giovedì 22 gennaio 2015
lunedì 19 gennaio 2015
Microfestival della letteratura a Zinasco - il giorno dopo
I sogni alimentano la fantasia: la realtà li supera! Microfestival della Letteratura a Zinasco (PV)
18 gennaio 2015
Come ho già scritto altrove, ieri ho vissuto una delle giornate più belle, intense, ricche e formidabili della mia vita. Ho conosciuto persone vere e belle, intelligenti e cariche di cose da insegnare e da regalare per crescere moralmente e spiritualmente; ho vista tanta gente desiderosa di guardarsi, di vedersi, di parlarsi e stare bene insieme, offrendo l'uno all'altro qualcosa di sè che sfugge irrimedialmente dalla nascita dell'universo: il tempo, il proprio tempo libero dagli impegni e dalle cure quotidiane, il proprio tempo e la propria passione coniugati e spesi e fusi nello sforzo di fare qualcosa di bello per gli altri col solo pretesto di un salamino benedetto, un bicchiere di vino, un sacchetto di riso, uno sguardo nella storia che hanno vissuto sulla loro pelle i nonni e i padri, per poi prestare ascolto alle parole di chi raccoglie fatti e sogni e li combina in nuove storie per ricordare, per apprezzare chi siamo stati e chi siamo, ma anche per assentarsi per una manciata di minuti.
Ho incontrato nuovi amici e nuovi maestri, insieme a quelli su cui potevo già contare e abbiamo parlato di libri, dei nostri libri, davanti ad altri amici attenti e interessati a tutto ciò che abbiamo raccontato loro grazie alla sobria e precisa eleganza del dottor Andrea Borghi.
Ma le foto più belle sono quelle che non ho scattato e che mi porto nel cuore: una è Paola, giovanissima figlia di Daniele e Maria, che aspettava solo che si terminasse per presentarsi a me coi miei libri e pagarli perchè fossero solo suoi ( anche se poi ha accettato di farsi fare una dedica e di regalarne uno a sua zia Elena); l'altra è la piazza di Zinasco Vecchio, vuota e linda illuminata solo dai lampioni pubblici, col suo bel monumento libero dall'assedio delle auto, senza persone ma nemmeno cartacce o detriti o suppellettili della festa, un ora e mezza dopo che con Massimo Nascimbene e Alberto Giarda si è chiusa la sala consigliare: un bell'esempio di senso civico e di amore per il proprio paese che rinfranca il piacere di essere italiano.
Passeggiare per le vie del paese, con le campane che suonano a festa nel cuore per il successo di un evento e per la bella gente conosciuta, è qualcosa che non so spiegare con parole umane.
Grazie a Pro Loco Zinasco e Massimo Nascimbene e Andrea Borghi, Stefano Calvi e Stefano Sedino e Paolo Calvi, Domenico Della Monica e Pierantonio Ghiglione (e signora Alessandra), a Luca Pedrazzini, Milena Pelizza, Nicoletta Rossi, Claudio Poggi, Stefano Cervati, Davide Zardo, Riccardo Sedini , Marco e Giorgio Callegari, Simone Villani e la signora Fabrizia, Dante Berto e tutto il pubblico presente nel quale comprendo tutti coloro che non ho riconosciuto o visto o salutato per l'emozione o per l'eccitazione.
La foto di gruppo l'ho presa dal profilo FB di Paolo Calvi: perciò, grazie ancora!
Claudio Montini
venerdì 16 gennaio 2015
Pianeta rosso non avrai il mio scalpo - Radio Patela Magazine Libri letti & piaciuti
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| Andy Weir L'UOMO DI MARTE Newton Compton 2014 |
LIBRI LETTI & PIACIUTI
Andy Weir L'UOMO DI MARTENewton Compton Editori 2014
Pianeta rosso non avrai il mio scalpo
di Claudio Montini
Anche se i francesi non lo ammetteranno
mai, Jules Verne ha trovato un degno erede contemporaneo in Andy
Weir, genietto informatico appassionato di astronautica, statunitense
autore de L'UOMO DI MARTE edito
per l'Italia da Newton Compton nel 2014.
