domenica 6 dicembre 2015

Suggerimenti per i regali natalizi...Prima puntata

A fare come gli altri, s'è sempre in tempo...    - prima puntata - 

 di  Claudio Montini

Se desiderate fare un regalo straordinario e fuori dagli schemi, vi suggerisco due salutari passi indietro nel tempo che non dovrebbero nemmeno impegnare le vostre asfittiche, tanto quanto le mie, tasche e gratificheranno oltre misura, rispetto al soldo per la loro fatica che riceveranno, gli artisti che le realizzano e le mettono in vendita.

Il primo che sottoppongo alla vostra attenzione è un pittore vero, Andrea Ventura, che propone la realizzazione di un ritratto, eseguito interamente a mano, di una persona a voi cara basato su una fotografia del soggetto cui desiderate regalare l'opera pittorica; in tempi di fotocamere elettroniche supercompatte e precise al milionesimo, l'idea è meno peregrina di quanto sembri: un ritratto eseguito a mano libera da un vero disegnatore, ovvero uno cui il Creatore ha regalato questa dote naturale tanto affascinante, riesce a far emergere dettagli ed emozioni e moti dal soggetto ricreato sulla tavola, o sul cartoncino o sulla tela, che la cruda realtà catturata dalla fotografia non sarebbe in grado di rendere, magari solo per un'errato gioco di luci. Andrea Ventura è in questo periodo in giro per mercatini (oggi era a Corteolona (PV) e,credo che viva a Pavia) ma potete trovarlo anche su facebook: chiedete del "Dipingiatore". E' il suo nome nel Grande Fratello di Mark Zuckerberg.    

Il secondo suggerimento che vi porgo da valutare è un volume edito da una coraggiosa e dinamica casa editrice di Voghera (PV), la capitale morale dell'Oltrepò Pavese: dunque, non solo casalinghe paradigma della pochezza e dabbenaggine italica, non più peperoni nè pazzi e nemmeno quell'altra "p" spazzata via dalle illusioni della senatrice Merlin.
Libreria Ticinum Editore pubblica e promuove la vendita presso la libreria Ticinum di via Bidone in Voghera (PV) un volume fotografico in cui sono raccolte duecento cartoline della città oltrepadana pavese, relative alla prima metà del secolo breve ovvero il XX o Novecento che dir si voglia: VOGHERA i so stra, la so gent (le sue strade la sua gente n.d.A.) con testi di Angelo Vicini.
Elisabetta Balduzzi, affascinante e determinata ed elegante e competente e appassionata libraia nonchè editore, poichè è titolare e anima tanto della Libreria Ticinum in via Bidone a Voghera (è una traversa della via principale dello shopping della città, la via Emilia) quanto della casa editrice che da essa trae il nome, attende con il suo splendido sorriso tutti gli appassionati di cartoline d'epoca e gli estimatori di una cittadina strategica, viva e dinamica nei secoli più di quanto la storia attuale non dica.  

(c) 2015 testo di Claudio Montini
(c) 2015 foto di Patrizio e Andrea Ventura (dipingiatore) dal profilo facebook
(c) 2015 foto di Elizabetta Balduzzi dal profilo facebook 

venerdì 4 dicembre 2015

L'anticipazione di una sorpresa: Orazio Nullo scrive...da BRICIOLE DI SOGNI NELLO SGUARDO di Claudio Montini ed. Youcanprint 2013

