martedì 16 febbraio 2016

Lomellina in fermento culturale, alcolico e musicale...










Due appuntamenti culturali in due angoli suggestivi, a modo loro, della Lomellina che vuole dimostrarsi meno piatta e calma di quanto non appaia a tutti i viaggiatori distratti... peccato che si svolgano nello stesso giorno: tireremo una monetina!
 

lunedì 15 febbraio 2016

Un bacio da Pavia....grazie ad Augusta Belloni e Carlo Danese

Un bacio da Augusta, Carlo e...Pavia!
 di Claudio Montini
Gustoso, vero? E' una fotocomposizione di Augusta Belloni, pittrice e poetessa dotata di una fantasia e di un senso estetico non comuni che fanno sì che si ribelli, giorno dopo giorno, al destino cinico e baro che la tormenta con una malattia neurologica degenerativa; il materiale fotografico che Augusta ha adoperato è di Carlo Danese, maestro della fotografia pavese e poeta a sua volta: Carlo spesso e volentieri ritrae la città con la sua reflex e la condivide su facebook e Augusta, con il gusto e la sensibilità e l'intelligenza che le sono propri, ha preso il meglio di quelle foto ritagliando e giustapponendo quello che rappresentava un simbolo della città.
Ha "creato" la sua Pavia che, poi, è quella che rimane negli occhi e nella memoria di chi viene a visitarla.
E l'ha fatta anche più dolce, ricreando la cupola bramantesca del Duomo come bacio perugina, a sinistra si vedono tre torri civiche superstiti che si ergono nella zona dell'Università mentre a destra si intravede il torrione nord occidentale del Castello Visconteo, con i palazzi e le case fanno da contorno a questi tre fari sul Ticino.
A Maggio e a Settembre, ogni giorno è buono per venire a visitare Pavia perchè da il meglio di sè come colori, come afrori, e come luce che veste i suoi vetusti mattoni.

(c) 2016 fotografia di Augusta Belloni e Carlo Danese dai rispettivi profili facebook
(c) 2016 testo di Claudio Montini

Training autogeno


Variazione sul tema di Orazio Nullo

 

venerdì 12 febbraio 2016

Venere - da LA COSCIENZA DELLE TERRE di Roberta Preda ed. youcanprint 2015

VENERE







Venere, riflesso di sole,
tumida artefice d’amore!
Le tue forme perdute a occidente
ho visto impietose risplendere
nella notte nera
pesta di stelle navigate
come anime disperse
nella nebulosa fine delle vite.
Nel giorno che proclama il tramonto
tu alba della notte ambasci
il mio ardore di tiepida donna
e mi insapori di altri tramonti non miei,
di albe afflitte in notti di buio
dai crespi raggi rubati
al tuo volto di tempo sospeso
in burrasche di cuore.


(c) testo di Roberta Preda da LA COSCIENZA DELLE TERRE - 2015 - youcanprint selfpublishing
(c) foto di Orazio Nullo 2016

giovedì 11 febbraio 2016

Undici Febbraio: Vico e Orwell avevano capito tutto

 Una giornata particolare
di Claudio Montini

Oggi era la giornata del malato, secondo Frate Indovino, ma anche quella in cui nel 1929 (se non erro) vennero firmati i Patti Lateranensi che chiudevano la cosidetta Questione Romana; casualmente, per chi si ostina a non credere, è anche la giornata dedicata alla Beata Vergine Maria apparsa a Lourdes a Bernadette Soubirous (nel 1876?) qualificandosi come l'Immacolata Concezione: quando la ragazza disse ciò che aveva visto non venne creduta e la tormentarono anche dopo che entrò in convento; la medesima cosa che fece Mussolini coi cattolici italiani: dopo aver messo fuori legge il Partito Popolare, azzerato l'Azione Cattolica e messo, di fatto, la museruola alla Fuci offrì al Vaticano la pace con lo stato laico e lo scudo dello stesso contro eventuali derive bolsceviche del popolo affamato. Se tengono le mani giunte a pregare, qualcuno aveva pensato, possiamo frugare nelle loro tasche e non fanno in tempo a pigliare e maneggiare bastoni o moschetti per l'assalto alle ceste delle elemosine o ai granai, garantendoci elementi sprezzanti della morte più degli arditi perchè preparati fin dalla culla alla vita eterna dopo di essa.
Ai nostri giorni oltre ad essersi persa la memoria di quei tempi difficili, basta uno spot televisivo e uno show di oltre tre ore pagato anche coi nostri soldi a tenerci le mani occupate con gli smartphone e il cervello annacquato pronto da bere, anzi, già bevuto: nemmeno i tre morti per disperazione da disoccupazione di Palermo o Catania (non ricordo bene) e Guastalla con la donna di Viterbo pure lei desaparecida per il medesimo motivo scuotono i nostri rappresentanti, impegnati a perdere tempo dietro a questioni da ricchi.
Perchè il povero vende anche il culo pur di mangiare un giorno, uno che non ha quel problema lì allora ha il tempo di essere omosessuale, sbandierarlo ai quattro venti e pretendere di tirare su un figlio magari non suo.


