mercoledì 3 agosto 2016

A ciascuno il golpe suo! Confusione in Arial 12...

Ci sono golpe che nessuno vuole...

di Claudio Montini

Demetrio Volcic, giornalista Rai degli anni fino agli anni novanta del XX secolo e anche direttore per una stagione del TG1, corrispondente estero da Germania e Paesi dell'ex blocco sovietico oltre che da Mosca, ai tempi del presunto golpe contro Gorbaciov, riferì, in un detto famoso che circolava tra tutti i corrispondenti esteri, la tesi secondo cui le rivoluzioni avvengono tutte nel periodo delle ferie o delle vacanze in genere: molte hanno successo proprio per quel fatto lì. In realtà il concetto che è sottinteso è molto più sottile e grave di quel che appaia: dal momento che anche i giornalisti vanno in ferie e in vacanza, certe rivoluzioni si trovano a mancare di occhi e orecchie e bocche e dita obbiettive che possano raccontare la realtà, costringendo il mondo e gli utenti ad accontentarsi delle "veline" propalate e propagandate dai rivoltosi o dai loro avversari.
Quando c'è un colpo di stato, la prassi è quella di tagliare le comunicazioni, isolare, tacere e far tacere oltre ad occupare i centri di comando e di assicurarsi l'appoggio di forze armate e il controllo di depositi di armi e munizioni, disseminare posti di blocco e sparare qualche colpo tanto per far capire che si fa sul serio.
Da questo punto di vista, il mai chiarito golpe Borghese del 1970 è stata una pagliacciata finita a tarallucci e vino, come da italica consuetudine; la purga di stato turca, invece, è una tragedia comica solo per noi che la guardiamo da fuori perchè possiamo vedere, comodamente seduti in poltrona o sdraiati sul sofà, quanto molli e deboli siano i governi occidentali (l'Europa non esiste e non esisterà in questo secolo) e quanto sia tronfio e maleducato e pericoloso il nuovo satrapo che ha in pugno l'Asia Minore: tiene per le palle il vecchio continente, la Russia e l'America per motivi diversi tra loro ed otterrà sicuramente qualcosa.
Forse è stato messo in atto troppo presto, forse erano state riposte troppe aspettative di riconoscenza per il lavoro di filtro dei terroristi islamici e dei profughi, forse sperava in maggior dabbenaggine europea poichè a capo della sua politica estera c'è una donna e per giunta italiana....chissà? Fatto sta che le carceri si sono riempite in un battibaleno di militari, religiosi, giornalisti, professori universitari, studenti, sindacalisti e intellettuali vari; testate giornalistiche e case editrici sono state chiuse e confiscate le attrezzature per la trasmissione via web. Quindi siamo rientrati nei canoni e nei parametri di un normale colpo di stato, artigianale fin che si vuole, ma ora è tutto normale e si può tranquillamente parlare d'altro e indignarci per altre e più urgenti frivolezze: come ad esempio, le Olimpiadi di Rio de Janeiro in cui non c'è pronto quasi nulla e pure il maltempo ha distrutto quel poco che erano riusciti a fare, oppure dell'indecenza di Roma soffocata dalla sua stessa spazzatura e dall'inettitudine della classe dirigente del'ultimo quinquennio, oppure della girandola di sostituzioni clamorose alle direzioni dei telegiornali Rai che puzzano di vendette politiche lontano un chilometro (come la monnezza capitolina: uguale uguale!). Intanto, ci è passata sotto il naso una scandalosa approvazione di un provvedimento che trasforma lo Stato da imprenditore, vietatissimo dalle norme europeo-teutoniche, a Stato spacciatore: avremo la cannabis e alcaloidi connessi con tanto di sigillo del monopolio...come i liquori e le sigarette! Inoltre, poichè era troppo zelante nel fare il proprio dovere e troppo competente, è stata abolito il Corpo Forestale dello Stato facendolo confluire, armi e bagagli, nella Quarta Forza Armata ovvero l'Arma dei Carabinieri come se non avesse abbastanza già da fare di suo e non fosse cronicamente (come Polizia e Guardia di Finanza) a corto di risorse e materiali. Dulcis in fundo, il canone Rai, o meglio, la tassa di possesso di un'apparecchio radiotelevisivo infilata nella bolletta elettrica con pagamento dell'Iva anche sulla suddetta tassa! A questo punto, se state ancora leggendo e non mi avete mandato a quel paese, potreste dirmi che faccio troppa confusione, che mescolo argomenti diversi tra loro e che sono andato fuori tema; può darsi, non lo metto in dubbio e nemmeno mi sforzo di metterlo in discussione: ma provate a sollevare gli occhi dallo smartphone e lasciate perdere il virtuale pupazzetto che lampeggia solo sullo schermo che inquadra la strada o la piazza in cui vi trovate, cozzando contro la gente o gli autobus o pali dei semafori. Non c'è punteggio, non ci sono armi da conquistare o vite di scorta, neppure bottini di monete virtuali con cui eventualmente procurarvele: se vuoi mangiare, devi lavorare o devi rubare; se ti ammali o ti fanno male devi sperare di non capitare in mani sbagliate e ignoranti; se non stai attento ti rubano anche le mutande e chiedono il riscatto o ti ci fanno pagare le tasse o la multa per atti osceni in luogo pubblico...e per pagare hai solo due strade: lavorare o rubare. Perchè il jobs act funziona solo quando il governo è in difficoltà e nè il terrorismo islamico nè i profughi nel canale di Sicilia riescono più a commuovere gli italiani o a distrarre gli italiani, che ancora non hanno capito di essere a un passo dal fare la fine della Grecia. Vi sembra ancora davvero poco per non pensare ad una rivoluzione, non a una riforma costituzionale buffonata come quella oggetto di referendum, ma una bella sessione di presa a calci nel sedere di tutto l'arco costituzionale, lobbisti e blogghisti compresi (tranne il sottoscritto, ovviamente...)?

