mercoledì 17 febbraio 2021
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domenica 14 febbraio 2021
L'urlo dell'amore - Poeti & Poesie di gran classe - Massimo Pistoja
mercoledì 3 febbraio 2021
Letti &Piaciuti: Vincenzo Maimone e "LA DISTANZA PIU' BREVE" (2020) F.lli Frilli Editore
Vincenzo Maimone
LA DISTANZA PIU' BREVE
Fratelli Frilli Editore (2020)
HAI MAI VISTO PIOVERE IN UN GIORNO DI SOLE?
di Claudio Montini
Spesso ammiriamo la capacità, di alcuni reduci e sopravvissuti ad eventi tragici o catastrofici o luttuosi o variamente criminali, di lasciarsi alle spalle la brutta esperienza per ricominciare a vivere senza nemmeno immaginare quanta fatica e sofferenza costi a loro.
Pochi narratori si sono avventurati su un terreno tanto incerto e scivoloso, poiché ricco di variabili e sfumature nonché luci e ombre persino per gli specialisti indagatori dell'animo umano, quanto lo è quello del superamento di un trauma e la relativa ricostruzione esistenziale.
Vincenzo Maimone, col pretesto del tutto apparente di rispondere alle istanze suggerite dai risvolti e dagli sviluppi della trama dell'opera immediatamente precedente (SICILIA TERRA BRUCIATA, Fratelli Frilli Editore, 2016), in LA DISTANZA PIU' BREVE (Fratelli Frilli Editore, 2020) prosegue la sua indagine autoptica sui meandri oscuri e sulle risorse razionali, istintive e animali degli esseri umani scoprendo che, tanto le une quanto le altre, si situano e si incontrano e si attivano nello scorrere implacabile della vita e dei giorni partendo dalla dimensione metafisica posta tra memoria e sentimento.
Siete capaci di immaginare uno spazio più ristretto e intimo, un punto del cosmo in cui la materia di cui sono fatti anche i sogni sia più densa e compatta di quella di un buco nero, una distanza più breve freneticamente attraversata da lampi ad altissima energia in grado di stimolare, positivamente o negativamente, la vostra esistenza?
Certo che lo siete e il professor Maimone, pagina dopo pagina e una riga dopo l'altra, vi indica e rivela e dimostra quale sia LA DISTANZA PIU' BREVE, non già dall'alto della cattedra di professore associato in Filosofia Politica presso l'Università di Catania, forte della sua laurea in Filosofia, ma dall'interno di tutti i suoi personaggi che smettono di essere “pupi” manovrati dall'alto in un teatrino di legno e cartapesta colorata per diventare figure terrene dotate di un mondo interiore che lui registra e rende senza sconti o giudizi.
Un omicida seriale gode nell'assistere allo scempio provocato nella vite dei superstiti, altrettanto quanto si pasce della vista dei trofei espunti ed estorti alle proprie vittime, in quanto ciò rientra nel piano della sua vendetta; quando si rende conto di non aver affatto portato a termine la scellerata missione, annientare la felicità altrui con incubi e timori, accresce la propria acrimonia contro i presunti colpevoli del suo stato e si lancia in una impresa cui soltanto la morte può mettere fine.
Invece, la vita o il destino o il fato hanno un peculiare senso della giustizia, diverso da quello degli esseri umani: sono ostinati ad andare avanti e superare i propri limiti in cerca di nuovi stimoli, nuovi amori, nuove mete che guariscano e chiudano le ferite del presente e i traumi del passato, senza dimenticare ma tentando nuovamente di afferrare la felicità.
Così il Bene e il Male chiuderanno i loro conti in sospeso nel solo modo che conoscano da millenni, mentre i protagonisti chiuderanno il Finale di partita, cui ammicca il sottotitolo, con nuove consapevolezze e una salutare presa di distanza, un distacco utile a farle sedimentare e maturare.
Non è una fuga dal dolore, non c'è consolazione che tenga, nemmeno l'oblio che si concede troppo spesso a fatti brutti di questa nostra bella penisola: è la vita che va avanti, non si distrugge né si perde, ma si trasforma anche per chi crede di disporne a suo piacimento.
