mercoledì 17 febbraio 2021

Mille sono le Notti - Poeti & Poesie di gran classe - Massimo Pistoja


Sarà forse dovuto al momento che stiamo vivendo, in cui mi sento un tantinello più fragile di quel che vorrei apparire, ma posso dire che adoro questa poesia perchè rende plastica e tangibile l'immagine del mio rapporto morboso con la solitudine? E' una compagna fedele, sapete? Paziente e fedele e pronta a farti compagnia quando hai bisogno di inventare una nuova storia da spalmare sopra la realtà che non ti piace, non ti soddisfa, non ti lascia, non ti aiuta nel mestiere di vivere. Bravo Massimo Pistoja detective dell'anima e inventore di mille giochi di luce.

©2021 Voce e video e poema di Massimo Pistoja  - commento di Claudio Montini diritti riservati agli autori nei rispettivi ambiti

domenica 14 febbraio 2021

L'urlo dell'amore - Poeti & Poesie di gran classe - Massimo Pistoja

Quando la parola si fa poesia, una carezza sfiora l'anima in pena e il mondo migliora per forza di cose: si schiude l'orizzonte, se ne va un brivido e arriva un raggio di sole.
Testo e voce di Massimo Pistoja - diritti riservati all'autore - 2021

mercoledì 3 febbraio 2021

Letti &Piaciuti: Vincenzo Maimone e "LA DISTANZA PIU' BREVE" (2020) F.lli Frilli Editore

 

Vincenzo Maimone

LA DISTANZA PIU' BREVE

Fratelli Frilli Editore (2020)

HAI MAI VISTO PIOVERE IN UN GIORNO DI SOLE?

di Claudio Montini

Spesso ammiriamo la capacità, di alcuni reduci e sopravvissuti ad eventi tragici o catastrofici o luttuosi o variamente criminali, di lasciarsi alle spalle la brutta esperienza per ricominciare a vivere senza nemmeno immaginare quanta fatica e sofferenza costi a loro. 
Pochi narratori si sono avventurati su un terreno tanto incerto e scivoloso, poiché ricco di variabili e sfumature nonché luci e ombre persino per gli specialisti indagatori dell'animo umano, quanto lo è quello del superamento di un trauma e la relativa ricostruzione esistenziale. 
Vincenzo Maimone, col pretesto del tutto apparente di rispondere alle istanze suggerite dai risvolti e dagli sviluppi della trama dell'opera immediatamente precedente (SICILIA TERRA BRUCIATA, Fratelli Frilli Editore, 2016), in LA DISTANZA PIU' BREVE (Fratelli Frilli Editore, 2020) prosegue la sua indagine autoptica sui meandri oscuri e sulle risorse razionali, istintive e animali degli esseri umani scoprendo che, tanto le une quanto le altre, si situano e si incontrano e si attivano nello scorrere implacabile della vita e dei giorni partendo dalla dimensione metafisica posta tra memoria e sentimento.  
Siete capaci di immaginare uno spazio più ristretto e intimo, un punto del cosmo in cui la materia di cui sono fatti anche i sogni sia più densa e compatta di quella di un buco nero, una distanza più breve freneticamente attraversata da lampi ad altissima energia in grado di stimolare, positivamente o negativamente, la vostra esistenza? 
Certo che lo siete e il professor Maimone, pagina dopo pagina e una riga dopo l'altra, vi indica e rivela e dimostra quale sia LA DISTANZA PIU' BREVE, non già dall'alto della cattedra di professore associato in Filosofia Politica presso l'Università di Catania, forte della sua laurea in Filosofia, ma dall'interno di tutti i suoi personaggi che smettono di essere “pupi” manovrati dall'alto in un teatrino di legno e cartapesta colorata per diventare figure terrene dotate di un mondo interiore che lui registra e rende senza sconti o giudizi. 
Un omicida seriale gode nell'assistere allo scempio provocato nella vite dei superstiti, altrettanto quanto si pasce della vista dei trofei espunti ed estorti alle proprie vittime, in quanto ciò rientra nel piano della sua vendetta; quando si rende conto di non aver affatto portato a termine la scellerata missione, annientare la felicità altrui con incubi e timori, accresce la propria acrimonia contro i presunti colpevoli del suo stato e si lancia in una impresa cui soltanto la morte può mettere fine. 
Invece, la vita o il destino o il fato hanno un peculiare senso della giustizia, diverso da quello degli esseri umani: sono ostinati ad andare avanti e superare i propri limiti in cerca di nuovi stimoli, nuovi amori, nuove mete che guariscano e chiudano le ferite del presente e i traumi del passato, senza dimenticare ma tentando nuovamente di afferrare la felicità. 
Così il Bene e il Male chiuderanno i loro conti in sospeso nel solo modo che conoscano da millenni, mentre i protagonisti chiuderanno il Finale di partita, cui ammicca il sottotitolo, con nuove consapevolezze e una salutare presa di distanza, un distacco utile a farle sedimentare e maturare. 
Non è una fuga dal dolore, non c'è consolazione che tenga, nemmeno l'oblio che si concede troppo spesso a fatti brutti di questa nostra bella penisola: è la vita che va avanti, non si distrugge né si perde, ma si trasforma anche per chi crede di disporne a suo piacimento. 
Accompagnandoci lungo LA DISTANZA PIU' BREVE (Fratelli Frilli Editore, 2020), anche la lingua e lo stile letterario di Maimone si evolvono e maturano ulteriore verosimiglianza e scioltezza, fragranza di vivere quotidiano e spessore spirituale solo dove e quando serve al tessuto narrativo, grazie all'attenzione quanto mai vigile e rigorosa ma delicata per i particolari più efficaci a illustrare un quadro intero in una o poche frasi, sebbene esso sia ricco di dettagli e implicazioni: il resto del lavoro, automaticamente, lo compie l'immaginazione del lettore proiettando sequenze e sensazioni proprio in quel teatro di posa situato tra la memoria e il cuore. 
Lì si vedrà la pioggia venire giù in una giornata di sole, esattamente come guardano al futuro e vedono la vita tutti i sopravvissuti e i reduci e gli scampati alle tragedie che l'hanno sconvolta: le vittime vivranno, come sosteneva Cicerone, nella memoria degli amici e degli amati.

