domenica 19 aprile 2020
giovedì 26 marzo 2020
Letti & piaciuti : Enrico Pandiani "Ragione da vendere" 2019 Rizzoli
di Claudio Montini
Il successo degli umanoidi sul resto degli animali che popolano questo singolare pianeta, orbitante intorno a una stella nana gialla, è dovuto in buona parte a fattori casuali e a caratteristiche peculiari tra le quali uno spiccato senso di appartenenza a una cerchia, a un gruppo, a un insieme di soggetti eterogenei eppure attratti e legati gli uni agli altri da funi (talvolta catene, ma più spesso prevalgono le prime) immateriali e invisibili e, tuttavia, in grado di fornire loro sostegno, energia, coraggio e salvezza nei momenti critici dell'esistenza. Il superamento della soglia della sopravvivenza implica l'elaborazione di un concetto nuovo: si passa dall'idea di branco a quella di famiglia, con tutte le articolazioni e le implicazioni e le priorità che si scambiano di posto nella scala che misura la vita. Eccola, la RAGIONE DA VENDERE che Enrico Pandiani infonde in questo romanzo, parola abusata quant'altre mai eppure altrettanto adeguata e pertinente, collocato nella collana Nero Rizzoli da Rizzoli Libri (con la benedizione di Mondadori S.p.A., nel 2019, detentrice della proprietà letteraria). Non si tratta più solamente di un nuovo episodio della fortunata saga de Les Italiens, che si imbattono casualmente in un traffico internazionale di reperti archeologici rubati, in cui l'equipe del commissario Mordenti risolve il caso con inseguimenti e proiettili a profusione e proditorie azioni da commando: la macchina da presa che lo scrittore torinese padroneggia con efficacia e sicurezza è puntata sui dettagli umani e personali di tutti gli interpreti di questa storia, dettagli che diventano l'ossatura e il sistema nervoso di questa affascinante e, apparentemente, leggiadra creatura. Una sparatoria sotto casa di Alain Servandoni mentre ha ospite a cena Pierre Mordenti apre la caccia ai malviventi e a un probabile reperto archeologico di alto valore; in principio, quel che i buoni hanno in mano è un furgone con il cadavere di un uomo britannico ma, via via, scoprono che una giovane donna è sparita senza dare spiegazioni, che ci sono cocci di un antico manufatto apparentemente vecchio di secoli, che ci sono molti denari in gioco e molti ce ne sarebbero per chi è disposto a chiudere gli occhi, che alcuni non hanno alcuno scrupolo a prendersela con donne e bambini pur di raggiungere i propri scopi. C'è un ventaglio di inclinazioni umane davvero notevoli declinate, composte e descritte in una narrazione che non lascia respiro ma diverte e affascina per la freschezza e il ritmo del linguaggio semplice, diretto, essenziale ma corretto nella coniugazione e, merce assai rara, nella punteggiatura: mentre lo si legge, RAGIONE DA VENDERE (Rizzoli “Nero” 2019) è un romanzo che si “vede” grazie alle scelte linguistiche e stilistiche di Enrico Pandiani che continua, sempre più decisamente, l'affrancamento da tutte le etichette che gli addetti ai lavori o i sostenitori, semplicisticamente, provano ad appiccicargli addosso scomodando i “mostri sacri” del genere poliziesco. Piaccia o no, questa è un'opera di letteratura italiana che si assume anche compiti pedagogici e sociologici, poiché veicola messaggi chiari e netti col pretesto di essere soltanto uno strumento di evasione ottimamente congegnato, scritto e prodotto. Volete un esempio? Eccolo.
“[...] In quell'edificio immenso, [...] a un tratto mi ero sentito piccolo e insignificante, del tutto inadeguato a ciò che mi veniva richiesto ogni giorno. Avevo capito, in quel momento, che senza le persone che avevo attorno, che lavoravano con me e mi volevano bene, tutto sarebbe stato più difficile. Restava l'amaro in bocca per quella vicenda che si era risolta con una sconfitta […]. Per questo, avevo solo voglia di tornare a casa, farmi una doccia, bere dell'alcol e togliermi di dosso tutto lo sporco che avevo accumulato in quei giorni […]. Sentivo pure il bisogno di ritrovare la normalità di quella stramba famiglia che mi si era creata attorno, con i suoi problemi, le tensioni, ma anche il benessere che mi dava e al quale ancora non mi ero del tutto abituato. Ero certo che potesse salvarmi o rigenerarmi o darmi qualcosa di concreto in cui credere e sperare. [...]” (RAGIONE DA VENDERE di Enrico Pandiani per Rizzoli, 2019 pagina...ebbene scopritelo da soli!) Già lettore appassionato e attento ma anche uomo del suo tempo ben sintonizzato sulle onde lunghe e medie e corte della vita quotidiana, lo scrittore torinese riesce a vendere al lettore, non la sua ricetta per un mondo migliore, ma la sola universale ragione che muove il sole e le altre stelle ed è in grado di battere egoismo e ingordigia. Siamo di fronte a un romanzo d'amore, di guardie e ladri, di ingordi e di egoisti, di genitori e figli, di uomini e di donne tesi alla soddisfazione o al benessere o a un futuro più giusto e libero; siamo di fronte a un'opera letteraria che, forse, non vincerà mai rinomati premi di valenza nazionale ma, tuttavia, deve essere premiata con una lettura accorata e approfondita perchè riesce a presentare la vita degli esseri umani, che è semplice quanto complessa nello stesso tempo, insieme all'antidoto contro le sue tossine ovvero la fonte delle cellule staminali in grado di ripararla, ricostruirla, rinviare all'infinito la sua estinzione: la famiglia, nonostante tutto...
