giovedì 16 ottobre 2014

Radio Patela Magazine e "La variabile Costante": da non perdere!!!

Vincenzo Maimone 

La variabile Costante  -  Costante indaga tra Milano e Acireale

La variabile Costante di V.Maimone
Ed. Fratelli Frilli
Se un romanzo cattura la tua attenzione fin dal titolo, affascinandoti con la sua apparente semplicità e stuzzicando la curiosità, razionale e istintiva, di scoprire cosa bolla in quella pentola da cui è promanata una fragranza appetitosa, prelibata e ghiotta, allora non c’è scampo: sei di fronte a un Romanzo, sì, scritto con l’iniziale maiuscola.
Proprio quello che tutti dovrebbero leggere per ricrearsi l’animo dopo le fatiche quotidiane oppure prima di accingersi ad affrontarle; quello che tutti gli scrittori, degni di fregiarsi di questo appellativo, vorrebbero aver avuto la grazia di scrivere.
Vincenzo Maimone l’ha ricevuta in dote e ne ha fatto un’eccellente uso ne La variabile Costante  - Costante indaga tra Milano e Acireale -  pubblicato per i tipi di Edizioni Fratelli Frilli , coraggioso editore di Genova votato al giallo e al noir all'italiana in tutto e per tutto, nella cui scuderia è entrato questo talentuoso cavallo di razza etneo.
La Fratelli Frilli non ha certo bisogno dei consigli dei lettori, sebbene essi siano alla base del successo tanto dell’autore quanto dell’editore; eppure mi sento di invitarli caldamente a non lasciarsi sfuggire Vincenzo Maimone perché, con La variabile Costante - Costante indaga tra Milano e Acireale - , egli dimostra di aver ottimamente assimilato i dettami stilistici del genere noir poliziesco ( per chi ama le etichette e le incasellature ), senza scadimenti di ritmo e di gusto con note truculente o scabrose gratuite e di facile presa.
Ma dimostra anche, padrone dei suoi mezzi, di essere andato oltre il genere corroborando la narrazione con elementi culturali e didattici propri della sua professione ( è un ricercatore in Filosofia Politica presso il dipartimento di Scienze Politiche e Sociali presso l’Università di Catania ), amalgamandoli all'acuto e, a tratti divertito, resoconto delle dinamiche e delle manie della società moderna attraverso l’osservazione delle persone che la compongono.
Ecco dove sta il genio, la felice intuizione che rapisce, il bagliore che rivela la gemma preziosa in mezzo a tante altre:  è un romanzo fatto di persone, di comuni mortali che amano e fanno progetti per il futuro, che hanno ambizioni ma fanno il loro mestiere con coscienza e senza sconti, che scelgono da che parte stare per amicizia o per forza o per amore muovendosi secondo il flusso variabile della vita.
Mai come le caso de La variabile Costante, il sottotitolo è funzionale e imprescindibile: Costante indaga tra Milano e Acireale; Maimone indica, così, un faro da seguire nella rotta che ha tracciato dentro il flusso indeterminato della vita, orientando i passi del lettore con la bussola dell’amicizia e dell’umanità in tutte le sue sfaccettature, sentimentali e temperamentali, sia positive che negative.
Una indagine riguardante un omicidio avvenuto in Sicilia si rivela essere collegata a una esecuzione di stampo mafioso a Milano: i due commissari ( oggi si direbbero vice questori aggiunti ) incaricati delle indagini, Ottavio Restelli e Giacomo Costante, sono amici oltre che colleghi e, dunque, si scambiano informazioni e indagano insieme, mangiano insieme, escono insieme accompagnati dalle rispettive compagne  ( quella di Costante è lì per un corso di aggiornamento ) in una Milano che resta sullo sfondo come un fondale di scena o una quinta; così come accade per Acireale dove Tancredi Serravalle, insegnante di Storia e Filosofia, inizia un nuovo anno scolastico in un nuovo istituto accompagnato da un’insolente “demone socratico”, spassoso quanto schietto censore interiore, un grillo parlante salace e linguacciuto.
Casualmente, il professore si trova ad intervenire in un incidente scolastico che ha le sue radici e le sue ragioni d’essere proprio negli sviluppi dell’indagine di Giacomo Costante che, da Milano, riporta in Sicilia tutti gli elementi per chiudere con successo l’inchiesta oltre alla promessa, fatta alla compagna Carla, di portarla in vacanza una volta terminato il corso milanese e chiusa l’indagine siciliana.
Ma il destino, cinico e baro come non mai, spariglia le carte in mano sul tavolo e in mano ai giocatori lasciando il lettore con l’amarezza di una giustizia dimezzata e l’eco di un brano dei Doors di Jim Morrison, pur troppo profetico per lui.
Più che lettore, sarebbe meglio dire, lo spettatore: è un romanzo che si legge con grande facilità e piacere perché capace di suscitare immagini vivide e nette senza sforzo alcuno; composto in un italiano piano ma non banale, ricco e ben articolato ma non compiaciuto di sé o ridondante, essenziale e funzionale alla caratterizzazione dei personaggi che, con il ricorso anche a regionalismi dialettali (comprensibilissimi a tutte le latitudini) e traslitterazioni di termini slavi (per lo più colorite interiezioni), acquistano spessore e verosimiglianza senza divenire maschere o macchiette.
Inoltre, con sagacia e lievità rare, con frasi ben coordinate e illuminanti crea e traccia immagini tridimensionali dotate persino di qualità olfattive che, una volta preso l’abbrivio la lettura, prendono lo spettatore e lo collocano sul set della storia a seguirne in diretta gli sviluppi tanto che ci si stacca a malincuore dalle pagine.
Addirittura si arriva a benedire la fine del capitolo, perché è come l’irruzione della pausa pubblicitaria durante un film avvincente dato alla televisione: utile e salutare stacco per andare in bagno o riprendere fiato da un momento di tensione; il vantaggio con il libro è che lo posi, fai altro e lo riprendi quando vuoi senza bisogno di registrare o programmare dispositivi elettrici….
Sin dalla prima riga, La variabile Costante - Costante indaga tra Milano e Acireale - si siede accanto a te e racconta la sua storia mettendo in scena protagonisti, antagonisti, comparse mute e parlanti, personaggi minori e camei e scorci di paesaggi utili come tanti piccoli ingranaggi ben allineati e lubrificati che sono il fulcro della forza del meccanismo narrativo intero.
Essi girano tanto bene insieme che danno spessore alla verosimiglianza e all’umanità dei personaggi e delle situazioni, concedono leggerezza ai concetti e ai messaggi etici e filosofici che affiorano tra le righe, rendono struggenti i colpi di scena che rendono giustizia e spiegano un titolo basato su un ossimoro.
Allora, si arriva all’ultima riga sbigottiti e sgomenti perché il Romanzo è finito e, se non si ricomincia da capo, fa capolino l’ipotesi, tutt’altro che peregrina, che non ce ne sia un altro altrettanto capace di coinvolgere testa, pancia e cuore come La variabile Costante - Costante indaga tra Milano e Acireale  ( Fratelli Frilli Editore ).

Claudio Montini    

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