domenica 5 aprile 2015

Jazz Festival Città di Mortara 2015 - Radio Patela Magazine

Non solo salame d'oca e riso...

MORTARA JAZZ FESTIVAL

dal 9 al 12 aprile 2015

di Claudio Montini



A dispetto del nome, la cittadina lomellina di Mortara è assai vivace e votata più che mai ad essere capitale morale e culturale del territorio stretto tra Terdoppio, Po e Sesia: non solo riso e salame d'oca, risotti e risaie ma anche cibo d'alta gamma per la mente e per le orecchie servito in più d'una accogliente location.
Signore e signori, musicofili e semplici appassionati di musica ben suonata e rigorosamente dal vivo, siete tutti invitati al JAZZ FESTIVAL Città di MORTARA che si svolgerà dal 9 al 12 aprile 2015.
Torneremo a parlare di Mortara e delle location del Jazz Festival in altre occasioni, nei prossimi giorni, sopratutto a beneficio di coloro che non potranno oggettivamente esserci; si tratta della seconda edizione del festival curato da Liliana Vercelli, già cantante e vocalist presso big band jazz che si sono esibite anche a Mortara negli anni scorsi, anche in occasione della festa dell'Oca.
Intanto, di seguito, pubblichiamo il programma del festival e vi ricordiamo che è possibile sottoscrivere un abbonamento alla manifestazione che garantisce l'ingresso a tutte e quattro le serate al prezzo complessivo di € 40; in alternativa, per ogni serata, segnaliamo il costo del biglietto che, come l'abbonamento, è acquistabile presso la Libreria Le Mille e Una Pagina di corso Garibaldi, 7 a Mortara (PV).

Per i ragazzi in possesso di Mortara Card il costo del biglietto è di 5 €

giovedì 9 aprile ore 21,15 - Auditorium di Mortara:
WALLY’S BIG BAND con ARCHIMIA STRING QUARTET 
(guest star FABRIZIO BOSSO)
ingresso € 15

venerdì 10 aprile ore 16,00 - Biblioteca comunale Civico 17:
Musica al Civico con GYPSY POCKET SWING TRIO MANOUCHE (special guest VITO ZENO) ingresso libero

venerdì 10 aprile ore 21,15 - Auditorium di Mortara:
IL DUELLO con ADALBERTO FERRARI e NADIO MARENCO  
con THE LADIES IN TUNE SHOW
ingresso € 10

sabato 11 aprile ore 16,00 - Libreria Le Mille e Una Pagina:
MUSICA TRA LE RIGHE con GABRIELE COMEGLIO
ingresso libero

sabato 11 aprile ore 21,15 - Auditorium di Mortara:
CDpM EUROPE BIG BAND con GABRIELE COMEGLIO
 “Jazz in bianco e nero” 
con RONCELLI, BONACASA, TESTA, ZANOLI 
 “American song-book”
ingresso € 10

domenica 12 aprile ore 17,00 - Palazzo del Moro:
ANTONIO ZAMBRINI TRIO
ingresso libero

domenica 12 aprile ore 21,15 - Auditorium di Mortara:
FRANCESCO CAFISO DUO con FRANCESCO BUZZURRO 
“One Man Band”
ingresso € 20


Prevendita biglieti e abbonamenti presso:

Libreria "Le mille e una pagina" - c.so Garibaldi n.7 - 27036 Mortara (PV) - tel.0384.298493   www.lemilleeunapagina.com


Testo (c) 2015 Claudio Montini     
Foto (c) Le Mille e Una Pagina  e pagina Fb Jazz Festival Mortara

sabato 4 aprile 2015

Auguri di buona Pasqua ai nostri lettori! Ovunque voi siate, vicini e lontani.

BUONA PASQUA A TUTTI!

