domenica 27 settembre 2026

Nuovo arrivo nella vetrina del Parolaio: ESCURSIONI LUNGO IL CONFINE (2026)

 Escursioni lungo il confine

Independent published (2026) 

di Claudio Montini

già disponibile su amazon.it e amazon.com

e-book o cartaceo: a piacere vostro!!

di Claudio Montini

La vita non è un sogno e la morte non è un sipario o un sudario che cala quando meno te lo aspetti, spegnendo le luci di un palcoscenico o di una sala. 
Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma e si sposta altrove: in una stanza più confortevole, su di un palcoscenico più agevole, in un universo più giusto e più bello. In parole povere, noi camminiamo tanto in una valle di lacrime, senza che siano loro ad alimentare le acque nervose che l'hanno scavata, quanto lungo un confine valicabile soltanto a senso unico dai comuni mortali che siamo: allora, vengono in nostro soccorso ragione e fantasia, immaginazione e memoria, sentimento e cultura per costruire, allestire o assemblare vedute, percorsi, quadri in movimento al solo scopo di esorcizzare la paura della fine, della polvere alla polvere, dell'evanescenza nel sonno eterno. 
In parole povere, noi camminiamo tanto in una valle di lacrime, senza che siano loro ad alimentare le acque nervose che l'hanno scavata, quanto lungo un confine valicabile soltanto a senso unico dai comuni mortali che siamo: nessuno, tra tutti coloro che abbiamo conosciuto, è mai tornato indietro a raccontarci alcunché riguardo al mondo metafisico per eccellenza. 
In questo volume, troverete tre romanzi brevi anticipati da due poesie e da altrettante novelle apparentemente eterogenee tra loro, tuttavia utili a sintonizzarvi sulla lunghezza d'onda dell'intera opera: perché ricominciare a sognare liberi da ogni paura, nuoce assai gravemente soltanto a chi nemmeno ci prova!


©2026 Testi di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo per Atelier Des Pixels 

martedì 15 settembre 2026

Se c'è vita nell'universo, ci capirà!

 Vivere dentro la memoria


di Claudio Montini

Non sono un gran poeta, lo confesso: sono un modesto novelliere di un "certo" peso (XXXL di taglia minima e sul quintale di stazza...) ma, ogni tanto, mi scappa fuori una composizione che somiglia molto a una poesia. Niente di speciale, le solite cose per cui un trovatore di campagna si strugge, sotto la luna o davanti a uno schermo di computer o sul tavolo della cucina con una matita in mano (invece di una forchetta ancora sporca di tiramisù e un bicchiere di spuma bionda!): un'amore lontano, perduto nel passato eppure mai dimenticato. 
Una sorta di dire a nuora perché suocera intenda: il sogno che lei lo legga e piacevolmente sorrida (magari anche con un gran sospiro...), rimane una pia illusione.
Dopo tante ciance inutili, ecco a voi il testo: all'immagine ci ha pensato Orazio Nullo, come sempre.

Portami con te,
se andrai lontano.
Non sarò di alcun peso,
parlerò con la tua bocca,
vedrò con i tuoi occhi,
ascolterò coi tuoi orecchi.
Mi nasconderò tra i pensieri,
pronto a ispirarti e consolarti
ogni volta che inciamperai
in un sasso, una buca o un guaio.
Proverò a baciarti in tutti i sogni
e, di più, ogni volta che vorrai
avere la certezza e la gioia
che non ti ho dimenticata,
né ora né mai.

©2026 Testo di Claudio Montini (diritti riservati all'autore)
©2023 Immagine di Orazio Nullo per Atelier Des Pixels (diritti riservati all'autore)

sabato 15 agosto 2026

Dalla Bottega del Parolaio: SOPRA PAVIA SBOCCIA LA FANTASIA di Claudio Montini (Independently published, 2026)

 Fare e disfare è tutto un lavorare...

di Claudio Montini

(Disponibile su amazon.it e amazon.com in e-book e in formato cartaceo)

