venerdì 29 giugno 2018

Il piacere della lettura

Leggere e scrivere è come essere liberi
di Claudio Montini
Con l'avvento della stampa a caratteri mobili, nacque la categoria degli scrittori ovvero la gilda più indisciplinata e anarchica che il mondo abbia mai conosciuto, la corporazione più cocciuta e impermeabile che sia riuscita a sopravvivere al divenire degli usi e dei costumi, nonchè della scienza e della tecnica. Tuttavia, la sopravvivenza e il prestigio e la fortuna di questa multiforme specie di esseri umani, morfologicamente simile al modello di base in tutto il globo terracqueo ma psicologicamente e culturalmente figlia ciascuna del proprio tempo e della propria area geografica peculiare, è in massima parte dovuta all'esistenza di altre due categorie neglette dagli scrittori stessi, salvo casi rari in cui entrambe vengano considerate una massa oscura inconoscibile dotata dello stesso fascino di un distributore automatico di denaro contante: i lettori e i librai o rivenditori indipendenti di libri. Come ammoniva, profeticamente, Pier Paolo Pasolini in una intervista filmata sul litorale di Torvaianica ( o forse nei pressi dell'Idroscalo di Roma, dove poco dopo avrebbe trovato la morte secondo una dinamica mai del tutto chiarita, per ironia della sorte), a cavallo degli anni Settanta del secolo breve (il XX) le ideologie di massa erano morte e defunte da un pezzo poichè non erano riuscite a unificare plasticamente le masse, cui avevano imposto riti e fedi totalitarie ben più cogenti della religione; questa operazione era riuscita al consumismo moderno e contemporaneo tanto nella cultura dei costumi quanto in quella squisitamente letteraria, facendo cioè dei libri dei semplici articoli cui assegnare uno scaffale in cui esporli, che doveva essere posizionato in un determinato punto del negozio, con una determinata dimensione e accostamenti cromatici tali per cui catturasse l'attenzione da sè e, attraverso un impulso subliminale, inducesse la clientela a cogliere un'articolo e a posarlo nel carrello senza rispondere a una necessità o a una mera curiosità. Esattamente come si farebbe con un fustino di detersivo per la lavatrice, un flacone di shampoo per capelli, una confezione di pomodori pelati o di pasta all'uovo. L'industria editoriale si è semplicemente adattata adagiandosi su questo modello, privilegiando i volumi d'affari ai contenuti dei volumi e ha messo in campo tutta la sua potenza propagandistica, dando ascolto più ai tecnici chiusi nelle loro torri d'avorio foderate di scienza infusa che alle voci, alle parole, ai discorsi, ai desideri e alle domande di sogni e risposte dei lettori considerati solo come utenti finali o, al limite, finanziatori ignoranti degli sforzi dell'impresa di stampare e distribuire un libro, remunerando anche l'autore. Così si è generata la disaffezione del popolo per l'esercizio del piacere della lettura.
© 2018 Testo di Claudio Montini
© 2015 Immagine di Orazio Nullo "Reading experience box version"

martedì 26 giugno 2018

Dalla cambusa di Zio Propano: polpette frettolose, ma non troppo!