  

 


Buio e freddo l'avello in cui ti deposero
Unsero e avvolsero il tuo corpo rigido
Onorandone la fine come si conviene;
Nonostante moristi insieme ai criminali,
Attendesti il giorno giusto del Padre tuo
Per vincere la morte e riconciliare cielo e terra.
A noi che, per aver visto troppo male trionfare,
Smarriamo la grazia di credere senza aver visto,
Quando non ci infatuiamo di fantasie allucinate,
Una volta ancora concedi luce lungo la via,
Aspra, che porta alla verità pagata col sangue




Testo : Claudio Montini (c) 2013     
Immagine condivisa dal profilo facebook  Terrakota  (Cotè 31-03-2013)

venerdì 3 aprile 2015

Nuovo ebook di Claudio Montini su amazon.com: disponibile da oggi!

 Disponibile su amazon.com da oggi!

 

 Claudio Montini

GLI AMICI DEL CLUB DELLA FRASCA

ebook per kindle    

serie I RACCONTI DEL SIGNOR NESSUNO

VOL. 1      ed. 2015 riveduta e corretta  

 

 

 

Sono orgoglioso di presentarvi la mia nuova pubblicazione sulla piattaforma amazonKDP: dopo Salite uno alla volta, arriva un ebook nato dalla revisione di un racconto lungo che portava lo stesso titolo.
E' in italiano, la seconda lingua straniera che conosco e la prima che conosco da più tempo, si può dire dalla nascita....
Ho deciso di provare a campare delle mie parole stampate e questo non è che il secondo passo in questa direzione: pertanto capirete da voi quanto io sia emozionato.
Agli amici, lettori occasionali e poco avezzi alla lingua di Dante, vorrei suggerire di provare a sfogliarlo in compagnia di un dizionario o di un traduttore elettronico: potreste anche innamorarvi di questa lingua un pò complicata e un pò ridondante ma musicale e affascinante.
Colgo l'occasione per augurare, insieme a Radio Patela Magazine e Orazio Nullo e Jena Sabauda, buona Pasqua a tutti i lettori.

(c) Claudio Montini 2015 

mercoledì 1 aprile 2015

Poeti & poesie di gran classe: Barbara Agradi - Radio Patela Magazine

T'HO  AMATO  E  T'AMO

di Barbara Agradi


Innanzi, la maestosità del mare;
sulla battigia non più le nostre orme
quasi a voler dimenticare che qui siamo stati.
Profumo di salmastro e alghe
pervadono le narici
nello sgomento dell'orizzonte infinito.
Alita il vento sollevando
schizzi d'acqua marina, d'un amaro salato
come le ferite di un recente passato.
Ricordi sempre più sbiaditi si insinuano
come l'onda che si frange sullo scoglio e si ritira
cantando la sua malinconica melodia.
T'ho amato allora mare mio, quando durante le notti senza luna
donavi refrigerio a due corpi accaldati e innamorati......
Ancor più t'amo oggi nelle mie notti insonni,
quando con lo sciabordio ora dolce, ora impetuoso mi culli;
portandomi tra le braccia di Morfeo, a trovar quiete e sonno!
   

31/03/2015    diritti riservati


 Testo e fotografia di : Barbara Agradi   (c) 2015
 pubblicato per gentile concessione dell'autrice

 

I più acuti udranno, leggendo questi versi di Barbara Agradi, echi di Quasimodo, Montale, Bertolucci e Luzi senza venire turbati dalle loro cupe tensioni ma venendo avvolti e trascinati dai densi sentimenti imprigionati nelle parole da lei scelte: io ho sentito, di nuovo dopo anni, il profumo del mare e di una stagione della mia vita ricca di quella forza che muove il Sole, le altre stelle e ogni componente di questo universo.
Ho finalmente apprezzato ogni istante che il fato mi ha regalato: non sono più pentito dell'amore che ho dato.

Claudio Montini    (c) 2015



domenica 29 marzo 2015

Inventata, impastata, infornata...e mangiata!