(c) 2016 testo di Claudio Montini
(c) 2015 Foto di Orazio Nullo "Dangerous Hypocrites" from Atelier des pixels collection 

martedì 2 agosto 2016

Repetita iuvant.....

Se cadi rialzati subito!
Non arrenderti!
Quello che è accaduto ieri, non è più importante!
Oggi è un altro nuovo giorno!!
Allora, rimettiti in pista e corri incontro ai traguardi che sogni!
Tu puoi farlo!!

...per chi non sa più a che santo votarsi....oooh yeah!
...per chi ha scavato anche il fondo e ha visto spuntare due corna e un forcone....oh yeah: ha scavato troppo!!!
...per chi, visto che si nasce piangendo, almeno voglio morire dal ridere....oooh yeah, se ci riesci, fratello, aggiungerei Allelujah!
....per chi "ma se non sai cosa scrivere, non è meglio se te ne vai a dormire? Almeno ci guadagni in salute!!" ......oooohhh ma come siete antipatici! oh yeah!!!!!
Claudio Montini

domenica 31 luglio 2016

Se piove d'estate, il governo è assolto...

Piove d'estate, ma il governo non c'entra...

di Claudio Montini

Se pioveva d'estate, quand'ero un ragazzino (d'un certo peso, vabbè, ma mica son nato già vecchio..), ci si ritrovava nel cortile di chi aveva una tettoia o un porticato e ci si raccontava storie che si perdevano nella notte dei tempi, si rievocavano vecchi fantasmi e poveri diavoli travolti dalla loro stessa sfortuna, si riciclavano vecchie storielle divertenti calcando la mano sui particolari bizzarri e grotteschi, giusto per farsi quattro sane risate e dimenticare le menate del giorno e le grane che aspettavano la nuova alba. La televisione, quella poca che c'era in quei tempi di austerity e terrorismo, eravamo negli anni '70 del XX secolo, proprio come adesso d'estate andava in ferie anche lei e, per non abbassare la saracinesca, aveva dei giorni comandati in cui fare vedere qualcosa di varietà, di western e vecchi polizieschi. Stasera a queste latitudini da cui scrivo, piove da oltre un'ora e mezza; pur navigando tra mille canali, non si vede un alcunchè (famosa paroletta italiana con due zeta) di nulla perchè in onda c'è lo scarto della schiuma della segatura truciolata del nulla sotto vuoto spinto. D'altronde, cosa vogliamo pretendere dal passaggio che ci fa lasciare alle spalle il mese di luglio e ci mette sulla soglia di agosto, mese della vacanza per eccellenza sebbene di fatto chiuda l'estate in un cassetto come le vecchie cartoline una volta che cederà il passo a settembre. Agosto....e le rime si sprecherebbero con "non ti conosco": intanto in pochi si accorgeranno che l'anno in corso ha iniziato la sua discesa, molti preferiranno rimandare o rimuovere il pensiero che l'autunno e poi l'inverno sono dietro l'angolo, che la ruota ha fatto un'altro giro e ogni momento è buono perchè la pallina si fermi proprio sul nostro numero. Ma che diamine siamo in estate: scoppia il caldo, la vita, la voglia di pelle profumata e scoperta e baciata dal sole, di sale e di tuffi e di gelati; chi ha lavorato vuole svago e chi non lavora perchè nessuno lo vuole rosica perchè non può fare nient'altro che sopravvivere e sperare che in autunno si muova qualcosa. Intanto provate a sorridere con IL CANE PILOTA...: piuttosto che niente, è meglio piuttosto (antico proverbio sairanese)


(c) 2016 Testo di Claudio Montini
(c) 2016 Foto di Orazio Nullo
(c) 2016 Videocomica di VideoKlaut66

Libro e giornale fanno di te un italiano speciale! Quando la villeggiatura è una scena del crimine...