POLPETTE FRETTOLOSE, MA NON TROPPO

di Zio Propano
Le ricette che invento, che provo nel piatto e trascrivo giusto per ricordarmele quando devo stabilire il menu del giorno, affinché esso sia il più possibile variegato, sono improvvisazioni su tema in accordo col mio gusto basate sulla materia prima che ho in frigorifero. Dal momento che mi trovo a vivere un momento particolare della mia vita, forzatamente solitario a causa della malattia invalidante della mia regina dei fornelli e della casa nonché del mio cuore, provo a cavarmela senza chiedere aiuto ad altri sfruttando quello che ho visto e ascoltato dai cucinieri televisivi così come da mamme, nonne e moglie prima del nefasto evento; forse, ho persino scoperto una vocazione o una serie di abilità che non sapevo di possedere: le condivido volentieri poichè mi auguro che possano essere utili anche al mio prossimo, chiunque esso sia, qualora si trovasse a navigare nelle medesime acque tribolate. Dopo questo preambolo che potete tranquillamente saltare, se siete ancora del parere di proseguire la lettura, vi propongo la lista della spesa:
  • 150 grammi di petto di pollo (se mai fosse di più, va ugualmente bene: mica siamo farmacisti..!)
  • 1 zucchina di medio-piccola grandezza (in alternativa, 1 patata e 1 carota)
  • 1/2 bicchiere di marsala secco
  • 1 limone (da spremere)
  • 6 o 8 cucchiai da tavola di pane grattugiato (anche l'occhio vuole la sua parte, perciò regolatevi di conseguenza)
  • 1 uovo di gallina (intero sì, tranne il guscio)
  • 50 grammi di formaggio grana grattugiato (padano o parmigiano reggiano o lodigiano o trentino o di chissà dove altro posto, non importa: vanno tutti a meraviglia)
  • 2 spicchi di aglio
  • sale e pepe a gusto e piacere
A mio modesto parere, le polpette sono il miglior esempio pratico del concetto di ottimizzazione delle risorse; io ero partito dall'idea di ricavare delle bistecche da un petto di pollo intero, cosa che poi ho fatto, ma mi sono ritrovato con pezzi di carne che non potevo trasformare in quelle: allora ho scelto di farne bocconi da spezzatino. Siccome neppure quelli mi convincevano, li ho macinati col tritacarne a manovella; ho salato e pepato e mescolato, poi ho bagnato con tutto il succo di limone e il mezzo bicchiere di marsala mescolando con allegria: quindi ho coperto la ciotola che conteneva il triturato e l'ho messa a marinare in frigorifero per un'ora almeno. Nel frattempo, ho tolto le estremità alla zucchina e l'ho divisa in quattro pezzi, ho pelato i due spicchi di aglio e ho passato entrambi gli ingredienti nel tritacarne; si può fare la stessa cosa anche con la patata e la carota, nel caso in cui non disponiate della zucchina o non vi garbi come verdura. Questo nuovo macinato, spolverato di formaggio grana (non tutto), l'ho incorporato a quello precedente e ho lasciato che riposasse un'altra oretta scarsa in frigorifero, in un contenitore sigillato (avete presente quelle ciotole alte con il coperchio coi ganci? Intendiamoci: pure la pellicola trasparente fa lo stesso servizio in capo alle ciotole di ceramica...). Trascorso quel tempo lì, ho incorporato l'uovo intero (albume e tuorlo: no, il guscio, no!), il resto del formaggio grana grattugiato e il pane grattugiato impastando il tutto fino a farne un conglomerato omogeneo e sufficientemente consistente da farne palline delle dimensioni simili a quelle da ping pong; volendo, queste possono essere ripassate nel pane grattugiato o nella farina e messe in freezer a rassodare: altrimenti possono cuocere tanto in padella con un filo di olio e burro che nel microonde, in una apposita teglia imburrata e sporcata di pane grattugiato e spolverate di formaggio grana, per un tempo variabile intorno ai dieci minuti scarsi. Se le accompagnate all'insalata verde, sette minuti nel microonde sono più che sufficienti e tanto vale anche per la cottura in padella: scodellatele nel piatto e attenti a non scottarvi la lingua e il palato; se invece, come zio Propano, amate complicarvi la vita e volete abbinarle a una classica peperonata o a delle verdure miste in umido (di cui magari vi racconterò un'altra volta)...beh, vi consiglio di partire prima con la cottura delle verdure e negli ultimi cinque minuti aggiungete le vostre polpette: l'ambiente già caldo e ricco di sughi e aromi riuscirà senz'altro a cuocerle senza sfaldarle, sopratutto avendo cura di lasciare riposare la pietanza a coperchio calato sulla padella e ben chiuso per un paio di minuti. Ultima alternativa che vi propongo, ma che non amo perchè temo l'olio bollente, una volta ripassate in farina o pane grattugiato, per asciugare, si possono anche friggere e deporre sulla carta assorbente e cospargere di sale: saranno ottime per quegli eventi dal nome straniero che vanno tanto di moda ai giorni nostri. In ogni caso, buon appetito da zio Propano!

