venerdì 3 luglio 2015

Terzo fiocco rosa sullo scaffale della bottega del parolaio

Prossima pubblicazione

in carta ed elettroni

 grazie a Youcanprint


Nel corso del mese di Luglio 2015, Youcanprint dovrebbe consegnarmi le prime dieci copie di questa terza antologia di racconti che ho composto negli ultimi due anni, dopo ASSENTARSI PER UNA MANCIATA DI MINUTI e BRICIOLE DI SOGNI NELLO SGUARDO.
Lo renderanno disponibile in tutta Italia in cartaceo e in numerose piattaforme per ebook; lo vedrete anche su amazon, google play e tanti altri: io spero che in voi scocchi la scintilla irrazionale dell'infatuazione per le bellissime immagini di Augusta Belloni che sono nella copertina allestita da Orazio Nullo, tanto da non perdere nemmeno un secondo ad ordinarlo e ad attendere trepidanti il suo arrivo tra le vostre mani o sui vostri terminali elettronici.
Quelle di Augusta Belloni, non sono fotografie o semplici fotoritocchi: sono opere pittoriche a tutto tondo, basate sui pixel certo ma anche ispirate dagli stati d'animo, dal gusto, dalla sensibilità di una pittrice che celebra la sua lotta alla malattia neurologica che l'ha colpita alle spalle, che vorrebbe piegarla in una vita grigia e dolente, che a volte trova idioti alleati persino in chi si fregia del titolo di dottore, ma che lei combatte con i colori dei suoi dipinti e delle composizioni fotografiche che pubblica anche su facebook. 
Ad Orazio Nullo, dico ancora grazie di tutto e dell'amicizia con cui mi sostiene nei momenti bui.
A voi che leggerete, viaggiatori immaginari come me, auguro ogni bene e vi ringrazio per l'attenzione.

Il parolaio lomellino  Claudio Montini

(c) 2015   Testo di Claudio Montini
(c) 2015  Foto copertina e grafica Orazio Nullo
(c) 2014  Augusta Belloni per le opere in copertina 

lunedì 29 giugno 2015

La più bella poesiad'amore che abbia mai letto: Davide Zardo insegue la notte

 Davide Zardo

 Io inseguo la notte



Io inseguo la notte
per non farmi scoprire
e avvolgerti la sciarpa del cielo
intorno al collo, coprirti le spalle
col mantello del buio, le stelle
collana ed orecchini, le lucciole danzanti
diamanti e brillantini, la luna sulla testa,
la festa silenziosa della terra.
Io combatto una guerra con la notte
per rubarla al mondo e donarla
al tuo sguardo
attonito e rotondo.



(c) 2015 Davide Zardo  per testo e foto. 

giovedì 25 giugno 2015

Sciopero dei giornalisti de "La Provincia pavese"