Per una vacanza a tutto noir...
di Maurizio Blini 
e Claudio Montini

Ha debuttato venerdì 29 luglio una grande, coraggiosa e innovativa iniziativa editoriale che vede protagonisti uno storico quotidiano a tiratura e diffusione nazionale, una piccola ma agguerrita casa editrice e un consorzio di cervelli che scrivono, tutti basati nella regione Piemonte e a Torino in particolare.
Il quotidiano La Stampa, a partire da quella data, metterà in vendita nelle edicole di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta l'antologia LA MORTE NON VA IN VACANZA edita da Golem Edizioni e composta da racconti firmati dai componenti di Torinoir consorzio di scrittori di gialli e polizieschi e noir residenti nella città sabauda per eccellenza; l'antologia è stata rieditata per l'occasione ed è stata ribattezzata SUMMER NOIR: si tratta di 11 racconti ad alta tensione ambientati in varie località di villeggiatura, italiane e straniere, le cui vicende si svolgono durante il periodo estivo. La prefazione al volume è a cura di una scrittrice torinese e piemontese d'un certo livello, Margherita Oggero, che è fresca vincitrice del premio bancarella 2016 con LA RAGAZZA DI FRONTE (Mondadori).
Il volume sarà venduto in allegato con il giornale a  € 8,90 per tutto il mese di agosto 2016

(c) 2016 Maurizio Blini e Claudio Montini per testo e foto


venerdì 29 luglio 2016

Letti & Piaciuti: IL MARE DEI SOLDATI E DELLE SPOSE di Roberto Giardina - ed.Bompiani (2010)