Una città non è un teatro ma un palcoscenico senza platea né loggioni o gradinate: gli attori sono gli spettatori e viceversa, ridotti o condannati a ripetere il medesimo copione, tra l'altro uguale in tutte le epoche e a tutte le latitudini, convinti di fare la differenza. 
Pavia né sfugge né si sottrae a questa prova, questa condizione, questa surreale fattispecie senza essere del tutto convinta: si presta pensando che, in fondo, tutto scorre e passa via come l'acqua del Ticino che le ha dato i natali, che la sfiora e a cui lei ha voltato le spalle. 
Il vero protagonista di questi tre romanzi brevi più un racconto che li precede è il ricordo o la memoria a brandelli, a briciole, a scaglie impastate e amalgamate con i desideri, le ambizioni, i sogni di una città che non è mai esistita se non sopra una carta topografica e nella fantasia di chi l'ha attraversata. 
In quello spazio poco aderente alla realtà, tuttavia riscontrabile dal vero con una passeggiata, sbocciano personaggi del tutto fittizi tranne che per quel che concerne le loro emozioni, il loro vissuto, i loro sogni di felicità e benessere quanto le critiche al sistema e alla apparente immobilità del quieto vivere. 
Invece, scrivere o narrare o raccontare, ostinandosi a ricordare le promesse mancate o le cose non avverate, è un modo come un altro per gettare due sassi in uno stagno e vedere le rane o i rospi saltare incontro alle onde, restando ben nascosti o seduti sulle sue sponde. 
Genitori e figli, giovani e vecchi hanno in mente di raggiungere il medesimo traguardo: andare via e tornare vincitori sazi prima dell'ultimo chilometro, dell'ultimo giro di lancette, dell'ultimo respiro dimenticando che non serve correre: basta arrivare in tempo perché, Pavia lo sa bene e da tempo, fare e disfare è tutto un lavorare.

©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo

lunedì 22 giugno 2026

Ancora un nuovo arrivo in Bottega: TIRI LIBERI di Claudio Montini (Independent publishing, 2026)

 Nuoce gravemente alla noia!

di Claudio Montini

Questo non è un romanzo e non è soltanto una raccolta di poesie, intervallate da brani in prosa: è un viaggio, o meglio, è una corsa a tappe che attraversa un territorio nascosto del mio cuore, una porzione poco esposta del mio animo, un angolo in verità cospicuo della mia mente nel quale mi rifugio, sempre più volentieri, in cerca di conforto o consiglio o scampo dalle fatiche e dalle nefandezze della vita. 
TIRI LIBERI non è un pozzo della verità né un armadio dei desideri e, meno che mai, uno specchio parlante: è soltanto uno stagno che ha ricevuto e dato asilo a molti rivoli d'acqua, poco importa se caduta dal cielo o sgorgata dalla terra, in cui ho gettato dei sassi per il gusto di vederne la superficie incresparsi con onde concentriche destinate ad intrecciarsi, accavallarsi e a spegnersi le une nelle altre. 
Funziona così anche con i sogni e le idee degli esseri umani ma provare a raccontarlo, come ho fatto, oppure a leggerlo, come potreste utilmente fare, è un potenziale antidoto alla paura di vivere col sole in fronte perché nuoce gravemente alla noia.

P.s.: disponibile su www.amazon.it e www.amazon.com in elettronico e in cartaceo...

©2026 Testi di Claudio Montini 
©2026 Immagini e copertina di Orazio Nullo 

giovedì 11 giugno 2026

Dalla Bottega del Parolaio: PRENDIAMOCI UNA VACANZA di Claudio Montini (2026, Independent Publisher)

Non bisogna correre: basta arrivare per tempo...