 Comunicato dell'assemblea di redazione de La Provincia pavese

mercoledì 24  e giovedì 25 non avete trovato in edicola il vostro giornale quotidiano, La Provincia Pavese, per uno sciopero di due giorni proclamato dai giornalisti delle tre redazioni di Pavia, Vigevano e Voghera. Le ragioni di questa protesta sono due: a luglio e a settembre usciranno dall'organico del giornale due colleghe che l'azienda non vuole sostituire, togliendo quindi di fatto due persone al gruppo di giornalisti che ogni giorno lavorano alla produzione del quotidiano locale. Come se non bastasse, l'azienda ha anche deciso, senza alcun confronto preventivo con la rappresentanza sindacale interna e senza un confronto con la redazione, di chiudere dal primo settembre le due redazioni distaccate di Voghera e Vigevano, portando tutti i giornalisti a quella centrale di Pavia in base a una logica di accentramento che noi non condividiamo.
Noi siamo contrari alla chiusura delle due redazioni distaccate perché per un giornale che copre un'area molto estesa e disomogenea come la provincia di Pavia perdere i presidi territoriali è un fatto estremamente negativo, allontana il giornale dalle proprie comunità di riferimento e allunga le distanze che dovranno essere coperte per essere tempestivamente sui luoghi dove accadono i fatti, le notizie che ogni giorno riportiamo sulla Provincia Pavese. L'assenza delle redazioni sul territorio significherà perdere i contatti con le persone abituate a passare al giornale per lasciare comunicati, lettere, fotografie (non tutti usano le mail e internet) e a raccontare le loro storie in un luogo dedicato, un territorio neutro per chi ha vicende particolarmente delicate da riferire.
La storia della Provincia Pavese è caratterizzata dalla sua vicinanza alla gente, al territorio, ai luoghi dove i fatti accadono; le notizie di più ampio respiro che alimentano il dibattito quotidiano sul giornale e sul sito internet si trovano soprattutto grazie alle relazioni personali coltivate dai colleghi che operano sul territorio, ai rapporti di fiducia che si creano negli anni, alla frequentazione dei luoghi delle città e dei Comuni coperti da queste due redazioni. La presenza capillare sul territorio è stata un'intuizione geniale di Carlo Caracciolo che volle i quotidiani locali del gruppo Espresso sempre più vicini alla gente. Certo i tempi sono cambiati, l'evoluzione tecnologica ha portato grandi novità nel mondo dell'informazione e il giornale cartaceo non è più l'unico strumento di dialogo tra le comunità di lettori. Ciò che non è cambiato è che le notizie locali, che siano poi riprodotte su carta o sul web, si trovano stando sui luoghi in cui possono essere scoperte.
Tutto questo grande patrimonio culturale e di esperienza professionale rischia di essere spazzato via da  una decisione drastica che noi riteniamo inaccettabile: siamo perfettamente consapevoli delle grandi difficoltà che la crisi economica ha prodotto anche sul mondo dell'editoria, ogni giorno raccontiamo sulle nostre pagine storie di persone che non ce la fanno più ad andare avanti perché le loro aziende hanno chiuso, perché hanno perso il posto di lavoro e hanno famiglie, figli da mantenere e non sanno come fare. Non solo ne siamo consapevoli, ma da tempo chiediamo una nuova organizzazione più efficiente del giornale, ma che garantisca ancora la presenza di reali presidi sul territorio.
Per questa ragione abbiamo scioperato, tolto le firme dal giornale e continueremo a protestare finché non si aprirà un confronto con  l'azienda su alternative alla chiusura che consentano alla Provincia Pavese di mantenere a Vigevano e a Voghera una presenza fisica importante.
Ci scusiamo per l'assenza del giornale dall'edicola e i mancati aggiornamenti del sito web e dei social network in questi due giorni
e confidiamo nella vostra comprensione verso la battaglia che stiamo combattendo per evitare che la vostra e nostra Provincia Pavese perda la propria identità di giornale veramente locale e vicino alla gente. L'assemblea di redazione della Provincia Pavese

 

A me è mancata, in questi giorni, LA PROVINCIA PAVESE e anche i suoi detrattori penso che abbiano provato lo stesso smarrimento, arrivati in edicola e trovatisi di fronte alla sua latitanza.
Pur con tutti i suoi difetti, ciascun pavese che sappia leggere, ogni volta che succede qualcosa nel proprio paese o nel proprio quartiere, bello o brutto che sia, corre a compulsarne le pagine anche per i solo gusto di contestarne la versione riferita.
E' una forma di orgoglio di appartenenza vedere il nome del proprio paese sul giornale o poter asseverare quanto si sa e si è riferito al proprio clan, compagnia o tribù o famiglia, con quello che è stato riportato su quelle colonne.
E' bello sapere di una festa o di una mostra o di una sagra o di un evento che accadrà dalle nostre parti attraverso un'articolo de LA PROVINCIA PAVESE.
Quando mi è capitata tra le mani, in province e regioni diverse da questa, mi si è allargato il cuore...per un'attimo, ho risentito aria di casa; per alcuni giorni, arrivò anche in caserma a Gorizia: erano i giorni del crollo della Torre Civica e lì mi sentii ancora più italiano, perchè i colleghi, specialmente della Bassa Italia (come l'avrebbe chiamata mio nonno Angelo, Cavaliere di Vittorio Veneto, Ragazzo del '99) quasi mi facevano le condoglianze...per quello che avevano visto in TV e avevano letto su quel "piccolo" quotidiano che arrivava da lontano...