Roberto Giardina
IL MARE DEI SOLDATI 
E DELLE SPOSE
ed. Bompiani 2010

I PARTICOLARI CHE 
DIVERTONO GLI DEI

di Claudio Montini

E' noto che esiste la verità storica, quella desunta dai documenti e dalle testimonianze raccolte sul campo, così come esiste una verità dei romanzi, quella che narratori in ogni epoca hanno contribuito a costruire e codificare mescolando ragione e sentimento coi ricordi personali e familiari.
Roberto Giardina ne IL MARE DEI SOLDATI E DELLE SPOSE ed. Bompiani (2010) identifica, senza nominarlo esplicitamente, quasi dandolo per scontato, il Mare Mediterraneo centrale e il canale di Sicilia evocando la moltitudine di popoli che si sono affacciati sulle sue spiagge, in una storia che attraversa tutto il secolo breve per chiudersi poco dopo la caduta del Muro di Berlino e la riunificazione della Germania, cioè alla sua spiaggia dove il secondo millennio doveva terminare il suo viaggio (per dirla con l'autore stesso). Il giornalista e scrittore siciliano, pardòn palermitano residente a Berlino (GER), riporta i racconti di cui la madre e gli zii lo hanno reso partecipe ma di cui non ha saputo o potuto chiedere conto al nonno, vero protagonista, insieme alla pietas virgiliana che solo i siciliani e i lampedusani sanno sfoggiare, di un gustoso e magistrale affresco dell'epopea della Quarta Sponda ovvero dell'illusoria avventura coloniale italiana in Libia, avviata nel primo decennio del XX secolo dell'era cristiana. Nonno Antonio è figlio del suo tempo e si adatta ad esso con la coerenza del giunco che si piega per fare passare la piena; ma ancor di più è figlio della sua isola, Lampedusa, in cui il padre è maestro elementare, e del mare che la circonda perchè in esso cresce, si fa ragazzo e uomo e marito e padre in cerca della sua spiaggia, consigliato e spesso guidato dalle donne che incontrerà, spose o figlie o amiche, le quali lo lasceranno sedere al tavolo da gioco cui il destino lo ha invitato: non per vincere o rifarsi delle perdite ma per scoprire quale tipo di partita avesse disputato, gioco serio o da carusi, cui non si chiede il saldo.
Vivrà l'inutile strage dello sbarco dei bersaglieri italiani a Tripoli e la guerra con l'Impero Ottomano, prima ancora che Benedetto XV venga eletto e pensi a quella definizione della Prima Guerra Mondiale, come funzionario del Banco di Roma; funzionario integerrimo delle dogane, passerà attraverso il fascismo conoscendo il conte Volpi, governatore della Libia prima di Italo Balbo e i generali Badoglio e Graziani; scamperà, andando in pensione e ritornando in Sicilia con tutta la famiglia, alla disfatta militare italo-tedesca in Africa settentrionale: ma il richiamo del mare dei soldati e delle spose che, come la figlia Rina, l'hanno attraversato in cerca di fortuna lo riporterà sulla sua isola, Lampedusa, creduta un paradiso mentre era un luogo in cui tutti erano stati condannati a vivere. Un inferno. Era tornato perchè dall'inferno non si può fuggire. Si evade, ma non per sempre. Fuggiasco e carceriere insieme, aveva finito per tornare. Non ci sono prigioni più sicure di quelle che ti danno l'illusione della libertà. (pag. 377 )
IL MARE DEI SOLDATI E DELLE SPOSE e le sue spiagge sono il teatro storico, perduto e dimenticato dove si muovono e vivono e muoiono, amano e soffrono e si illudono della propria forza personaggi realmente esistiti con altri immaginati o soltanto sfiorati dal flusso della Storia e perciò sepolti sotto la sabbia del deserto che come il Mediterraneo preserva a lungo, per secoli o millenni. O distrugge in fretta, a capriccio. [...] Sono i particolari che divertono gli dei. (pag. 393)
Con un italiano semplicemente splendido, perchè privo di autocompiacimento e retorica gratuita e ardite impalcature perifrastiche, preciso e funzionale come un'orologio svizzero, gustoso e pieno ma anche lieve fragrante al punto di sentire le scene addirittura coi cinque sensi, Roberto Giardina racconta quel che accadde in quella parte trascurata della storia italiana, citando col rigore storico dovuto fatti e personaggi ma prendendosi la libertà di umanizzare questi ultimi, ovvero attribuendo loro pensieri e sensazioni, come può permettersi un narratore, un novelliere, un romanziere e non uno storico.
Infatti, come sigla nell'ultima riga della postfazione l'autore siculo palermitano residente a Berlino e di là corrispondente per alcune testate nazionali, è tutto vero ma non tutto è autentico in un romanzo che ha, da un lato, regole e tempi suoi propri ma, dall'altro, rimane ancora lo strumento didattico più potente per formare un'idea priva di pregiudizi e per fare luce sul passato senza stancare o annoiare.
IL MARE DEI SOLDATI E DELLE SPOSE di Roberto Giardina edito nel 2010 da Bompiani, una volta avviata la lettura, sarà in grado di farvi accomodare davanti a un grande schermo e seguire un film immaginario ma vero, realistico ma non crudo, in cui ogni dettaglio parla anche senza dire nulla perchè quel che manca l'aggiunge automaticamente la fantasia, dove anche la punteggiatura e le frasi e i dialoghi sono carichi di significato ma hanno un ritmo che lascia a chiunque il tempo di assimilarli e, persino, viverli. Dopo poche pagine, si perde l'ansia di giungere al capitolo successivo o di guardare a che punti ci si trovi del volume: si è dentro la storia di Giardina e nella Storia che i sussidiari o libri di storia spesso trascurano, si finisce per comprendere anche meglio molte vicende e molti aspetti della nostra società attuale, si finisce per amare ancora di più la Sicilia e l'Italia. La memoria è una nave senza più doghe e senza più chiglia che, prima o poi, giunge a una spiaggia o torna alla sua spiaggia: questo è il particolare che diverte gli dei, specialmente quello del mare.


© 2016 Testo di Claudio Montini
© 2016 Foto della copertina Orazio Nullo

giovedì 28 luglio 2016

Pubblicato il nuovo libro di Claudio Montini: GOCCE SPARSE NELLA POLVERE - StreetLib