LO CONOSCO DA UNA VITA





di Orazio Nullo

Lo conosco da una vita, ma riesce sempre a stupirmi tanto per le vette che il suo entusiasmo è capace di conquistare, quanto per gli oscuri abissi in cui precipita la sua anima offesa da un torto, da un'errore madornale, da un'assenza di fortuna.
Anche quella ci vuole, in questo ballo verticale che si impara un passo al giorno, dove non c'è rimedio ad ogni passo sbagliato ma un biglietto senza ritorno: come quelli che abbiamo dato alle persone sbagliate rimpiangendo, poi, le ore e i giorni in cui non le abbiamo generosamente amate pur avendole vicine così tanto da poterle sfiorare con le labbra, con le dita, coi pensieri.
Lui ha avuto la sua parte di fortuna, giusta appena per cadere in piedi e potere raccontare di persona come è andata, ma non ha mai venduto la dignità per un posto al sole e un nome che si fa ricordare.
E' convinto, ultimo di una stirpe infelice, che ciascuno nasca con capacità specifiche e speciali.
E' certo che, volenti o nolenti, positive o negative che siano, il destino riesca a cavarle fuori facendole fruttare, costingendoti a goderne tutte le conseguenze.
"Affiora sempre la crema nel latte; ci vuole pazienza, ma affiora e con quella ci si fa il burro: il siero che resta è buono solo per il pastone dei maiali."
Così l'ammonì la vecchia bidella delle medie, dopo l'esame di licenza, mentre aspettava che gli altri compagni finissero la loro prova orale, per tornare in bicicletta tutti insieme al paese.
Al principio, pensò che fosse un pensiero a voce alta sfuggito di bocca a quell'attempata signora, cui la fine dell'estate avrebbe portato la pensione e a lui una lunga carriera di studi in città; poi, quasi subito a dire il vero, intuì la portata di quelle parole e lasciò che prendessero posto in un cantuccio della memoria.
La stessa cosa fece coi rari consigli, asciutti come un proverbio e inesorabili come una sentenza consegnata agli annali della Storia, che suo padre gli lasciò quando il suo cuore si arrese alla malattia.
E' capitato e capiterà ancora che vecchi auspici e secolari proverbi aderiscano alla realtà del tempo che scorre imperterrito.
Tuttavia, talvolta gli è parso di dare la caccia a farfalle immaginarie, sprecandolo nello sforzo lasciare una buona opinione di sè al prossimo suo.
Ma, nel lampo d'uno scongiuro che mette in fuga un pensiero fosco, in una battuta ironica che lo fa ridere da solo, in uno schizzo di fantasia sulle pareti dell'anima che disegna altre quinte e altri fondali per altre storie da raccontare, lui trova canestri colmi di parole per darsi il coraggio, la pazienza e la speranza che non ha.
Lo conosco bene, da una vita: e lui lo sa.
Sono lo specchio alla sua faccia.
Sono l'ombra nascosta nello sguardo.
Sono il sogno frustrato e abortito.
Sono una via di fuga che scarterà,
perchè lo conosco da una vita: e lui lo sa!

 
(c) 2013 testo di Orazio Nullo (revisionato da Claudio Montini) estratto da 
                BRICIOLE DI SOGNI NELLO SGUARDO     di Claudio Montini
                2013 youcanprint selfpuplishing
(c) 2015 immagine di Orazio Nullo  ABSTRACT PORTRAIT 


giovedì 3 dicembre 2015

Grazie, grazie, grazie a tutti i lettori!

Grazie lettori di tutto il mondo!

 

 

  


01 dic 2015     519 visualizzazioni  alle 22:00 di oggi
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Le foto sono di Gualtiero Leccardi; i numeri sono quelli che ci avete consentito voi lettori di raggiungere, premiando la nostra follia, la nostra passione, la nostra pazienza leggendo e condividendo quanto abbiamo messo in questo progetto che sta crescendo giorno dopo giorno.
Perciò, la sola parola adatta che abbiamo trovato è... G R A Z I E!!