Basket....che passione!

Grazie Sassari e Reggio Emilia! 

( anche se tifo Milano...)

Più basket per tutti!!

di Claudio Montini

Polonara (Reggio Emilia) e Logan (Sassari)
Ieri sera, il pubblico di Sassari, i giocatori di Reggio Emilia e Sassari, la terna arbitrale e il tavolo dei giudici, i telecronisti e il basket in generale e la Sardegna intera hanno dato una grandissima lezione all'Italia intera e al resto del mondo dello sport, tifoserie comprese. Grazie ragazzi, di Reggio e di Sassari e di RaiSport (Fanelli, Michelini, Pedrazzi, Dembisky e De Luca oltre ai cameramen, registi e tecnici delle squadre esterne impegnate). La partita non è stata tecnicamente esaltante, ma sul piano agonistico e dello spettacolo è stata palpitante, emozionante ed avvincente come un thriller.
Grande lavoro degli arbitri che hanno diretto l'incontro in mezzo a una bolgia infernale ( a volte non si sentivano i fischietti ); ma la professionalità di tutti gli attori, pubblico compreso, ha permesso di vedere una bellissima festa.
Grandi individualità di Sassari e spirito combattivo, con nervi saldi come predica il "mago Meo" Sacchetti; ottimi gli italiani di Reggio Emilia che, comunque, ha espresso un miglior gioco di squadra anche se dall'esito meno fortunato.

Buon basket a tutti, buona giornata Italia!


Testo (c) 2015 Claudio Montini
Foto: Goole Immagini/ il sussidiario.net 

mercoledì 24 giugno 2015

Letti&Piaciuti - NON E' STAGIONE di Antonio Manzini ed. Sellerio

Antonio Manzini

NON E' STAGIONE

2015  SELLERIO

 

Letti & piaciuti 

Radio Patela Magazine      

 

 