Da sempre, la
letteratura ha avuto un compito e un'ambizione pedagogica sebbene
quel furbacchione di Cicerone avesse ammonito, già ai suoi tempi,
che “Historia magistra vitae est” condizionando la produzione di
narrativa e relegando la poesia a una nicchia per iniziati ai misteri
orfici.
Fortunatamente
Rinascimento, Illuminismo, Positivismo e consumismo contemporaneo,
come i Quattro Cavalieri dell'Apocalisse, hanno liberato la fantasia
e le parole consentendo loro di spiccare nuovi voli pindarici purchè
rispettino la debita distanza dal Sole per non bruciarsi le ali.
Il propellente
ideale per l'azione l'ha fornito il progresso scientifico e
tecnologico che da tre secoli a questa parte, oltre a generare una
notevole quantità di quattrini, ama spasmodicamente mettersi in
mostra avvalendosi delle invenzioni della narrativa per soddisfare la
voglia degli esseri umani di sognare.
Eccovi servita
pronta in tavola la fantascienza ( secondo la vaga e fuorviante
etichetta italica ) o science fiction, mutuando quella anglosassone e
internazionale, assai più esaustiva perchè tradotta vale a dire
narrativa a base di scienza.
Questo hanno fatto
tanto Verne quanto Weir: raccontare una storia in cui le conoscenze
scientifiche e tecnologiche dell'epoca in cui si sono trovati a
vivere sono parte integrante e funzionale della trama; una storia
incredibile ma non paradossale, plausibile e affascinante perchè
basata su dati oggettivi, riscontrabili dal lettore; una storia,
infine, il cui scopo pedagogico è teso a dimostrare la specialità
degli umanoidi del terzo pianeta di questo sistema solare: la
grandezza delle loro capacità razionali e morali, quando sono
ispirate e sostenute da un forte spirito di adattamento e da
altrettanto tenace istinto di sopravvivenza.
Le peripezie de
L'UOMO DI MARTE si svolgono in un futuro prossimo, un
domani o un dopodomani, in cui l'esplorazione in vista di una
successiva colonizzazione non è più affidata a costose e limitate
macchinine radiocomandate dalla Terra, ma è compito di astronauti in
carne, ossa e tuta spaziale comandati di impiantare una
base-laboratorio permanente; tuttavia, essendo la “legge di Murphy”
sempre in agguato, essa si manifesta puntuale e non si smentisce
neppure nel corso dell'intera narrazione.
La missione viene
fatta abortire dal comandante, un ufficiale superiore donna della US
Navy, a causa della recrudescenza di una tempesta di sabbia che
rischia di rovesciare il modulo per il rientro in orbita marziana e,
una volta agganciato al vettore, il ritorno sul pianeta Terra; nel
riguadagnare il modulo di rientro abbandonata la base-laboratorio, un
membro dell'equipaggio viene colpito e trascinato via nei gorghi
della tempesta da un'antenna per telecomunicazioni divelta dal vento.
I dati biometrici
trasmessi dalla tuta lo danno per morto e ai compagni, pena lo
schianto per rovesciamento, non resta che decollare per iniziare il
viaggio di rientro sulla Terra.
Da quel momento in
poi, comincia l'avventurosa lotta per la sopravvivenza e, poi, per la
salvezza dell'astronauta Mark Watney ingegnere aerospaziale ed
esperto di botanica della missione; con la compilazione di un diario
giornaliero dal tratto semplice e spiritoso ma anche attento alle
esigenze dei lettori non addetti ai lavori, egli ci tiene aggiornati
sui risultati del continuo esercizio della razionalità e
dell'applicazione delle nozioni apprese durante gli studi e
l'addestramento da cosmonauta.