© 2018 Testo e ricetta di Claudio Montini
© 2018 Fotografia di Orazio Nullo

lunedì 25 giugno 2018

Letti&piaciuti: Marco Buticchi LA LUCE DELL'IMPERO - ed. Longanesi - 2017

UN'OTTIMA COMPAGNIA PER IL TEMPO LIBERO
di Claudio Montini
In "Messico e nuvole" Enzo Jannacci cantava una strofa che riassumeva con crudele sinteticità, propria dei poeti spietatamente lucidi, quale fosse l'idea che l'immaginario collettivo europeo e italico aveva del paese centro-americano: "[...] la faccia triste dell'America [...] ". Marco Buticchi, invece, ne LA LUCE DELL'IMPERO edito da Longanesi nel 2017, strappa questo velo di ignoranza e di ipocrisia illuminando le origini dell'attuale Federazione degli Stati Uniti del Messico senza trascurare lo stato odierno delle cose, secondo il suo collaudato sistema narrativo basato sul triplice intreccio tra eventi storici documentati, dinamiche e temi di stretta attualità e l'eterna lotta tra bene e male col suo bagaglio di protagonisti e antagonisti e comprimari, vittime e carnefici compresi. I protagonisti sono, ancora una volta, i membri della squadra che ruota intorno a Oswald Breil che si troverà a fronteggiare i signori della droga messicani (fornitori privilegiati del mercato delle tossicodipendenze statunitensi), sebbene divideranno la scena con figure reali e fittizie appartenenti al passato, ovvero vissute oltre un secolo prima, le cui gesta finiranno per riflessi e implicazioni anche nel tempo presente. Breil risolverà il problema della dipendenza da sostanze psicotrope nè quello della corruzione esistente anche nelle stanze dei bottoni, ma impedirà che una nuova sostanza vada a peggiorare la situazione mentre il destino si incaricherà di chiudere il cerchio della maledizione legata a due ponderosi e preziosi diamanti, comunque scomparsi dalla circolazione, che hanno portato morte e sfortuna a tutti coloro i quali ne sono entrati in possesso. Ne LA LUCE DELL'IMPERO troverete tutto quello che si può desiderare da un prodotto (geniale) di intrattenimento: fantasia e realtà, storia e umanità, cattiveria e crudeltà ma anche lealtà e giustizia, sentimento e azione, meschinità e dignità così come coraggio e fortunata intuizione. Avrete tra le mani, scorrendone le righe a una velocità che vi sorprenderà piacevolmente, un film completo di effetti che coinvolgono i cinque sensi grazie a un italiano (da intendersi come lingua e stile) essenziale, asciutto, grammaticalmente e sintatticamente corretto eppure brillante e sempre efficace: ovvero capace di generare echi e riverberi e suoni limpidi con un solo tocco alle corde dell'anima. Salirete su una macchina del tempo che vi porterà dal XIX secolo al XXI che stiamo vivendo, rivalutando e una figura sfortunata e sfuocata di regnante quale quella di Massimiliano d'Asburgo, ultimo esponente della nobiltà illuminista perchè più naturalista che politico, ma avrete anche a che fare con i peccati originali e i mali endemici del cosiddetto stile di vita occidentale un tempo eurocentrico, poi, atlantico e ora del tutto mondiale prima ancora che americano, sia esso settentrionale come meridionale o centrale. LA LUCE DELL'IMPERO di Marco Buticchi, edito da Longanesi, illuminerà e riempirà i vostri momenti di riposo dalle fatiche quotidiane: ed avrà già raggiunto un notevole risultato; se, poi, vi indurrà ad approfondire le tematiche che reca in sè, sotto traccia, o soltanto a guardare alle cose del mondo con un ottica meno ristretta (a questo serve la bibliografia che trovate in fondo al volume: non all'autore per sfoggiare la sua erudizione...), in questo caso il libro stesso avrà completato con successo la sua missione mentre a Buticchi toccherà l'onere di sfornarne subito un'altro!
© 2018 Testo di Claudio Montini   
© 2018 Fotografia di Orazio Nullo