©2021 Testo e immagine di Claudio Montini


domenica 27 dicembre 2020

Le recensioni di Radio Patela: Vincenzo Maimone SICILIA TERRA BRUCIATA - Fratelli Frilli Editore (2016)

 Vincenzo Maimone

SICILIA TERRA BRUCIATA

Fratelli Frilli Editori   (2016)

SFUMATURE DI TINTA FOSCA

di Claudio Montini

I titoli dei libri, a volte, sono fuorvianti sebbene sia noto all'orbe terracqueo che essi siano il biglietto da visita degli stessi. Ne possono addirittura determinare la fortuna: del resto, insieme all'immagine di copertina, sono la cosa che rimane impressa in modo indelebile nella memoria del pubblico, sia che si tratti di osservatori distratti che di lettori appassionati, accaniti e acuti. Come con le arance e le arancine o gli arancini, il vero spettacolo, il tesoro, il miracolo buono e gustoso sta sotto la scorza, sotto la superficie esterna e coinvolge tutti i cinque sensi, o meglio, l'anima intera o lo spirito o l'indole o la psiche del consumatore: così è anche SICILIA TERRA BRUCIATA di Vincenzo Maimone pubblicato da Fratelli Frilli Editore nel 2016! 
Già il titolo va letto senza pausa e senza virgola, come se fosse una sfumatura di colore o una tinta particolare e peculiare di un'opera pittorica: ma la “polpa” che si addenta sin dalle prime righe (che rimandano la mente all'esordio di METAMORFOSI di Franz Kafka) annuncia che non andremo incontro all'ennesimo, malinconico e rassegnato atto d'accusa circa i mali dell'isola più grande del Mediterraneo bensì alla constatazione del degrado dell'Italia intera e odierna, andato in scena negli ultimi quarant'anni con le medesime modalità da Courmayeur a Lampedusa o da Gorizia a Cagliari. 
Vincenzo Maimone, filosofo laureato a Messina e professore associato in Filosofia Politica presso l'Università di Catania, descrive una parte che conosce bene, Acireale (CT) poiché lì sono le sue radici, per tracciare un quadro di tutto lo Stivale Italico e dell'atteggiamento mentale degli abitanti del medesimo adoperando quella tinta così ben evidenziata dal titolo del romanzo. 
Come se fosse un medico legale dello spirito e del pensiero, attraverso i suoi personaggi, incide e seziona la realtà aprendo gli occhi al lettore meno distratto e rivelando agli altri quale sia la motivazione del persistere di una cattiva opinione in coloro che osservano l'Italia da fuori, da lontano, dall'estero. Nell'esordio del tredicesimo capitolo (troppo lungo da citare il passo, vi invito a fare vostro il libro e leggerlo: c'est plus facìle!), c'è la prova di quanto vado affermando, ovvero, c'è la chiave sociologica con cui aprire una delle porte possibili per accedere al giardino magico e gustare lo splendore della lingua italiana, la profondità della riflessione e della speculazione, il grande senso della misura nel descrivere l'animo umano tanto nelle sue vette quanto nei suoi abissi. 
SICILIA TERRA BRUCIATA non è soltanto la rappresentazione dell'atavica lotta tra bene e male o tra giustizia e prepotenza o vita e morte che muove dal precedente LA VARIABILE COSTANTE (2014, Fratelli Frilli Editori); non è soltanto la caccia all'omicida seriale che giustifica la sua brutalità col pretesto di una vendetta contro coloro che ritiene colpevoli della propria inettitudine e del proprio fallimento come persona; non è soltanto un romanzo giallo in cui la paura, il dolore, la cattiveria striano la storia di ombre inquietanti e graffi neri col solo scopo di assicurare evasione a buon mercato ai lettori dai relativi travagli quotidiani. 
Esso rappresenta, a mio modesto parere, un salto di qualità verso l'alto della letteratura gialla o poliziesca o noir che dir si voglia: un salto fuori dagli steccati del passatempo intelligente fin che si vuole, ma di scarso valore, tipico dell'ossessione classificatrice ed etichettatrice dei nostri tempi. 
SICILIA TERRA BRUCIATA di Vincenzo Maimone è vita vissuta da galleria di tipi umani in una cittadina che si chiama Acireale, ma potrebbe essere Vigàta di Camilleri o Racalmuto di Sciascia; è vita vissuta che si fa romanzo per meglio operare una critica schietta alla nostra intera società (alla moda più di Voltaire, penso a CANDIDE, che di Kant prediletto dal professore catanese) dove l'incapacità, tanto abusivamente chiamata in causa da troppe bocche per non destar sospetto, non regge più come alibi alla prova del tempo e alla persistenza del danno. Infatti, la strategia della provocazione di disastri collettivi per incrementare il profitto individuale, sfruttando i labirinti della burocrazia, ha portato al progressivo crollo dei valori di civile convivenza: vale l'apparenza e non la sostanza, meno che mai competenza ed esperienza, il nome o il titolo altisonante, le illazioni e gli slogan come quello per cui la colpa dei nostri guai è imputabile ad altri fuorché a noi. 
Così si alimenta la cattiveria dei pavidi, degli invidiosi e degli inetti che, purtroppo, viene pagata da vittime innocenti, casuali, comunque estranee alle vicende che portano alla scellerata deflagrazione della serenità e del futuro. 
Per questo motivo, c'è bisogno più che mai di romanzi che non si limitino a fare leva su desideri e ansie represse, portandoci in mondi lontanissimi dalla realtà di tutti i giorni, soffocandoci di parole che mostrano soltanto l'edonismo e l'egoismo culturale dei loro autori; abbiamo bisogno di narratori come Vincenzo Maimone e di romanzi come SICILIA TERRA BRUCIATA e di editori coraggiosi e caparbi come i fratelli Frilli da Genova: perchè leggere è un piacere sottile e leggero che non addolcisce la realtà ma aiuta a viverla meglio, aiuta a tenere il cervello sempre ben inserito e attivo, aiuta ad essere persone e cittadini e uomini e donne più consapevoli dei nostri mezzi.

