domenica 28 dicembre 2014

Frisco days: una storia senza parole



Il video è stato creato scegliendo video già pronti, messi a disposizione da You Tube per integrare e abbellire i propri; il motivo per cui abbia scelto San Francisco....non c'è: ma spero che vi piaccia comunque!
Orazio ed io abbiamo preso i video, aggiunto qualche titolo in testa e in coda, la colonna sonora anch'essa scelta tra quelle messe a disposizione dal programma, scelto le transizioni video che ci apparivano più appropriate a raccontare una storia senza parole.

Claudio Montini

giovedì 25 dicembre 2014

Christmas in...classics!! Giusto per disintossicarsi dal buonismo natalizio

Canzone di Bacco 

da  Canti Carnascialeschi   1484

di Lorenzo de' Medici detto il Magnifico

Quant'è bella giovinezza, 
che si fugge tuttavia!    
Edvard Munch   Springtime    1919
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco ed Arïanna,
belli, e l'un de l'altro ardenti:
perché 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questi lieti satiretti,
delle ninfe innamorati,
per caverne e per boschetti
han lor posto cento agguati;
or da Bacco riscaldati
ballon, salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia
di doman non c'è certezza.
Joan Mirò      Interior I°     1928 

Queste ninfe hanno anco caro
da lor essere ingannate:
non può fare a Amor riparo,
se non gente rozze e ingrate:
ora insieme mescolate
suonon salton tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Questa soma, che vien drieto
sopra l'asino, è Sileno:
così vecchio è ebbro e lieto,
già di carne e d'anni pieno;
se non può star ritto,
almeno ride e gode tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Mida vien dopo a costoro:
ciò che tocca, oro diventa.
E che giova aver tesoro,
s'altro poi non si contenta?
Che dolcezza vuoi che senta
chi ha sete tuttavia?
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.
Salvador Dalì    La persistenza della memoria   1931

Ciascun apra ben gli orecchi,
di doman nessun si paschi;
oggi siàn,giovani e vecchi,
lieti ognun, femmine emaschi;
ogni tristo pensier caschi:
facciam festa tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Donne e giovinetti amanti,
viva Bacco e viva Amore!
Ciascun suoni, balli e canti!
Arda di dolcezza il core!
Non fatica, non dolore!
Ciò ch'a esser convien sia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.



Testo recuperato da Giovanna Testa e Martha Cheslack Munters

Foto recuperate grazie a acomearte.blogspot.com  on Facebook


martedì 23 dicembre 2014

Un bel risultato

Superata quota 3000!!!!

Grazie a voi che leggete!



In questi giorni, grazie alle vostre visite, questo blog minuscolo ha superato le tremila visualizzazioni in due anni di esistenza: per me, si trattava di una soglia psicologica importantissima e, dunque, vi ringrazio cordialmente.
Vi prometto, come ho già annunciato, che sarò più assiduo nel riempirlo di contenuti non banali per fare sì che diventi un'alternativa alle ore passate sui social network i quali, a mio parere, stanno prendendo una piega decisamente involutiva e sterile rispetto e riguardo alla potenziale crescita umana e culturale di chi li frequenta.
Se penso che era nato solo per garantirmi un passaggio su una piattaforma di instant journalism (neologismo coniato al solo proposito di indicare quei siti che promettono di farti diventare un giornalista indipendente)...
La svolta sarà, non ho paura a dirlo, quello di proporre e sotto porre al vostro giudizio i racconti che andranno nella terza raccolta che sto allestendo e anche stralci del romanzo che uscirà nel 2015.
Rimanete sintonizzati e non ve ne pentirete!
Grazie ancora e buone feste!!

Claudio Montini

sabato 20 dicembre 2014

Sonetto natalizio inedito e senza titolo




Sonetto natalizio 

per i biglietti di auguri


Buon Natale 
            e
                  buon 2015




Porta in tavola abbondanza il compleanno
Del bimbo che, nel presepe, toglie ogni affanno,
Così come cotechino e lenticchie a Capodanno.

Brindiamo anche alla befana dell'Epifania:
Se coi re Magi le feste tutte deve portare via,
Lasci almeno un biglietto ricco della Lotteria!

Sarebbe bello poter campare qualche anno 
Schivando i colpi bassi della sorte e la carestia,
Per tornar là dove non c'è trucco e non c'è inganno
Contenti della nostra croce lungo l'ignota via.



Claudio Montini    inedito 2014

mercoledì 17 dicembre 2014

Nelle tasche del vestito invecchiato con noi



Questo è il documento video della presentazione dei libri avvenuta a Mortara il giorno 8 novembre 2014
Regia: Claudio Montini
Foto: Renato Massucchi e Orazio Nullo
Grafica e montaggio: Orazio Nullo
Musica: youtube collection - title of the track : Play (instrumental) performed by Julin
Produzione di VideoKlaut66

Radio Patela Magazine - Zio Propano ha letto e consiglia....

... FOTOGRAMMI DI UN MASSACRO

Maurizio Blini    ed. Ciesse   2014

Maurizio Blini
FOTOGRAMMI
DI UN MASSACRO
ediz. Ciesse 2014

Non fatevi ingannare dalla copertina e neppure dal titolo, signore e signori: con FOTOGRAMMI DI UN MASSACRO di Maurizio Blini edito da Ciesse, siete di fronte a un’ottima opera di letteratura italiana che va oltre i confini del genere narrativo poliziesco, corroborato e innervato com’è di umanità e di profondità d’indagine psicologica  prima ancora che criminologica.
Il delitto, o meglio, i delitti di cui si parla sono pretesti per indagare i meccanismi e i moti dell’animo umano ma anche per mettere a nudo le contraddizioni e i mali della moderna società italiana, a partire dalle istituzioni preposte alla sua sicurezza.
Blini, però, riesce ad andare oltre l’apparenza, la divisa, la gerarchia, la burocrazia e la tecnologia perché ci presenta una storia di esseri umani alle prese coi ricordi e i dispiaceri e i tiri mancini del destino.