giovedì 21 giugno 2018

Il crepuscolo di un continente

Evanescenza europea
di Claudio Montini

Mi piace la televisione e mi piace anche la radio, sebbene chi mi vede per la prima volta sia portato a pensare che il mio amore sia riservato al frigorifero e alla credenza...data la mia atavica esosa corpulenza. A tavola, spesso e volentieri, non conosco affatto il significato della parola continenza tanto caro ai confessori pre e post conciliari, i quali la raccomandavano dal pulpito e la smentivano nelle penombre delle croci e delle cupole e degli altari. Dando credito ad alcune recenti inchieste giornalistiche e a eclatanti fatti di cronaca occorsi proprio a rappresentanti del clero e loro subalterni o colleghi, pare che la pratica clinica di cui dicevo poc'anzi non sia mai decaduta: una mano lava l'altra e tutte e due lavano la faccia, come pensò anche il governatore della provincia giudaica dell'Impero Romano, Ponzio Pilato, giusto un paio di millenni fa. Anche lui diede la parola al popolo per prendere una decisione: e il popolo cascò nel tranello con mani e piedi, felice soltanto di aver udito ciò che non aveva il coraggio di urlare. Col senno di poi, o meglio, guardando a come siamo messi noi al giorno d'oggi, accettarono la morte di un innocente latore di un messaggio tanto pazzesco quanto semplice ed innocuo pur di vedere esorcizzata la propria paura, la propria insicurezza, la propria sfiducia nelle istituzioni, nella giustizia, nel potere dell'ordine costituito. Si contentarono della sofferenza e della morte di uno per non pensare, solo per un brevissimo lasso di tempo, alla fame e alla povertà e alla oppressione di cui erano vittime da secoli oltre che alla nostalgia di una età dell'oro, dei fiumi di latte e miele che ormai appartenevano al mito e alla notte dei tempi. E' quello che accade nel Vecchio Continente, stritolato dagli altri quattro che non si danno arie di grandezza e nobiltà per monumenti erosi dal tempo o tele annerite dalla polvere e non sono in grado di ricostruire ciò che la natura, per dispetto o giusta punizione alla nostra presunzione, ha distrutto perdendosi in altisonanti discorsi e parate contrite in visita alle macerie e ai campi profughi in cui sono relegati cittadini e non esuli migranti da guerre e carestie. Negli altri quattro angoli del mondo si bada a riempire le tasche e le ciotole dell'oggi per conquistare, domani, con merci e materie anche buone ma a basso costo, il mercato e il territorio e le infrastrutture dei colonizzatori sconfitti dalla seconda metà del secolo breve. L'Europa, che non esiste e non è mai esistita, allora credeva di avere vinto una battaglia: oggi non vuole ammettere che aveva già cominciato a perdere la guerra che sta mettendo a nudo tutti i suoi difetti e che la farà tramontare.
© 2018 Testo di Claudio Montini
© 2017 Immagine di Orazio Nullo "Money never sleeps"

martedì 19 giugno 2018

Non solo qui e non solo ora, ma nel mondo intero da anni.