La redazione di RADIO PATELA MAGAZINE
Orazio Nullo
La Jena Sabauda
Claudio Montini 

martedì 1 dicembre 2015

In loving memory of Rita Fossaceca (1964-2015)

Medico italiano ucciso in Kenya: ma l'italica pubblica indignazione tace, cieca e sorda.


di Claudio Montini

Originaria di Trivento, paese in provincia di Campobasso, regione Molise, il dottor Rita Fossaceca è stata assassinata durante una rapina a Mijomboni, villaggio poco distante da Malindi, in Kenya nell'Africa meridionale, domenica 29 novembre. Si trovava nel villaggio del continente africano meridionale per conto di organizzazione umanitaria internazionale, For Life Onlus, a fare il suo mestiere di medico, anzi no, a portare avanti la sua missione di volontaria per il benessere e l'aiuto degli altri esseri umani sofferenti, indigenti, meno fortunati di lei. Lo faceva nel tempo libero dal servizio sin dal 2006, anno di fondazione della onlus For Life da parte del suo direttore di reparto all'Ospedale Maggiore di Novara, dottor Alessandro Carriero: lei era responsabile della divisione di Radiologia Interventistica ma era anche una volontaria entusiasta e generosa, che si spendeva per il bene altrui e ispirava chi la conosceva a fare altrettanto; infatti, quest' ultima volta erano scesi in Kenya due infermiere dello stesso ospedale ed entrambi i genitori di Rita, oltre ad uno zio sacerdote: era persino riuscita a far passare alla mamma la paura di volare e così avevano speso le ultime due settimane a lavorare nell'ambulatorio annesso all'orfanotrofio di Mijomboni, che ospita una ventina di bimbi, tutti insieme.
Erano pure insieme, secondo una ricostruzione d'agenzia, la sera dell'aggressione poichè stavano cenando dopo aver preparato i bagagli per il rientro in Italia; avevano ormai speso tutti gli ultimi spiccioli della moneta locale e, praticamente, avevano solo con sè i telefoni cellulari e i biglietti dell'aereo; i rapinatori sono entrati dal retro della casa dove erano alloggiati gli italiani e hanno iniziato a minacciare e picchiare i presenti; Rita, che con buona probabilità ha riconosciuto gli aggressori, ha ordinato loro di fermarsi facendo scudo alla mamma Michelina: uno dei malviventi ha aperto il fuoco centrando la dottoressa al petto, ha poi ferito il padre Giovanni alla testa e alla spalla e in modo meno grave anche Monica Zanellato e Paola Lenghini, le infermiere di Novara che avevano seguito la dottoressa Fossaceca prendendosi due settimane di ferie.
L'inchiesta delle autorità locali è scattata immediatamente e pare che oggi si siano registrati i primi arresti, addirittura quello del mandante di quella che non ho paura a definire una esecuzione capitale, culmine di una azione intimidatoria. Rita Fossaceca è stata uccisa perchè la sua azione umanitaria andava a dare fastidio a un lucroso affare legato agli orfanelli africani, vale a dire la compravendita di figli per coppie sterili oppure carne fresca per la schiavitù minorile anche a sfondo sessuale o anche l'allevamento di bambini soldato da impiegare anche come bombe ambulanti per terroristi religiosi e non.
Sfortunatamente per Rita e per i suoi compagni di sventura, come per coloro cui lei ha regalato il suo tempo libero, le sue energie, il suo amore l'epilogo della sua avventura terrena non è avvenuto a Parigi o in qualche altro salotto buono occidentale: perciò la mostruosa e ipocrita macchina mediatica dell'indignazione catodica ed elettronica non ha mosso un dito, speso una lacrima, pronunciato un verbo anche banale per questo manipolo di eroi silenziosi come lo stesso ministro della Sanità, Lorenzin, ha fatto sapere in una nota dopo il cordoglio espresso dal ministro degli esteri Gentiloni che ha attivato le strutture del suo dicastero per agevolare il rientro dei nostri connazionali, salma compresa.
Soltanto le rotative si sono sforzate una tacca in più del minimo sindacale concedendo, chi una spalla in prima e chi mezza pagina negli esteri, anche oggi per altro, a questa vicenda accaduta in una periferia del mondo civilizzato, spesso negletta, disprezzata e lontana.
La Francia ci batte centoventinove morti a due; ma la grancassa battuta allo sfinimento per Valeria Solesin si poteva e si doveva suonarla, a maggior ragione, per Rita Fossaceca medico e volontario in terra d'Africa per condividere la sua fortuna d'esser nata nell'emisfero ricco del pianeta Terra con chi non l'aveva avuta.
Di lei resterà senz'altro il testo dell'ultimo post su facebook, nel quale si rallegrava di aver completato installazione e avvio dell'ambulatorio annesso all'orfanotrofio di Mijomboni, entroterra di Malindi, Kenya, Africa; il testo è stato diffuso dalla onlus For Life e si chiude così: "Siamo tutti in Kenya [...]Stiamo tutti bene, fa tanto caldo ma siamo felici. E' come sempre una bella esperienza."
Grazie Rita e arrivederci.