©2019 Testo di Claudio Montini
©2019 Immagine di copertina di Iacopo Bruno/theWorldofDOT art director Francesca Leoneschi
mercoledì 18 marzo 2020
La torre di Augusta Belloni
Testo di Augusta Belloni; voce recitante: Claudio Montini; regia Orazio Nullo.
lunedì 16 marzo 2020
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mercoledì 29 gennaio 2020
Le recensioni di Radio Patela: Marco Buticchi STIRPE DI NAVIGATORI
Marco Buticchi
STIRPE DI NAVIGATORI
Longanesi 2019
UN POZZO
INESAURIBILE
di Claudio Montini
La storia dell'umanità è un pozzo inesauribile da cui si possono
attingere fluidi e lieviti con cui impastare sogni, suggestioni,
sensazioni, ipotesi e congetture. Spesso, senza volerlo, si finisce
per azzeccare la sequenza esatta dei fatti e delle motivazioni che li
hanno causati. Di più: autori e lettori riescono addirittura ad
aprire reciprocamente gli occhi su realtà e periodi storici
apparentemente distanti da loro, eppure convergenti e speculari e
sintonizzati perfettamente con gli avvenimenti mondiali odierni. Questo accade puntualmente con ogni opera prodotta da Marco Buticchi
che in STIRPE DI NAVIGATORI (Longanesi, 2019)
conferma e convalida e consolida (se mai ce ne fosse ancora bisogno)
la sua maestria nel tratteggiare le sfaccettature e gli spigoli
dell'animo e della natura umana, tanto quelli positivi quanto quelli
negativi, combinando piani narrativi e scenari storici eterogenei a
una prima vista superficiale ma saldamente concatenati nella linea
logica del tempo, inteso come dimensione fondamentale della
narrazione stessa. Attraverso un solido palinsesto drammaturgico, la grande cura nel
delineare tanto i personaggi quanto gli ambienti in cui essi si
muovono, l'attenzione spasmodica al ritmo e alla scorrevolezza della
lingua italiana scevra da ammiccamenti regionali o tecnicismi, così
corretta sul piano grammaticale e sintattico e semantico, Buticchi
prende per mano il lettore sin dalla prima pagina e lo fa accomodare
a bordo del suo vascello magico per condurlo in una crociera lungo il
tempo e lo spazio e tutti gli accidenti che una simile navigazione
nei destini degli esseri umani, reali o inventati che siano,
comporta. Riga dopo riga, pagina dopo pagina la STIRPE DI NAVIGATORI
affronterà la tratta degli schiavi razziati dalla madre
Africa per lo sfruttamento del Nuovo Mondo mentre in quello Vecchio
si enucleavano i primi geni dell'Illuminismo; si perderà nel pantano
della guerra del Vietnam e nel saccheggio post coloniale del
continente nero durante tutto il XX secolo, non senza gettare uno
sguardo sulle macerie di Lisbona sconvolta da un sisma di notevole
intensità e dalla successiva mareggiata che spazzò la costa nella
metà del secolo XVIII, annientando ciò che il movimento tellurico
aveva risparmiato. Il lettore, avvinto dalla scrittura elegante e mai banale e sempre
agevolmente fruibile, assisterà, protetto dal vascello di Marco
Buticchi, alle vicissitudini di uomini e donne che hanno saputo
restare umani e giusti e veri quando tutto intorno a loro crollava,
si deteriorava, si ispirava e si uniformava ai peggiori istinti
criminali e predatori. STIRPE DI
NAVIGATORI
(ed. Longanesi,
2019)
scritto da Marco Buticchi non è l'ennesimo capitolo della saga sulle
avventure di Oswald Breil e della moglie Sara Terracini, intenti e
tesi a salvare il mondo dal male e dalla malavita (in questo caso,
cinese) con l'equipaggio della loro residenza galleggiante, la nave
Williamsburg. Certo non mancano i due personaggi che tanta fortuna
hanno dato allo scrittore spezzino, ma i veri protagonisti sono
l'amore che lega due fratelli figli del cuore dell'Africa e il
continente nero stesso, oggetto per secoli di brame e interessi che
hanno considerato gli esseri umani che lo popolano alla stregua di
una fastidiosa necessità. Dunque,
la lettura di quest'opera che, più d'ogni altra, merita
l'appellativo di romanzo, è doverosa e salutare per le specularità
e i parallelismi e gli echi che emergono dalla superficie della trama
avvincente: sicuramente essi sproneranno ogni lettore, già
intrattenuto con elegante e sagace intelligenza, a migliorare la
padronanza della lingua italiana e a gettare uno sguardo più attento
e disincantato alle radici dei mali correnti ai giorni nostri. Alla
fine, lasciatemelo dire: leggere STIRPE DI
NAVIGATORI
di Marco Buticchi fa bene al cuore, all'anima, alla testa e anche
alla lingua nazionale.
©
2020 Testo e fotografia di Claudio Montini
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