Quando sembra che
le prospettive di prima sopravvivenza siano ben impostate e in
aumento, Andy Weir dimostra sapienza nell'uso degli strumenti
narrativi spostando abilmente l'attenzione del lettore dalle
peripezie marziane a quelle terrestri, al centro controllo missione,
rivelando le dinamiche interne alla squadra che lavora dietro le
quinte di una missione spaziale con agilità e tensione degne di un
thriller; quindi, non tralascia di indagare i compagni di volo che
non hanno mai smesso di pensare al naufrago dello spazio, anzi, che
intimamente sognano di poterlo recuperare e non esitano un
nanosecondo a mettere a rischio le loro vite per farlo: le loro
figure sono tratteggiate con grazia e incisività rare poiché la
personalità di ognuno emerge, sempre più netta, ad ogni capoverso e
ad ogni battuta.
Si finisce per fare
il tifo per le squadre a terra, per quella nello spazio e per Mark
Watney su Marte che si danna l'anima per non mancare all'appuntamento
più importante della sua vita; nello stesso tempo si vorrebbe
rallentare, dilatare la lettura perchè altrimenti il libro finisce
in un lampo e, comunque vada (mica penserete che vi dica come?...),
addio divertimento!
L'UOMO DI MARTE è
una lettura piacevole e avvincente, affascinante e istruttiva sebbene
filtrata attraverso la traduzione brillante, agile, divertente,
fresca, giovanile e pulita di Tullio Dobner che è stato tanto bravo
da rendere la scrittura di Andy Weir così vivace e frizzante da
sembrare essere stata scritta direttamente in italiano: è come se
l'autore si sedesse accanto al lettore e, con l'entusiasmo giovanile
che mostra dalla fotografia che lo immortala nel risvolto di
copertina, gli raccontasse tutta la storia perchè ha grande fiducia
nell'esercizio continuo di quello straordinario strumento racchiuso
nella scatola cranica dell'animale chiamato uomo.
Dunque, non ha importanza che tu sia su Marte o sulla Terra oppure in
volo tra le stelle: con intelligenza, coraggio, buon addestramento e
tanta fortuna si risolvono tutti i problemi purchè si scompongano in
parti più piccole e li si affronti uno alla volta.
Adatto
a tutte le età, anche chi disdegna la fantascienza non potrà fare a
meno di apprezzare la ricchezza e la bellezza, scevra da gratuite
scabrosità, del messaggio contenuto ne
L'UOMO DI MARTE
scritto
da Andy Weir uscito nel 2011 in selfpublishing negli Usa e nel 2014
in Italia per i tipi di Newton Compton.
Foto di Orazio Nullo testo di Claudio Montini
Lettera di un italiano che non conta niente all'emerito Presidente
Ill.mo Signor Presidente on. prof. Giorgio Napolitano,
sono certo che lei non leggerà mai queste parole; tuttavia, questa sera, sento in cuore l'urgenza di scriverle perchè non si perdano nel clangore delle polemiche becere che i mezzi di comunicazione di massa, lungi dall'esercitare la loro funzione propria perchè ridotti a meri contenitori e veicoli promozionali tanto di prodotti di largo consumo quanto di inarrivabili lussi, hanno invece esercitato sin dal giorno delle sue dimissioni con morbose dirette radiotelevisive di ogni suo passo in uscita dal Quirinale al solo scopo di cogliere un'attimo di esitazione, di commozione o di celia imprevedibile che potesse far alzare l'attenzione del pubblico.
Nel suo primo mandato, se non ricordo male, lei aveva esortato i giornalisti e, in senso lato, gli operatori dell'informazione ad esercitare il proprio mestiere, o meglio la propria professione, o meglio ancora Ella avrebbe volentieri detto la propria missione, con la schiena dritta e la fronte alta: per l'ennesima volta, la sua esortazione è stata disattesa, a mio modesto avviso di fruitore forzato di radio e televisione.
Un disoccupato ha molto tempo libero, per definizione: pertanto, per evitare l'inevitabile scoramento che può prendere alle spalle per la vana ricerca di un'occupazione, fatta di domande che rimangono spesso senza risposta e porte inesorabilmente chiuse, chi si trova in questa condizione passa il tempo attaccato alla radio o alla televisione.