L'ignoranza al potere
di Claudio Montini
Si vive di piccole soddisfazioni e risate a denti stretti; aspettiamo la sera per respirare una brezza fresca e leggera che ci porti ancora il profumo dell'acqua dei fossi, delle giunchiglie e dell'erba appena falciata; facciamo finta di non vedere le nuvole nere che sfilano sull'orizzonte: il nostro giardino è lontano da là e, forse tutto si sfogherà strada facendo; intanto, un'unghiata di luna graffia il buio che ci sovrasta appena trapuntato di spilli luminosi come i pixel che illuminano piastrelle di silicio con cui, un tempo, riuscivamo soltanto a parlare. Già, parlare: sembra semplice a dirsi come semplice è la parola che indica la conquista delle scimmie scese dagli alberi incuriosite dalla luce del fuoco che avevano smesso di temere, decine di migliaia di anni fa. Forse sono state migliaia o milioni ad averlo fatto in punti diversi di questo instabile pianeta, eccezione fra le eccezioni, stella dal cuore di metallo magnetico raffreddata in fretta ma non esplosa nemmeno quando si è arricchita d'acqua. L'acqua è la vita per gli elementi a base carbonio che chiamiamo esseri viventi: la sua ricerca è la molla che li spinge a muoversi in tutte le direzioni e in tutti i continenti, la voglia di vivere è la molla che spinge i popoli a spostarsi lungo la superficie del pianeta, i cui confini sono visibili e fissabili solo sulla carta e in certe teste di legno imbottite di ghiaia col cuore di carbone. Lo hanno sempre fatto, da quando sono scesi dalle piante per osservare il miracolo del fuoco che vince l'oscurità e il freddo fino a quando avranno strappato alla stella che hanno calpestato per millenni anche l'ultima goccia di vita: dei cataloghi, delle schede segnaletiche, delle liste alfabetiche faranno roghi e pire su cui ridurranno in cenere ogni nuovo satrapo e ogni nuovo tiranno che avrà promesso la luna, il mare, il sole, il miele, il pane, il vino per i ciechi e i sordi che si saranno buttati a corpo morto, fino al sacrificio finale, nella scia della loro delirante follia avendo in tasca nient'altro che vuote promesse. Qualcuno più grande di me, in tutti i sensi, faccia a faccia quotidianamente con il suo vissuto, ha scritto "Meditate che questo è stato" e ha restituito la vita al suo Creatore poichè aveva intuito che si era smesso di meditare e di ricordare: l'ignoranza stava già salendo al potere ed ora è al governo, non solo qui e non solo ora, nel mondo intero.

© 2018 Testo di Claudio Montini
© 2018 Immagine di Orazio Nullo "Electromagnetic interaction"

domenica 17 giugno 2018

Suggestione o suggerimento per una gita fuori porta: ora tocca a voi!

Finalmente ce l'ho fatta!
di Claudio Montini
Purtroppo o per fortuna, non sono mai stato disinvolto nell'uso della tecnologia, anzi, sono sempre stato classificato tra il pasticcione e l'imbranato di difficile guarigione. Anche, ma sopratutto, adesso che mi sono autoproclamato scrittore (o narratore, o commentatore, o blogger o falso giornalista indipendente e vero libero pensatore con la propria testa...che dir si voglia), che ho scelto di autopubblicare i libri che scrivo e impagino e (insieme ad Orazio Nullo) illustro, la mia classificazione di utente maldestro delle molteplici possibilità offerte dal mondo virtuale non è affatto cambiata: semmai è peggiorata, mettendomi impietosamente di fronte ai miei limiti e causandomi onerosi e perniciosi mal di pancia cui faccio fronte con vagonate di contumelie, imprecazioni, pugni sul tavolo (sul pc no! Anche perchè non ho soldi per rimpiazzarlo...) e una assortita e colorita serie di suppliche e giaculatorie nei confronti del mondo inconoscibile e occulto dei bit, dei byte nelle loro possenti moltiplicazioni esponenziali, delle directory e delle library, nonchè degli elettroni e di tutti gli "zero" e "uno" che vorticosamente fanno il giro del globo terracqueo per indurre gli elettroni a dipingere immagini comprensibili sul mio schermo, mentre lotto con la lingua italiana per comporre in un foglio i miei pensieri e i miei sogni. Questo che vedete in fotografia, è l'ultima (o meglio la più recente) follia che ho composto ed è in vendita su amazon e sullo store dell'editore Create Space Publishing Services, che altro non sarebbe che il braccio operativo di amazon.com nel campo del self-publishing in formato cartaceo.
Si intitola APPUNTI PER TURISTI IN LOMELLO  ed è una piccola guida turistica con fotografie per coloro che volessero venire, un giorno, a vedere quanta Storia e quanta bellezza c'è anche in un piccolo villaggio di campagna: tanto è vero che sarà il paese stesso, come recita il sottotitolo, ad accompagnarvi e ad illustrarvi tutto il bello che c'è nel suo cuore antico! Io ed Orazio Nullo ci siamo limitati a raccogliere le sue confidenze e a scattare qualche fotografia: il resto ce lo metterà la vostra fantasia e la magia che Lomello sa e può e vorrà regalare a chiunque lo venga a trovare.
© 2018 Testo di Claudio Montini
© 2018 Immagine di Orazio Nullo/CreateSpacePublishing