FROLLINI ALLE MANDORLE
della Jena Sabauda




Ricetta originale inedita





La Jena Sabauda ha inventato per i lettori di Digito ciò che penso, i frollini alle mandorle che allieteranno i vostri palati ogni volta che avrete voglia di un dolce non impegnativo, facile da preparare e gustoso quanto mai!
Buon divertimento e buon appetito!


Ingredienti:

  • 100 grammi mandorle sgusciate
  • 400 grammi farina bianca di grano tenero 00
  • 250 grammi burro a temperatura ambiente
  • 100 grammi zucchero a velo
  • 150 grammi zucchero di canna oppure bianco semolato
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 2 uova intere ( tuorlo+albume )
  • Scorza di 1 limone grattugiata


Procedimento:


Tritare grossolanamente le mandorle sgusciate e unirla alla farina setacciata e disposta a fontana sul tagliere; unire, al centro, entrambi i tipi di zucchero, le uova e la scorza di limone grattugiata con il burro. Ora potete procedere ad impastare, con entusiasmo ed energia, fino ad ottenere un composto omogeneno e consistente che, in forma di palla, metterete in frigorifero per 30 minuti o in freezer per soli 10 minuti.
Trascorso questo tempo, utile a rassodare la pastafrolla, lavorate ancora una volta l'impasto prima di iniziare a porzionarlo per stenderlo con il mattarello: lo spessore non deve essere troppo sottile ma neanche superiore al centimetro, sono biscotti del resto....
Tagliate le strisce di pasta con il coltello in quadrotti di due dita per lato e stendeteli nelle teglie ricoperte di carta da forno.
Nel forno già caldo, proseguite la cottura a 180°C per circa 10 o12 minuti, a secondo del forno.
Una volta raffreddati, spolverateli con zucchero a velo...e mettete sul fuoco un bollitore per un buon the, se siete astemi: sennò anche un moscato spumante farà loro ottima compagnia.






Ricetta originale di Jena Sabauda
Fotografie di Orazio Nullo
Testo di Claudio Montini

© 2015

giovedì 26 marzo 2015

Poesia & poeti di gran classe: Roberta Preda - Radio Patela Magazine

Vassilij Kandinskij Movimento I°  1935

 

TI CERCHERÓ

  

di Roberta Preda 

 

 

 

commento di Claudio Montini         

                                       

Ti cercherò sempre.             
Giacomo Balla  Il pianeta Mercurio passa davanti al sole  1915
Ho lasciato che ti spegnessi
stella lucente,
noncurante ho vissuto i miei momenti
e quando ti ho cercata
ho scoperto la notte piú nera.
Ti cercherò ancora
nei fremiti di vita piú incerti
fra i vagiti sofferti nella terra
fertile e umile zolla.
Ti cercherò dentro
nei battiti sfuggiti a ogni controllo
precocemente ali di farfalla
posate dal gelo dell'alba
e che una mano
inconsapevolmente coglie
come fossero foglie
accartocciate e umide di fango.
Ti cercherò comunque e perché
nel mio profondo che si é fatto assenza
la vertigine del vuoto che mi nausea
mi spinge di nuovo alla partenza.


(c)   2015   Roberta Preda  



Non mi stanco di leggere e rileggere questi versi di Roberta Preda, poetessa che mi onora della sua amicizia, moglie e madre e medico e anima dall'incommensurabile grandezza, dolcezza e sensibilità.
Mi ritrovo in essi, rivedo la sequenza delle salite e delle discese e delle cadute della mia stessa vita;è come se, mettendo i suoi sentimenti sulla carta per non farli svanire negli affanni del quotidiano divenire, mi avesse regalato e regalasse a chiunque la legga, uno specchio per guardarsi dentro e trovare la forza e il coraggio di non arrendersi mai al dolore, alla fatica, allo sconforto.
Perchè la ricerca che Roberta esorta sè stessa e noi altri a fare è quella della speranza, della fiducia nella forza della vita che non si crea e non si distrugge ma si trasforma, del domani che non è un'altro giorno soltanto bensì è già oggi che ci viene incontro:  come un nuovo viaggio alla scoperta di un nuovo mondo, forse una nuova stella ( la scelta di Balla e Kandinskij per accompagnare le strofe non è casuale, grazie Orazio Nullo!), sicuramente un nuovo capitolo della nostra storia già scritta da quella mano che coglie ali di farfalla e foglie accartocciate.
Colgo l'occasione per ringraziare Roberta Preda per avermi concesso la pubblicazione e per avermi regalato, a suo tempo, le sue due raccolte TORRE DI BABELE e PRIMA DELLA CIMA (rispettivamente edite da LibroitalianoWorld nel 2002 e Il Filo nel 2007), che a breve, spero, saranno ripubblicate.