©2020 testo e immagine di Claudio Montini

sabato 1 agosto 2020

Buona notte al secchio e ai suonatori


Occhio alla penna...

di Claudio Montini
La bellezza non è solo negli occhi di chi guarda: ma anche negli occhi di chi è guardato, scrutato, osservato, studiato, considerato, più spesso per trovare un neo o un appunto o un dettaglio fuori posto, quasi mai per godere della energia immateriale che emana dagli occhi del soggetto stesso. Essi sono la porta d'ingresso e la spioncino da cui si vedono le correnti dell'anima, i suoi moti ondosi e la placida soddisfazione di essere giunti nel posto giusto, con la persona giusta al proprio fianco (e non solo a letto), per fare tutto quello che è giusto e bello e grandioso per sé e per gli altri che calpestano la crosta di questo pianeta. I nomi di battesimo non sono mai scelti a caso e portano con loro una traccia di quello che sarà il nostro cammino in questa valle di lacrime: gli altri elementi della mappa per la strada verso la felicità sono dentro di noi e nelle nostre mani, dipendono da noi e da quanto sappiamo amarci, da quanto siamo disposti a difendere la libertà della nostra anima e del nostro pensiero, indipendentemente dal fatto che si sia maschi o femmine.
Vale anche per le parole che i poeti e gli scrittori maneggiano con cura e delicatezza, che i politici e gli agitatori sociali brandiscono come clave o come armi bianche, che i poveri risparmiano perchè hanno imparato anche a risparmiare il fiato (tanto nessuno li ascolta), che in troppo danno e in troppo pochi hanno il coraggio di rispettare: il vento è pieno anche di tutte loro e di tutte ne fa coriandoli che sparge tra smog e fumo di stupefacenti e polvere da sparo esplosa.
Godiamo di ogni attimo poichè, come scrisse quel sovrano, del doman non v'è certezza: sebbene tra cielo e terra vi siano più cose di quante non ne immagini tutta la nostra filosofia, argutamente ebbe a ribattere il Bardo Inglese.

giovedì 9 luglio 2020

Gemelli-66: Genova di nuovo pugnalata alle spalle

Gemelli-66: Genova di nuovo pugnalata alle spalle: Oltre al danno, la beffa di Claudio Montini Genova è stata tradita un'altra volta, colpita alle spalle e sbeffeggiata a filo di l...

giovedì 14 maggio 2020