di Claudio Montini

In tutti gli ambiti della vita, non è necessario correre ma basta arrivare puntuali al traguardo, qualunque esso sia, compreso quello uguale per tutti i viventi. 
Anche in amore vale il medesimo ragionamento e prendersi una vacanza da noi stessi, dalle nostre storie, dalle nostre maschere avendo il coraggio, la sfrontatezza, la generosità di metterci letteralmente a nudo di fronte alla persona che ci piace, ci affascina, ci attrae, in definitiva, è il solo modo per capire la profondità, il peso e la bellezza del sentimento che muove l'universo intero. 
Priscilla e Lucio, procedendo da sentieri esistenziali e culturali diversi tra loro, in una città anonima e defilata come Pavia ma viva ben oltre le apparenze, giungono a scoprire la bellezza del gesto artistico capace, come poche altre cose al mondo, di accelerare e rivelare l'energia e le forze correlate che, tra cielo e terra, sia la filosofia che la matematica non sanno afferrare né spiegare oppure regolamentare. 
Lui, matematico in pensione, visitando una mostra di pittori per diletto in una sala cittadina incontra le opere di lei, infermiera laureata in forza all'Ospedale policlinico San Matteo che si ricrea l'animo nel tempo libero attraverso tele e colori, tra tante altre lì esposte e tornerà più volte ad ammirarle. 
Pensavano di avere perso ogni treno o mazzo di chiavi o biglietto vincente per la felicità e, invece, stavano solamente aspettando il momento giusto, il tempo maturo per innamorarsi restando sé stessi, liberi eppure uniti nel nome dell'amore lungo il resto dei giorni che sarebbero venuti loro incontro. 
Si prendono, infatti, una vacanza da sé stessi e dalla città che li ha fatti incontrare senza lasciarla affatto, nascondendosi agli occhi del mondo circostante per lasciare che l'amore li prenda dal lato umano, rendendo quella cosa vecchia quanto l'umanità stessa una cosa sempre nuova da sognare: come spesso accade durante una bella vacanza. 
Questa è una storia di due cuori, solitari per cause indipendenti dalle rispettive volontà, i quali incrociano le proprie rotte, le rispettive traiettorie, i loro peculiari percorsi in una città che non sa che farsene dell'amore e, in ultima analisi, anche di loro così come degli artisti e degli artigiani del vivere quotidiano o del quieto vivere che la innervano e la popolano. 
Pavia, infatti, si limita allo specifico ruolo di palcoscenico, di quinta e fondale o di scenario appena accennato nel quale Priscilla e Lucio, adulti consapevoli e maturi perché forgiati da esperienze pregresse, scelgono di essere umani fino in fondo facendo delle rispettive vite un capolavoro e prendendosi una vacanza dal mondo senza allontanarsi, senza pubblicità, senza alcun falso pudore. 
Quando nasce un amore, non è mai troppo tardi perché chi si guarda nel cuore sa bene quello che vuole, prende quello che c'è e lo fa senza correre o affannarsi: basta arrivare per tempo.

P.s.: il libro, in cartaceo o in elettronico è già disponibile su www.amazon.it e www.amazon.com

©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Orazio Nullo

mercoledì 3 giugno 2026

Appuntamento per l'estate: 14 giugno 2026 a Breme (PV), in Italia. Quella che non ti aspetti...

 Raccontare per immagini la terra amata

di Claudio Montini
 Qualche volta bastano le immagini a scrivere una bella storia, altre volte ci vogliono delle belle poesie lette con garbo e passione e grazia per fotografare la sensibilità e la bellezza di un'anima.
Poi, accade che scocchi la scintilla del colpo di genio e si giunga ad inventare un evento per sposare entrambe le arti, per portare la bellezza laddove c'è più bisogno di sentirsi unici e meravigliosi, non periferie dimenticate dell'impero consumistico occidentale.
Siamo gente di Lomellina ed essa è una zona a forte vocazione rurale, come direbbero quelli che amano confondere le acque: siamo gente di campagna ma non siamo rimasti indietro in nessun modo!
Dobbiamo fare in modo che si conosca la bellezza, discreta, nascosta, pudica eppure tanto a portata di mano da immemore tempo della Lomellina, una terra incastrata tra più fiumi: Rocco Landino lo ha fatto a modo suo realizzando un racconto fotografico che sarà presentato a Breme (PV), domenica 14 giugno alle ore 17:30, presso la sala polifunzionale in via Po al numero civico 30, grazie a Comune di Breme (PV) ed Ecomuseo del paesaggio Lomellino e Associazione Fotografica Frascarolo. 
A dargli man forte e ad arricchire ulteriormente l'evento di cultura e di bellezza, si affiancheranno a lui anche il poeta Marco Feccia con le sue composizioni e le letture di Lorena Cappellato.
E' l'occasione giusta per esplorare la parte più occidentale della provincia di Pavia e della Lombardia meridionale, quella a ridosso del confine con il Piemonte (ci separano soltanto il Sesia o la Sesia, come usano dire da quelle parti, prima che si unisca al Po): inoltre Breme vanta una storia millenaria grazie alla sua Abazia e altre vestigia alto medievali e, comunque, era uno dei tanti punti di sosta noti ai pellegrini francigeni del passato e, me lo auguro, anche moderni e contemporanei così come lo era stato per nipoti e pronipoti di Caio Giulio Cesare diretti o provenienti dalla Gallia. 
Dunque, non avete scuse: segnatevi domenica 14 giugno sul calendario (ore 17:30) per una gita fuori porta diversa dal solito. 
Lorena, Rocco e Marco vi aspettano e saranno lieti di incontrarvi a Breme (PV).