Claudio Montini   (c) 2015          impaginazione e immagini Orazio Nullo                                     








mercoledì 25 marzo 2015

I sogni son desideri, maestà...- Radio Patela Magazine

La cartolina della regina





Sono d'accordo con voi: è un pò presto oppure è un troppo tardi per parlare di San Lorenzo e della notte delle stelle cadenti, questione di punti di vista.
Ma, dal momento che gli auguri vengono da una così nobile e antica figura ( non me ne voglia, Sua Maestà, i suoi 1400 anni li porta benissimo, come una regina d'altri tempi...appunto: però son sempre quasi millequattrocento ), io li accetto senza remore perchè mio padre buon'anima mi ha insegnato che le sole cose da rifiutare sono i calci nel sedere, pugni e schiaffi si evitano, gli insulti vanno rispediti con arguzia al mittente.
Gli artisti, si sà, sono tutti un poco pazzarielli perchè tengono la macchina dei sogni sempre accesa e pronta a partire per un baleno qualsiasi che attraversi la mente: sono loro che hanno inventato il detto secondo il quale i sogni son desideri solo per giustificare i colori e i suoni e le suggestioni con cui paludano la realtà, la travestono e ce la fanno sembrare accettabile e bella anche per una manciata di minuti.
Questo era il compito di poeti, musicanti e saltimbanchi anche presso la vostra corte, o regina Teodolinda, a Pavia e, immagino, ne avrete trovati anche qui a Lomello dove siete fuggita per evitare di fare la stessa fine del vostro primo marito e accettarne un secondo, il duca Agilulfo da Torino.
Non avevate torme di insolenti giornalisti a piazzarvi microfoni sotto le regali labbra e stringervi d'assedio, per carpirvi mezze frasi da fraintendere e diffondere ad uso e consumo dei sobillatori del popolo, non certo per lasciarvi spiegare le ragioni ideali dei vostri gesti; chi lo ha fatto, Paolo Diacono con la sua Historia Langobardorum, è stato spinto dalla nostalgia per un'età perduta, per un mondo tramontato, per non guardare l'orizzonte degli eventi carico di nebbie e cupe nubi che scorgeva dal monastero in cui si era rifugiato, dopo essere stato funzionario e servitore del vostro regno travolto dalla Storia che non perdona i difetti congeniti di chi non si evolve da tribù a nazione.
Lui ha scritto e ricordato per consolarsi nei suoi ultimi anni; a Lomello, da anni, ricordiamo il vostro matrimonio e la festa che ne fece un'evento memorabile tanto che non si è mai persa nel popolo, che tanto amavate poichè tale missione era impressa nelle radici celtiche del vostro nome (theud, popolo e lind, scudo o protezione); io, invece, aspirante parolaio impiccione, sogno di potervi incontrare e domandare mille cose, chiedervi conto e ragione, impressioni e valutazioni riguardo a tutto il tempo che è passato e che frutti ha portato.
Qualcuno ha scritto che la storia è maestra di vita, qualche d'un'altro ha cantato che il futuro è un'ipotesi: io mi metto in mezzo perchè sono capace di sognare e vi aspetto nella piazza a voi dedicata a Lomello, in una notte d'estate.



Testo:  (c) 2015 Claudio Montini     Fotografia e grafica: (c) 2013 Orazio Nullo