Lei è stato il solo ad essere coerente in quest'Italia dalla lingua biforcuta, corrotta fino al midollo se è capace di speculare sulle disgrazie degli ultimi della terra; lo ha fatto per amore del suo paese e per rispetto della fatica che quelli della sua generazione hanno speso, oltre al sangue, per ricostruirla libera e democratica e più giusta e più pulita di come la guerra ve l'aveva resa.
Scrutare ogni vostro gesto, seguire ogni passo, pesare ogni saluto e ringraziamento al personale che vi ha seguito in questi anni e ogni parola che avete pronunciato, per poter dire "io l'avevo già capito", mi è sembrato un'operazione meschina rispetto allo sforzo enorme che le è costato accettare il secondo mandato e la pessima situazione in cui versa l'Italia: i grandi problemi e le enormi sofferenze che noi cittadini stiamo patendo ( perchè i mutui e le tasse non aspettano e non hanno pietà ) li abbiamo visti accantonati, se non dimenticati, anche da chi dovrebbe essere la nostra voce ed essere la fonte della nostra conoscenza e consapevolezza.
Ora ci riempiranno le orecchie e gli occhi di baggianate quali il toto presidente e l'identikit del nuovo presidente, gli accordi e i patti segreti e le alleanze impossibili: digeriremo anche quelle, siamo abituati a tutto ormai.
Spero che ora La lascino in pace, in particolare quegli sciocchi e ignoranti che invocavano le vostre dimissioni come le invocherebbero di chiunque non andasse loro più a genio, se una mattina si levassero dal letto col piede sbagliato e la luna più storta del solito.
Gli italiani non amano chi dice loro le cose come stanno e meno che mai coloro che, per il bene comune, li costringono a percorrere duri sentieri: dura lex sed lex non è mai stata massima popolare lungo lo stivale quanto l'andreottiana il potere logora chi non ce l'ha sia mai stata compresa fino in fondo; Lei ha dimostrato che solo con l'impegno e il lavoro nel solco tracciato dalla legge, col sacrificio degli egoismi personali e di bottega e di partito (vero D'alema, Civati e compagnia cantante, anche nella destra dell'arco parlamentare e costituzionale??), si può e si deve e si riesce a raggiungere l'obbiettivo supremo del bene collettivo, del bene del Paese, del bene dell'Italia intera.
Sì, signor presidente: l'Italia intera, il nord e il sud, il centro e le isole, la destra e la sinistra, credente o atea che sia, come lei ha sempre e fortemente sottolineato, ma libera di determinare il proprio destino e i propri dirigenti con quell'arma unica e insostituibile che è il voto elettorale, fatto di croci di matita su un foglio di carta, lontano da occhi indiscreti, deposto in un urna e contato a voce alta.
Così è nata la nostra repubblica italiana dalle macerie lordate dal sangue di fratelli, così ha risposto a tutti i cancri che hanno tentato di annientarla e così si salverà rialzandosi dalla polvere per sbarazzarsi dei terrificanti pagliacci che agitano spauracchi, pronunciano profezie di sventura, fomentano odi e divisioni inutili al solo scopo di soggiogare i pavidi e gli ottusi per spartirsi quel che resta della torta del potere.
Dunque, grazie signor presidente emerito professor Giorgio Napolitano!
Viva la Repubblica Italiana!
Un italiano che non conta niente
Claudio Montini
Testo: (c) 2015 Claudio Montini Fotografia: (c) 2011 Michele Pini
martedì 13 gennaio 2015
Radio Patela News - Microfestival letterario di Zinasco (PV)
C'è del bello e del buono per tutti, Domenica a Zinasco
Novità in corso d'opera per la festa di sant'Antonio abate a Zinasco: si sono aggiunti altri scrittori che hanno scelto la manifestazione per presentare le loro opere.A partire dalle 16:15 di domenica 18 Gennaio 2015, introdotti dal sindaco dott. Massimo Nascimbene, Pierantonio Ghiglione e Domenico Della Monica con Paolo e Stefano Calvi insieme a Claudio Montini, presentati e intervistati da Andrea Borghi, parleranno dei libri che hanno scritto ambientandoli nel territorio zinaschese e pavese, in generale.