©2026 Testo di Claudio Montini
©2026 Immagine di Marco Feccia condivisa via Facebook

sabato 23 maggio 2026

Garlasco cold case? No, grazie: basta così!

 La faccia di bronzo: a ciascuno la sua!

di Claudio Montini

Alla fine di questa triste storia, ci sarà un sacco di gente che dovrà chiedere scusa e che non lo farà per tanti motivi: orgoglio, reputazione professionale, meschinità congenita. 
Resteranno soltanto cadaveri decomposti e sepolcri immacolati, montagne di carte bollate e fiumi di inchiostro, fantasiose ricostruzioni filmate e gli sbadigli di chi aspetta già altri mostri per dare fiato alla bocca senza preoccuparsi, minimamente, di avere avviato o connesso il cervello. 
Il tempo perduto o non speso non verrà restituito a chicchessia, né alla vittima o all'assassino, né al colpevole e tanto meno all'innocente travolto dall'incedere della macchina giudiziaria. 
La verità delle cose è nascosta nei dettagli, nelle pause, tra le righe e nelle sfumature colte durante un battito di ciglia, come una frase banale ma fuori luogo oppure un'ardita allusione, uno sciocco doppio senso oppure un soliloquio intercettato da microfoni nascosti a propria insaputa. 
La verità non è una sola e, meno che mai, è quella giudiziaria: lo sanno bene gli studiosi di giurisprudenza perché viene insegnato loro che in quella intercapedine, strettissima e soffocante e angusta, si muovono le pedine del gioco celebrato in un'aula di tribunale, non sui giornali o alla radio o in televisione, comodamente seduti in poltrona e imbellettati e vestiti a festa, opportunamente imbeccati oppure istruiti su quel che si può o che non si deve dire. 
Alla  fine, la verità delle cose, come sono andate e perché sono andate a quel modo, è fatta così: c'è chi la vede e chi no così come ci sono anche gli altri. 
Quelli che si contentano di frettolose spiegazioni, adottando la versione più comoda, quella più rassicurante, quella moralmente più accettabile, quella certificata dal proprio avvocato di fiducia o dal compagno di bevute e giochi al bar o dal solito amico della parrucchiera bene informata.
Vale a dire che se la verità è brutta, sporca e cattiva tanto da fare paura e ribrezzo, si finisce per costruirne una alternativa, più morbida per certi aspetti, che non atterrisca più di tanto e che si possa dimenticare in fretta una volta messo sotto chiave il presunto colpevole: anche senza prove schiaccianti o la cosiddetta "pistola fumante". 
Tutto il resto, circo mediatico e depistatori dell'ultimo minuto inclusi, è noia: morbosa, scabrosa, maledetta noia anche per le vittime che non possono parlare né ritornare in vita a reclamare giustizia o, almeno, tirare uno sputo, se non addirittura infilare un dito, in un occhio ai propri carnefici. 
Sarebbe bello che potessero farlo davvero e, allora, quanta gente dovrebbe chiedere scusa e andarsi a nascondere vergognandosi della propria faccia di bronzo.

©2026 Testo di Claudio Montini
©2022 Immagine di Orazio Nullo "Three wizards of Oz" - Atelier Des Pixels collection