(c) 2015 testo di Claudio Montini
(c) 2015 Immagine di   Orazio Nullo   "Dangerous Hypocrites"

lunedì 30 novembre 2015

Climate world summit 2015 in Paris

Parigi val bene qualche tonnellata di anidride carbonica in meno....

 
 di Claudio Montini


Si sono aperti i lavori del forum mondiale sull'ecologia nella capitale francese che pochi giorni fa è stata teatro di una inumana strage di esseri umani. Non sono in grado di dire se mi hanno fatto più pena i numerosi capi di stato e di governo assiepati per la foto di gruppo, come liceali in gita o alla festa del diploma, oppure gli idioti facinorosi e prezzolati professionisti del tafferuglio urbano che, non avendo di meglio da distruggere senza essere adeguatamente randellati dalle forze dell'ordine, hanno persino avuto il meschino coraggio di andare a buttare all'aria gli omaggi alla memoria dei caduti innocenti e disarmati di venerdì13 Novembre: la mamma dei cretini è sempre incinta e sforna parti plurigemellari, a quanto pare...
Però pare che la gente comune, quella che tutti i rivoluzionari sognano di attrarre a sè, ha fatto cordone sanitario (stando alle immmagini trasmesse da mamma Rai) al sacrario che è divenuta Place de la Repùblique: il resto lo hanno fatto, meno male ed era ora, i flìck transalpini desiderosi di riscattarsi dalla figuraccia (diciamolo, una buona volta, nonostante l'abnegazione dei singoli e in particolare del sacrificio di Diesel) del Batàclan e dintorni, menando le mani di santa ragione e con grande soddisfazione.
In verità, mi fanno pena più quelli che credono ancora che, andando in piazza con bandiere e cartelli inneggianti all'ecologia in genere, senza smettere di buttare rifiuti dove capita, di godere della plastica e dei colori sintetici, di scorrazzare con automobili e tremare per ogni aumento del prezzo del petrolio, solo gridando slogan o battendo tamburi (rigorosamente di plastica come trombette e fischietti) i grandi capi a congresso nella Ville lumière si degnino di prestare orecchio alle loro rimostranze: nella stanze ovattate, nei saloni arredati e infestati da formale affettazione, nelle tonnellate di documenti ufficiali e comunicati stampa loro confezioneranno le bugie prossime venture per il popolo bue e si spartiranno quel che resta della torta dei profitti possibili, sempre che la Natura o il destino o Dio stesso in persona non ci presenti il conto dello scempio dell'era industriale post atomica.

(c) 2015 Testo di Claudio Montini 
(c) 2015 Immagine di Orazio Nullo "Climate summit advice" 2015
   

domenica 29 novembre 2015

Apertura del Giubileo straordinario della Misericordia in Bangui (R.C.A.)