(c) 2016 Testo di Claudio Montini
(c) 2015 Immagine di Orazio Nullo  "Mind Games" 

mercoledì 10 febbraio 2016

Mercoledì delle Ceneri: arrivederci, Giulio Regeni (1988-2016)

ABBATTERE MURI, COSTRUIRE PONTI

di Claudio Montini 

Ciao Giulio.
quando tu venivi al mondo io partivo soldato; ho svolto il servizio alla difesa dei confini della patria, del tricolore italiano, della democrazia e della repubblica italiana, in quella regione che ti ha dato i natali e che ora dovrà prendersi cura delle tue spoglie mortali.
In Friuli Venezia Giulia, a Gorizia in particolare, ho imparato cosa voglia dire avre nella testa un maledetto muro e convivere con le ferite della storia che tutti, a cominciare da chi ci comanda, sono stati obbligati a dimenticare.
Soltanto le persone dotate di un intelletto sopra la media e decise a ragionare sui fatti per comprendere, per comunicare, per creare ponti che sconfiggano l'ignoranza madre primaria della violenza, del sopruso, della tirannia hanno il coraggio di studiare, di ascoltare, di trasmettere sapienza con la forza della parola e del pensiero: proprio come hai fatto tu.
Tuttavia, hai commesso l'errore di concedere all'avversario il beneficio del dubbio, ovvero hai immaginato che il mondo si fosse evoluto dai tempi delle tirannie sanguinarie che pure hanno inzuppato le sabbie africane per molti secoli: dunque, che l'intelligenza e il dialogo, strumenti indispensabili in ambito accademico, potessero avere una qualche valenza anche sul campo di battaglia dove contano i muscoli, la scaltrezza, la ferocia priva di scrupoli tanto nel perseguire gli obbiettivi quanto nell'annientare gli avversari.
Tu volevi studiare, indagare per far conoscere al mondo come stanno davvero le cose; tu volevi giustizia e progresso anche per gli altri popoli non solo per quelli che si definiscono civili e occidentali, ma poi ammettono Guantanamo e i barconi che affondano nell'Egeo o nel Mediterraneo carichi di disperati alla ricerca della terra promessa dove ricominciare a vivere o, addirittura, i nuovi improvvisati campi di concentramento di richiedenti asilo; tu eri lì per capire e per applicare ciò che avevi studiato e loro, i professionisti del terrore e della paura, scherani preposti a mantenere il pugno di ferro e a incatenare anche il pensiero, ti hanno individuato come anello debole della catena e ti hanno usato per colpire e per reprimere la libertà di pensare e parlare secondo coscienza.
Un giorno lontano da oggi, se in futuro ci sarà ancora vita su questo pianeta, la tempesta di sabbia con cui si sta cercando di nascondere la verità (anche il clamore mediatico italiano è parte di essa) che Orazio Nullo ha rappresentato nell'immagine che accompagna queste mie riflessioni, si placherà e forse la Storia emetterà il suo verdetto su tutta questa vicenda dicendo a tutti noi, che saremo ormai cenere come te, quanto il tuo sacrificio e il dolore e il sangue e le lacrime versate siano state come il seme che cade nella terra buona, muore per germogliare dando vita a una pianta robusta e finalmente sana.   

(c) 2016 Testo di Claudio Montini
(c) 2016 Immagine di Orazio Nullo  "During desert sand storm"

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