al tavolo, preparatevi uno strinkun! Un...che??? Un cocktail semplice e naturale con poche povere cose che avete già a portata di mano, non serve consultare wikipedia o baristi on line.
Per 750 millilitri di strinkun d'arans (se siete soltanto in due come la Jena Sabauda e Zio Propano), procuratevi: 
  • 2 arance tarocco rosso (calibro 4/5 con buccia sottile sono l'ideale; ma anche biondo o washington navel vanno bene: se sono italiane e sugose, non state a cavillare e spremete!)
  • 1 limone (basta che sia italiano)
  • 200 millilitri di acqua naturale (o lievemente frizzante o del pozzo o dell'acquedotto: le bollicine ce le mette il vino....)
  • 300 millilitri di vino rosato frizzante (oppure bianco frizzante, al limite per i più raffinati, spumante brut: basta che abbia un sacco di bollicine, che sia vivace ma non ingombrante)
Spremete le arance e il limone versando i succhi in una brocca graduata unica, aggiungendo loro un terzo della polpa che resta nella griglia dello spremiagrumi: mi raccomando solo quella bella e non gli eventuali semi di cui, specialmente il limone, possono essere naturalmente dotati. Incorporate alla miscela di agrumi l'acqua prevista aiutandovi con le tacche della brocca, mescolate con un cucchiaio e lasciate riposare per qualche istante: quindi fate altrettanto con la quantità di vino indicata nell'elenco degli ingredienti, mescolando brevemente e stivando il tutto in frigorifero a rinfrescarsi ulteriormente, al limite, coprendo con della pellicola la bocca della brocca se non disponete di una bottiglia con tappo a vite (anche di plastica, come quella delle bibite o dei succhi di frutta formato famiglia, quelle da un litro, per esempio). Infatti, evitando la naturale volatilità della componente alcolica del vino, potreste anche capovolgerla e scuoterla prima di servire il contenuto ben freddo nei vostri bicchieri e augurarvi ogni bene e tanta salute. Va da sé che, se siete una squadra ben più numerosa, dovrete aggiustare con le debite proporzioni le quantità degli ingredienti: a titolo puramente indicativo, un'arancia e un centinaio di millilitri tanto d'acqua quanto di vino a testa, con un limone ogni due persone, vi porteranno al successo. Se le arance latitano (in alcuni periodi dell'anno accade ed è giusto che sia così), lo strinkun si può confezionare ugualmente ma non sarà più “Strinkun d'arans” (strinkun di arance): in fondo, si tratta di mescolare succo di frutta (magari ottenuto tramite centrifuga o riduzione in purea) con succo di limone e vino frizzante, così come venne in mente di fare ad Arrigo Cipriani col succo di frutta alla pesca e il prosecco.

©2019 Testo e ricetta di Claudio Montini
©2016 Immagine di Orazio Nullo

Nessun commento:

Posta un commento