Il football è l'oppio dei popoli

In gol la Russia e viva la FIFA!
di Claudio Montini
Se Karl Marx potesse tornare in questa valle di lacrime ai nostri giorni, magari proprio in questi in cui va in onda sulle televisioni mondiali il campionato per rappresentative nazionali Fifa World Cup, si metterebbe a riscrivere Das kapital smettendo qualche ora prima che la Germania scenda in campo, giusto in tempo per raggiungere uno degli stadi tirati su a tempo di record (per gli standard europei e italici in particolare) proprio in quel paese in cui riteneva che la rivoluzione socialista non sarebbe mai potuta avvenire nè attecchire. Anzi, riformulerebbe persino la sentenza che gli si attribuisce, forse estrapolata da un carteggio con Engels o sfuggitagli durante la stesura col collega del manifesto dei lavoratori (quello che si conclude con l'esortazione ai proletari di tutto il mondo di unirsi nella lotta la capitalismo): non direbbe più "La religione è l'oppio dei popoli" bensì "Il football è l'oppio dei popoli" mentre indossa la maglia di Kroos e si avvia a seguire le gesta della Mannschaft guidata da Joachim Low contro Messico, Corea del sud e Svezia. Gli stadi sono pieni e sembrano molto confortevoli, scevri da confusione di traffico e facinorosi cui la partita interessa molto meno di quanto non faccia il rendere la vita al prossimo un'inferno più di quanto già non sia; certo, non stiamo parlando di una nazione che abbia mai brillato per rispetto dei diritti umani, ma l'apparente ordine pubblico sembra essere mantenuto in maniera eccellente, anche con la necessaria fermezza e puntigliosità che noi democraticissimi e liberali paesi occidentali da tempo possiamo soltanto sognare. Tranquilli, il modello non è esportabile, con buona pace del nostro ministro dell'interno attuale: un campionato del mondo di calcio muove tanti quattrini e interessi, economici e non, che rappresenta un capitolo a sè stante quasi come lo erano i Giochi di Olimpia nella penisola ellenica del primo millennio avanti Cristo o i giochi circensi della dinastia dei Claudii nella Roma Imperiale del I secolo dopo Cristo. Un modo come un'altro di spostare l'attenzione popolare dai problemi contingenti e dalle urgenze del vivere quotidiano: se la tua squadra ha vinto festeggia con un bel boccale di torcibudella, se ha perso fai altrettanto ma raddoppia la dose così domani sarà, sì, un altro giorno...ma col mal di testa o di stomaco, a scelta.
© 2018 Testo di Claudio Montini
© 2017 Immagine di Orazio Nullo "Show must go on"