di Claudio Montini


Quando termini la lettura di un romanzo come NON E' STAGIONE di Antonio Manzini, edito da Sellerio, e resti piacevolmente stupito, sorpreso dall'ottima fattura e soddisfatto dalla brillantezza della prosa tanto quanto della trama agilissima, la banalità del commento è sempre in agguato ad ogni capoverso di frase e di pagina.
Infatti, al di là dei complimenti alla perizia dell'autore, la beatitudine che regala un'opera d'ingegno ottimamente confezionata è difficile da illustrare a coloro i quali si vorrebbe caldamente consigliare di seguire le vicende di Rocco Schiavone e compagni, vicequestore aggiunto della Polizia di Stato, romano de' Roma, spedito in servizio punitivo ad Aosta.
NON E' STAGIONE, edito da Sellerio, è il terzo episodio della saga ideata da Antonio Manzini, già attore e sceneggiatore diplomato all'Accademia d'Arte Drammatica, e viene dopo LA COSTOLA DI ADAMO e PISTA NERA.
Ad Aosta è primavera ma il cielo è in vena di scherzi, poiché un giorno accende i colori della natura e quello successivo li spegne piovendo o sciorinando una nevicata fuori tempo massimo.
L'andamento dell'umore e dei tormenti di Rocco Schiavone ne risentono e ci consegnano un uomo fragile e confuso, ma saldo nei suoi principi: su tutti l'istinto dell'investigatore di razza, la compassione per l'umanità dolente e la pervicacia nel perseguire i propri interessi, economici e sentimentali e professionali.
Ma la provincia più grande d'Italia,tra le pieghe delle montagne, non è l'insula felix che si sarebbe portati a immaginare: malaffare e malavita, con il corollario di usura e ricatti e riciclaggio di denaro sporco, hanno attecchito e prosperano come altrove coinvolgendo vittime innocenti.
Scompare una giovane liceale figlia di imprenditori edili che, dall'oggi al domani, ritrovano liquidità con cui escono da un periodo di crisi sull'orlo del fallimento.
Le indagini sveleranno quanto il rapimento della giovane altro non sia che un ricatto per ripagare il pegno dell'aiuto finanziario, ricevuto da canali non ortodossi; altresì riveleranno quanta meschinità e quanta ipocrisia condisca i rapporti umani in apparenza cortesi e civili: sarà una corsa contro il tempo che però darà buoni frutti, mentre il destino prepara un tiro mancino a Rocco Schiavone evocando un malvagio fantasma del passato che lo colpirà negli affetti più cari, quelli rappresentati dagli amici di Roma, che per sono più di una famiglia.
Si nota una consapevole maturazione dello stile narrativo di Antonio Manzini il quale, attingendo a piene mani dal mestiere imparato nel corso degli studi, costruisce e modella un racconto mai scabroso, mai melodrammatico o truculento ma innervato da una quota ottimale di tensione coniugata a un ritmo vivace, condito con gustose macchiette e profondo rispetto anche per i personaggi minori cui non manca mai di dare spessore umano e tratti indimenticabili; lo stesso rispetto lo riserva anche alla lingua, un italiano fluente ma non pedante colorito, solo dove è necessario, da accenti e inflessioni regionali evitando l'imitazione di Camilleri.
Entra un nuovo personaggio e la voce della coscienza e del ricordo doloroso chiede il permesso di andarsene, di essere lasciata libera di scivolare nell'oblio perchè “<<....i ricordi se ne vanno, amore mio. Giorno per giorno, tu magari non te ne accorgi ma se ne vanno. Quelli belli e quelli terribili. Se li ingoia la notte e si vanno a mischiare coi ricordi degli altri. Non li ritrovi più, neanche se ti impegni. Fino a quando anche tu diventerai un ricordo. E allora sarà tutto più facile.>>... Lupa vuole scendere. Si sgrulla, si fa una corsetta... Abbaia con voce tenera e acuta. Torna da me. Scodinzola e storce la testa... Lupa vuole la pappa.”
E' Marina che parla: la moglie morta al posto suo come Adele, la compagna dell'amico Sebastiano, da lui ospitata ad Aosta affinchè l'amico la venisse a cercare e rimettesse sui binari giusti la loro lunga storia d'amore: entrambe si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato e Schiavone non se lo è perdonato e non se lo perdona perdendo ogni gusto per la vittoria dei buoni sui cattivi.
Però arriva Lupa, la cagnolina meticcia trovata dall'ispettrice Rispoli nel corso delle ricerche della ragazza rapita, la quale, come solo i cani sanno fare, elegge (nel senso più latino del verbo) Rocco a suo padrone e capo branco; lui, a sua volta, ricambia immediatamente tanto affetto e la battezza da romano verace qual'è perchè “<< Quando un cane ti trova, lo devi tenere. Non è mai per caso se nella vita ne incroci uno. Te lo manda qualcuno.>> come dice Schiavone al questore Andrea Costa.
Sarà lei a interrompere la deriva nichilista e depressiva del vicequestore vedovo inconsolabile che prende la vita a morsi, accontentandosi degli avanzi che trova sulla tavola della vita per non chiudere il bilancio col passato e passare oltre, aspettando invece un colpo di malasorte che chiuda il suo fascicolo definitivamente?
Lo saprò e lo sapremo col prossimo episodio della saga di Rocco Schiavone, vicequestore romano in esilio alla questura di Aosta: per ora godetevi, così come me lo sono goduto io, NON E' STAGIONE di Antonio Manzini edito da Sellerio editore in Palermo.


Testo: (c)  2015    Claudio Montini 

martedì 23 giugno 2015

Laumellum 2015 - Domenica di festa - VideoKlaut66


                                                       

Dedicato a chi non c'era,
ma avrebbe voluto esserci!

Riprese di Orazio Nullo
Regia di Claudio Montini

Da alcuni anni, si ripete nel centro storico di Lomello (Pavia) la festa medievale per le nozze della regina longobarda Teodolinda con il duca di Torino, da lei scelto per essere associato al trono e nel governo del regno longobardo in Italia alla fine del VI secolo d.C.
Il video, che vedrete in collegamento con youtube, è stato realizzato con le immagini di Orazio Nullo e montato da Claudio Montini.
Per tutte le altre informazioni, per eventuali gite e visite guidate andate su www.prolocolomello.blogspot.com.

di Claudio Montini (c) 2015 e VideoKlaut66