Che "misericordia" non resti solo una bella parola per adornarci la bocca, ma che arrivi anche altrove: là dove si sente ciò che non fa rumore, dove si sceglie ciò che regala felicità, dove si ricorda ciò che si è perduto. Dio, o chi ne fa le veci, se ci sei e non ti sei ancora stancato di giocare con noi batti un colpo: uno soltanto e liberaci da tutti i mali, dai la pace ai nostri giorni e impediscici di continuare a sbagliare ma non ci ammazzare con la fatica di vivere. In quello riusciamo da soli.

(c) 2015 Testo di Claudio Montini
(c)2013 Foto di Claudio Montini  

venerdì 27 novembre 2015

La via dei libri indipendenti

 La via dei libri (e dei librai) indipendenti



di Claudio Montini 



Una libreria che riapre è una grande notizia, già da sola perchè è l'ennesimo pernacchio ai luoghi comuni che fanno parte del mondo intelletuale e giornalistico italiano.
Peccato che sia comparsa solo nell'edizione on line del mensile "Il libraio": un popolo accusato spesso dai mass media, che hanno il nefasto merito di dare voce e visibilità a chi dovrebbe smettere di dare fiato alla bocca a cervello non inserito, che ha ancora in sè gli anticorpi votati alla lotta contro l'ignoranza tanto da generare tali capitani coraggiosi, meritava che si mostrasse rispetto e interesse per questa piccola medaglietta che si è appuntato sul bavero della sua sdrucita giacca.
Si sa che i tempi, economicamente parlando, sono quelli che sono; che c'è la crisi e che la tecnologia che hanno gli altri (ma chi?) noi ce la sognamo; che fanno tutti fatica ad arrivare a fine mese e bisogna tagliare i generi voluttuari (e il libro è proprio quello) e via così cantando la solita trita litania del lamento cronico: ma un'uomo che riapre la sua libreria indipendente e la chiama UTOPIA, a Milano, (non a Londra dove sir Thomas More, Tommaso Moro, scrisse proprio UTOPIA e lì perse la testa per le sue idee o a Leeuwen dove Erasmo da Rotterdam, quello dell'Elogio della follia, insegnò alla locale università in cui secoli dopo nacque il progetto di scambio di studenti che porta il suo nome) e per giunta intraprende anche la professione di editore indipendente, egli merita più di un riconoscimento e la gratitudine di coloro che affideranno ai suoi tipi le proprie aspirazioni letterarie.
Dopo trent'anni di berlusconismo, di becero romaladronismo, di bizantinismi di D'Alemiana memoria oltre all'anestetico televisivo a base di pagliacci pagati per essere reclusi in una gabbia dorata, pagati per litigare e fare confusione, pagati per alimentare la paura e uccidere la speranza senza proiettili o esplosivo ma solo con le parole, trovare in questo bailamme qualcuno che pensa ancora con la propria testa e vuole leggere e vedere con i propri occhi e decidere cosa sia bene o cosa sia male senza farselo dettare dalla moda o dal potente del momento e un fatto che riconcilia con il genere umano e con gli italiani.
Ma non è da solo questo capitano coraggioso: anche la provincia di Pavia, la tanto sottovalutata e vituperata provincia, può vantare numerose librerie indipendenti che si dannano l'anima per sopravvivere e organizzano incontri con gli autori, grandi e piccoli, e partecipano a kermesse librarie locali nel ruolo di libreria sul campo durante la manifestazione e si fanno, anzi si sono fatte, case editrici indipendenti e scelgono con cura ciò che vogliono pubblicare perchè credono in ciò che leggono.
Una di queste è la LIBRERIA TICINUM di Voghera (PV) che editrice lo è da almeno due anni e, a detta di Elisabetta Balduzzi e Guido Conti che ne sono le anime e i promotori, quella è la strada da percorrere per garantire al libraio indipendente un'ancora di salvezza e una dignitosa esistenza.

(c) 2015 testo di Claudio Montini
(c) 2012 foto Marie Montard  "Rue des Livres"  ((acomearte.blogspot.com/google images database)