Dunque, non solo cotechini e corsa campestre a Zinasco Vecchio per sant'Antonio abate: anche un micro festival letterario che corrobora l'offerta e l'impronta culturale con cui la nuova giunta municipale ha voluto connotare questa trentanovesima edizione della sagra.
Senza memoria, senza fantasia, senza curiosità per le proprie radici, in una parola, senza cultura non si va da nessuna parte: si rischia di perdersi nel'oblio ed essere cancellati dalla storia e, prima ancora, dal mondo.
Eccovi le copertine dei libri di cui si parlerà domenica e le locandine ufficiali.
sabato 10 gennaio 2015
Radio Patela news: dalla Pro Loco di Zinasco, il programma per il prossimo fine settimana
Pro Loco Zinasco in collaborazione con Comune di Zinasco
e
Parrocchia Sant'Antonio Abate in Zinasco Vecchio
presentano
39° SAGRA DI SANT'ANTONIODomenica 18 Gennaio 2015
Programma:
ORE 08:00: Inizio iscrizioni e partenza della 39° MARCIA DI SANT'ANTONIO con percorsi da 7 - 13 - 19 km.
ORE 11:30: Santa Messa solenne
ORE 14:30: Processione con la statua del Santo per le vie del paese
ORE 15:30: Benedizione e distribuzione dei salamini
ORE 16:00: Estrazione lotteria
ORE 16:15: in Sala Consigliare: presentazioni di opere narrative ambientate nel territorio di Zinasco e della Provincia di Pavia:
ORE 11:30: Santa Messa solenne
ORE 14:30: Processione con la statua del Santo per le vie del paese
ORE 15:30: Benedizione e distribuzione dei salamini
ORE 16:00: Estrazione lotteria
ORE 16:15: in Sala Consigliare: presentazioni di opere narrative ambientate nel territorio di Zinasco e della Provincia di Pavia:
saranno con noi Pierantonio Ghiglione con 99 PASSI (2014) AB Edizioni
e
Claudio Montini con ASSENTARSI PER UNA MANCIATA DI MINUTI
e BRICIOLE DI SOGNI NELLO SGUARDO
(YOUCANPRINT 2012 e 2013)
Durante la giornata, presso la Sala Consigliare:
CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
documenti, fotografie, lettere, stampe, oggetti di trincea
Mostra curata e realizzata
CENTENARIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE
documenti, fotografie, lettere, stampe, oggetti di trincea
Mostra curata e realizzata
GENTE:non state in casa!!
NOI CI SIAMO E VI ASPETTIAMO......
giovedì 8 gennaio 2015
Sans mots contre le barbarie! Vive la libertè d'expression
Claudio Montini, Orazio Nullo, la redazione di Radio Patela, la Jena Sabauda condannano e bollano come altamente esecrabile il massacro perpetrato a Parigi, nella redazione di un giornale che castigava ridendo i costumi.
Anche tutti loro e il blog intero sono CHARLIE HEBDO!
Alza lo sguardo talebano
guarda cosa stringo in mano
E' una matita o una biro,
non fermerai il mio pensiero
Non soffocherai il mio respiro:
Io penso e rido e ne sono fiero.
Se Dio è grande ed è amore
Non ha bisogno di sparare,
Non ha bisogno di ammazzare,
Non ha bisogno di violentare,
Per farsi rispettare e adorare.
(c) 2015 Claudio Montini inedito
Anche tutti loro e il blog intero sono CHARLIE HEBDO!
Alza lo sguardo talebano
guarda cosa stringo in mano
E' una matita o una biro,
non fermerai il mio pensiero
Non soffocherai il mio respiro:
Io penso e rido e ne sono fiero.
Se Dio è grande ed è amore
Non ha bisogno di sparare,
Non ha bisogno di ammazzare,
Non ha bisogno di violentare,
Per farsi rispettare e adorare.
(c) 2015 Claudio Montini inedito
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