Quando ho annunciato la prossima uscita di questo ebook, in realtà non c'era pronta nemmeno la bozza definitiva; poi, come per magia, Orazio Nullo mi ha mandato, dalla sua isola nel Mediterraneo, la copertina e la foto da adoperare nei mercati elettronici in giro per il web e....le tessere del mosaico, e i testi delle 41 poesie che leggerete, sono andati a posto da soli.
Non ci sono temi particolari o strutture classiche di cui tenere conto, anche perchè l'impaginazione sui dispositivi di lettura non è fissa come nella stampa o nel foglio elettronico dei programmi di videoscrittura.
A me, come sempre, importa che vi arrivi il messaggio, che sappia fare vibrare le corde nascoste della vostra anima e che illumini ancora briciole di sogni nello sguardo, con poche gocce sparse nella polvere.
Di seguito trovate i link utili a raggiungere il prodotto su amazon e googleplay; a breve sarà disponibile anche su iTunes mentre è già disponibile in molti altri store italiani e no.
Fatevi del bene e fatelo anche a me....acquistatelo e leggetelo: sarà un piacere da entrambi i lati!
Claudio Montini

http://www.amazon.com/dp/B01J4TA02A
https://play.google.com/store/books/details?id=Kiy-DAAAQBAJ

(c) 2016 testo di Claudio Montini
(c) 2016 foto di Orazio Nullo

lunedì 25 luglio 2016

Se il giovane sapesse e il vecchio potesse...

Dialogo tra generazioni

di Claudio Montini




Il giovane ha scritto
Oggi ho compiuto 19 anni e sono in montagna con gli amici dell'oratorio; è una bella giornata e la vita scorre quieta e profumata e frizzante sotto la pelle, nelle vene, nei muscoli e nei polmoni. Il prete che ci accompagna mi ha appena confessato, in modo informale, come sa fare solo lui quando sta ai piedi di queste guglie di roccia: chiacchierando di varia umanità e passeggiando alla ricerca di una roccia o di un masso speciale su cui dire messa, il giorno dopo per chi ha voglia di cominciare la giornata ringraziando per la salute e il bene di cui stiamo godendo. "...del resto il mondo è suo e noi siamo ospiti, certo, con una missione da compiere e far fruttare ciò che ci ha donato quando siamo nati...ma pur sempre ospiti siamo..." gli è sfuggito come se stesse parlando a sè stesso e, siccome si era accorto di avere aperto troppo la porta della stanza in cui anche un prete si sente microbo contro l'universo, mi ha assolto con formula piena in salsa latina e regolamentare sigillo a segno di croce. Però, io mi rendo conto di essere "precario" come se stessi camminando su un filo sospeso sull'ignoto, con poche certezze e troppi interrogativi a fare da bilanciere per non cadere: ho chiuso con gli obblighi della scuola, mi sono diplomato, ma ora devo compiere delle scelte, devo tracciare una rotta verso nuovi obiettivi. Cosa farò e cosa dovrò imparare di nuovo per diventare adulto? Quanti sogni dovrò bruciare o dimenticare per essere un'uomo completo, inserito, realizzato?  Le mie scelte, da oggi in poi, comprometteranno o miglioreranno la mia vita: dovrò imparare ad organizzarmi, a sacrificarmi e battermi per il futuro in cui spero e credo. In questo momento, forse per farmi coraggio, vorrei avere la stessa energia di quando ero piccolo e giocavo ininterrottamente, perchè sento ancora gli ammonimenti dei professori dell'ultimo anno e avverto il peso delle aspettative di chi mi vive accanto.

Il vecchio ha risposto
Sii te stesso, ragiona con la tua testa, ascolta il parere di tutti ma fai solo quello che pensi sia la cosa giusta, per la tua legge morale e per le leggi del mondo; ricorda senza malinconia, senza acredine e senza rimorsi; non scavare se tocchi il fondo ma punta i piedi e spingi per risalire: pensa sempre in grande e non arrenderti anche se il mondo sembra non capirti.
Lasciati andare alle passioni e alle pulsioni della natura umana: siamo fatti di carne, non di ferro o di legno, tanto che qualche volta l'amore ama cambiarsi d'abito e fare male ma, poi, si sopravvive e si supera il dolore e si ricomincia da capo. Sii curioso ma non invadente e pettegolo quanto basta al puro divertimento; se ci tieni alla pelle, spara pure per primo prendendo bene la mira: l'altro, l'avversario, potrebbe non ricambiarti la cortesia se riesce a imbracciare l'artiglieria... Inciamperai e, forse, cadrai oppure indovinerai tutte le mosse con la fortuna stretta al tuo fianco: in ogni caso, avrai seguito la rotta tracciata ancora prima della tua esistenza e non avrai fatto altro che seguire la direzione indicata dalla bussola del cuore.
Non c'è altro di meglio che un'uomo o una donna possano fare; non c'è altro di meglio che Dio, o qualunque altro nome abbia, dall'alto del suo cielo possa ammirare e si degni di benedire.

(c) 2016 testo di Claudio Montini da un idea di Davide Agapito
(c) 2016 foto di Orazio Nullo