Accompagnandoci lungo LA DISTANZA PIU' BREVE (Fratelli Frilli Editore, 2020), anche la lingua e lo stile letterario di Maimone si evolvono e maturano ulteriore verosimiglianza e scioltezza, fragranza di vivere quotidiano e spessore spirituale solo dove e quando serve al tessuto narrativo, grazie all'attenzione quanto mai vigile e rigorosa ma delicata per i particolari più efficaci a illustrare un quadro intero in una o poche frasi, sebbene esso sia ricco di dettagli e implicazioni: il resto del lavoro, automaticamente, lo compie l'immaginazione del lettore proiettando sequenze e sensazioni proprio in quel teatro di posa situato tra la memoria e il cuore.
Lì si vedrà la pioggia venire giù in una giornata di sole, esattamente come guardano al futuro e vedono la vita tutti i sopravvissuti e i reduci e gli scampati alle tragedie che l'hanno sconvolta: le vittime vivranno, come sosteneva Cicerone, nella memoria degli amici e degli amati.
©2021 Testo e immagine di Claudio Montini
domenica 27 dicembre 2020
Le recensioni di Radio Patela: Vincenzo Maimone SICILIA TERRA BRUCIATA - Fratelli Frilli Editore (2016)
SICILIA TERRA BRUCIATA
Fratelli Frilli
Editori (2016)
SFUMATURE DI TINTA FOSCA
di Claudio Montini
I titoli dei libri, a volte, sono fuorvianti sebbene sia noto
all'orbe terracqueo che essi siano il biglietto da visita degli
stessi. Ne possono addirittura determinare la fortuna: del resto,
insieme all'immagine di copertina, sono la cosa che rimane impressa
in modo indelebile nella memoria del pubblico, sia che si tratti di
osservatori distratti che di lettori appassionati, accaniti e acuti. Come con le arance e le arancine o gli arancini, il vero spettacolo,
il tesoro, il miracolo buono e gustoso sta sotto la scorza, sotto la
superficie esterna e coinvolge tutti i cinque sensi, o meglio,
l'anima intera o lo spirito o l'indole o la psiche del consumatore:
così è anche SICILIA TERRA BRUCIATA di Vincenzo
Maimone pubblicato da Fratelli Frilli Editore nel
2016!
Già
il titolo va letto senza pausa e senza virgola, come se fosse una
sfumatura di colore o una tinta particolare e peculiare di un'opera
pittorica: ma la “polpa” che si addenta sin dalle prime righe
(che rimandano la mente all'esordio di METAMORFOSI
di
Franz Kafka) annuncia che non andremo incontro all'ennesimo,
malinconico e rassegnato atto d'accusa circa i mali dell'isola più
grande del Mediterraneo bensì alla constatazione del degrado
dell'Italia intera e odierna, andato in scena negli ultimi
quarant'anni con le medesime modalità da Courmayeur a Lampedusa o da
Gorizia a Cagliari.
Vincenzo Maimone, filosofo laureato a Messina e professore associato
in Filosofia Politica presso l'Università di Catania, descrive una
parte che conosce bene, Acireale (CT) poiché lì sono le sue radici,
per tracciare un quadro di tutto lo Stivale Italico e
dell'atteggiamento mentale degli abitanti del medesimo adoperando
quella tinta così ben evidenziata dal titolo del romanzo.
Come se fosse un medico legale dello spirito e del pensiero,
attraverso i suoi personaggi, incide e seziona la realtà aprendo gli
occhi al lettore meno distratto e rivelando agli altri quale sia la
motivazione del persistere di una cattiva opinione in coloro che
osservano l'Italia da fuori, da lontano, dall'estero. Nell'esordio
del tredicesimo capitolo (troppo lungo da citare il passo, vi invito
a fare vostro il libro e leggerlo: c'est plus facìle!), c'è la
prova di quanto vado affermando, ovvero, c'è la chiave sociologica
con cui aprire una delle porte possibili per accedere al giardino
magico e gustare lo splendore della lingua italiana, la profondità
della riflessione e della speculazione, il grande senso della misura
nel descrivere l'animo umano tanto nelle sue vette quanto nei suoi
abissi.