“Ma i ricordi non chiedono il permesso, arrivano quando meno te l’aspetti. Come i dispiaceri e i malanni.E’ bello ricordare. E’ fantastico poter tornare a rivivere determinati momenti della tua vita, belli, brutti, ordinari, antichi, recenti. Perché fanno parte di noi, del nostro essere, un po’ come i segni del tempo che scalfiscono un albero. Lui cresce racchiudendoli gelosamente dentro di sé, orgoglioso e tenace. Perciò quei segni rappresentano la sua esperienza, la sua storia.” ( capitolo 40, pagina 138 )

Noi esseri umani non siamo alberi, siamo segnati da altri veleni impalpabili ma presenti ed eternamente legati alla nostra natura. 
“La paura conduce al terrore, il terrore all’ira, l’ira all’odio, l’odio alla sofferenza, la sofferenza al dolore, il dolore alla morte. Ecco gli atroci fotogrammi di un massacro.La paura di non farcela, di sentirsi esclusi, emarginati, vinti. (…) E le altre non sono che conseguenze. Isteriche proiezioni del nostro male, bizzarre piroette di follia e dolore.” ( capitolo 61 pagina 216 )
La vicenda narrata nei FOTOGRAMMI DI UN MASSACRO è un intreccio a doppia spirale tra gli esiti giudiziari dell’epilogo del precedente romanzo, R.I.P (RIPOSA IN PACE) del 2013, e il massacro di un gruppo di donne in un centro per trattamenti estetici a basso costo, gestito da cinesi, in una palazzina di una Torino distratta dalla fine dell’autunno e dall’imminenza delle festività natalizie.
Maurizio Vivaldi e Alessandro Meucci, pur travolti dai rispettivi destini e dagli eventi connessi che li separeranno solo fisicamente perché legati da salda e duratura amicizia, risolveranno ancora una volta l’enigma e si troveranno ad affrontare, non già il male e la cattiveria gratuita di chi fa di loro la propria filosofia di vita, ma il dolore e la rabbia che, condensandosi e amalgamandosi, sconvolgono e stravolgono l’animo fino a fargli perdere ogni sembianza umana generando distruzione e morte.  
Non vincono i buoni, non perdono i cattivi; tra le righe, si scorge una lucida e spietata critica alla moderna società italiana, consumista e priva di valori quali buonsenso e pazienza e professionale onestà, ipocrita e meschina tanto da costringere le persone di buona volontà a vivere alla giornata, senza prospettive o progetti a lungo termine come istintivamente fa Jago, il cane di Vivaldi, che accetta le attenzioni di Meucci ma attende imperterrito il ritorno del suo padrone.
Scritta in uno scorrevole italiano, senza contaminazioni regionali o retoriche e senza scurrili scabrosità, quest’opera di Maurizio Blini attira il lettore e lo trascina garbatamente con sé nel flusso narrativo giocato e reso dall’interno dei personaggi: i FOTOGRAMMI DI UN MASSACRO scorrono davanti ai nostri occhi dopo essere stati elaborati dalla psiche e dal cuore di tutti gli attori che compaiono nella storia.
Così si spiega il grande ricorso al punto fermo, ai dialoghi asciutti e diretti con pochi fronzoli, alle frasi guizzanti e lampanti come solo i pensieri trascritti in fretta affinchè non svaniscano come i sogni o i ricordi, all’assenza di altri segni di interpunzione ad eccezione per la virgola dove è indispensabile a conferire enfasi e ritmo al discorso: uno stile che, da un lato, ammicca al Cesare Pavese de LA LUNA E I FALO’ o LA CASA IN COLLINA e, dall’altro, al James Joyce di ULYSSES con le veglie di Finnegan e Molly.
Dico e affermo, con assoluta sicurezza e grande piacere, che FOTOGRAMMI DI UN MASSACRO edito da Ciesse è un’opera estremamente matura di Maurizio Blini, ottimamente inserita nel filone del nuovo giallo italiano come IO LA TROVERO’ di Romano De Marco, LA VARIABILE COSTANTE di Vincenzo Maimone, le opere di Elda Lanza, quelle di Enrico Pandiani e dei suoi Italiens, le storie di Gianni Simoni con protagonista Andrea Lucchesi e … mi scuseranno tutti coloro che non ho citato, ma le cui opere ho letto e apprezzato.
Per tutti valga il dato incontrovertibile del plauso di un lettore appassionato, unito a quello di coloro condividono l’appagamento e lo svago che regala ogni buona lettura: noi ammiriamo e sosteniamo l’opera eroica da loro intrapresa, inconsapevolmente forse, di rianimare e rivitalizzare il panorama letterario italiano ricco e affollato da buffoni e affabulatori catodici, cucinieri e negromanti, paccottiglia d’importazione tradotta e osannata a prescindere, per non dire di saggisti e sociologi del nulla sotto vuoto spinto e della fuffa imbellettata, tutti buoni solo per incrementare il fatturato dell'industria della carta da macero.

Claudio Montini  © 2014 

lunedì 15 dicembre 2014

B U O N E   F E S T E!!!

Buon Natale e Buon Anno!!

 da Claudio, Orazio Nullo, la Jena Sabauda, la redazione di Radio Patela Magazine, lo staff di VideoKlaut66 e anche zio propano