SICILIA TERRA
BRUCIATA non
è soltanto la rappresentazione dell'atavica lotta tra bene e male o
tra giustizia e prepotenza o vita e morte che muove dal precedente LA
VARIABILE COSTANTE (2014,
Fratelli Frilli Editori);
non è soltanto la caccia all'omicida seriale che giustifica la sua
brutalità col pretesto di una vendetta contro coloro che ritiene
colpevoli della propria inettitudine e del proprio fallimento come
persona; non è soltanto un romanzo giallo in cui la paura, il
dolore, la cattiveria striano la storia di ombre inquietanti e graffi
neri col solo scopo di assicurare evasione a buon mercato ai lettori
dai relativi travagli quotidiani.
Esso rappresenta, a mio modesto parere, un salto di qualità verso
l'alto della letteratura gialla o poliziesca o noir che dir si
voglia: un salto fuori dagli steccati del passatempo intelligente fin
che si vuole, ma di scarso valore, tipico dell'ossessione
classificatrice ed etichettatrice dei nostri tempi.
SICILIA TERRA
BRUCIATA di
Vincenzo Maimone è vita vissuta da galleria di tipi umani in una
cittadina che si chiama Acireale, ma potrebbe essere Vigàta di
Camilleri o Racalmuto di Sciascia; è vita vissuta che si fa romanzo
per meglio operare una critica schietta alla nostra intera società
(alla moda più di Voltaire, penso a CANDIDE,
che di Kant prediletto dal professore catanese) dove l'incapacità,
tanto abusivamente chiamata in causa da troppe bocche per non destar
sospetto, non regge più come alibi alla prova del tempo e alla
persistenza del danno. Infatti, la strategia della provocazione di
disastri collettivi per incrementare il profitto individuale,
sfruttando i labirinti della burocrazia, ha portato al progressivo
crollo dei valori di civile convivenza: vale l'apparenza e non la
sostanza, meno che mai competenza ed esperienza, il nome o il titolo
altisonante, le illazioni e gli slogan come quello per cui la colpa
dei nostri guai è imputabile ad altri fuorché a noi.
Così si alimenta la cattiveria dei pavidi, degli invidiosi e degli
inetti che, purtroppo, viene pagata da vittime innocenti, casuali,
comunque estranee alle vicende che portano alla scellerata
deflagrazione della serenità e del futuro.
Per
questo motivo, c'è bisogno più che mai di romanzi che non si
limitino a fare leva su desideri e ansie represse, portandoci in
mondi lontanissimi dalla realtà di tutti i giorni, soffocandoci di
parole che mostrano soltanto l'edonismo e l'egoismo culturale dei
loro autori; abbiamo bisogno di narratori come Vincenzo Maimone e di
romanzi come SICILIA TERRA BRUCIATA
e di editori coraggiosi e caparbi come i fratelli Frilli da Genova:
perchè leggere è un piacere sottile e leggero che non addolcisce la
realtà ma aiuta a viverla meglio, aiuta a tenere il cervello sempre
ben inserito e attivo, aiuta ad essere persone e cittadini e uomini e
donne più consapevoli dei nostri mezzi.
©2020 testo e immagine di Claudio Montini
sabato 1 agosto 2020
Buona notte al secchio e ai suonatori

Occhio alla penna...
Vale anche per le parole che i poeti e gli scrittori maneggiano con cura e delicatezza, che i politici e gli agitatori sociali brandiscono come clave o come armi bianche, che i poveri risparmiano perchè hanno imparato anche a risparmiare il fiato (tanto nessuno li ascolta), che in troppo danno e in troppo pochi hanno il coraggio di rispettare: il vento è pieno anche di tutte loro e di tutte ne fa coriandoli che sparge tra smog e fumo di stupefacenti e polvere da sparo esplosa.

