domenica 29 dicembre 2024

Maria - di Andrea Stefanet - Visti, ascoltati & piaciuti!!

musica e parole di Andrea Stefanet
commento di Claudio Montini
Eloquente, struggente, stupefacente per l'efficacia e la semplicità e la purezza del suono e del messaggio che veicola e di cui è permeata: in parole povere, arriva dritta e dirompente a quell'angoletto di cuore che ancora ci definisce come esseri umani senzienti e sensibili al dolore, all'ingiustizia, alla fatica di vivere altrui. Non potrà cambiare il mondo perchè le canzoni o i poeti o i narratori non ci sono riusciti mai, è un dato di fatto storico: ma, ne sono certo, cambierà la percezione dei problemi di cui si fa portavoce, la nostra percezione dico, acuirà la nostra empatia e ci spingerà a non voltarci dall'altra parte, prima o poi, spingendoci a chiedere "perchè?" e a domandare, a chi di dovere, di fare qualcosa per risolvere tutte le questioni annose e spinose in una piccola "Maria" possa mai trovarsi coinvolta. Non conosco il futuro, non saprei nemmeno dire come e quale sarà il mio domani ma, fin dal primo ascolto, ho pensato con terrore che potrebbe essere mia figlia anche se di figli non ne ho: ora so, grazie a questo brano elegante, pulito, potente dal suono limpido e per niente scontato o lasciato al caso, che non voglio che accada ancora, che un altro angelo di nome "Maria" corra dal mare incontro alle stelle per colpa di una pistola, o di un missile o un cinico trafficante di esseri umani. Grazie, Andrea Stefanet e grazie a tutta la squadra di amici e collaboratori che ha realizzato questo brano che ha dato voce a ciò che non sarei riuscito mai a dire.

©2024 Testo di Claudio Montini ©2024 Musica e parole di Andrea Stefanet condivise dal profilo Facebook

domenica 22 dicembre 2024

Letti & Piaciuti: RITRATTI DI LOMELLINA (Lomellibro editore, 2024) di Alba Mor Stabilini con le poesie di Marco Feccia

 UNA SALUTARE INIEZIONE DI SOGNI E UMANITA'

di Claudio Montini

Ci sono libri utili e libri necessari: i primi sono manuali e ricettari, saggi storici e rendiconti di viaggi in terre lontane o guide turistiche sotto mentite spoglie, autobiografie non richieste e celebrazioni non autorizzate, cataloghi vari ed enciclopedie.
Vagliati questi, restano e avanzano i secondi, gli altri, quelli che non si inquadrano nelle categorie già citate, quelli che decollano dalla realtà o dalla cronaca per mezzo della finzione per volare sopra e attraverso le miserie e le gioie umane grazie alle ali della fantasia per registrare, per fissare, per fotografare dettagli e pose e dati che, altrimenti, si perderebbero nel corso dell'evoluzione della coscienza collettiva di un popolo e dei territori in cui esso risiede e vive. 
RITRATTI DI LOMELLINA (Lomellibro editore, 2024), scritto e composto da Alba Mor Stabilini con il contributo affatto trascurabile delle intense poesie di Marco Feccia, è un libro necessario senza “se” e senza “ma” perché, come chiosa Davide Zardo (giornalista de L'Araldo lomellino e poeta nonché narratore a sua volta) nella prefazione, è un viaggio dell'anima in una galleria di ritratti in stile impressionista dove pennellate di luce rendono irrilevante la meta in favore delle persone che si incontrano lungo il cammino: infatti gronda di umanità vera, vissuta, riscontrabile, percepibile e plausibile e apprezzabile anche in un lembo di Lombardia e d'Italia considerato, da sempre, marginale, secondario, periferico e irrimediabilmente rustico.
Si tratta, a dire il vero, di un'antologia di racconti e poesie ambientate nella parte occidentale della provincia di Pavia, la Lomellina appunto, in cui, questa è la cosa nuova e notevole e meritevole di attenzione, le une convivono e collaborano e cooperano armoniosamente con gli altri nel rendere necessaria tanto l'esistenza quanto la missione di RITRATTI DI LOMELLINA: le tredici narrazioni di Alba Mor Stabilini sono efficacemente contrappuntate e arricchite dai componimenti di Marco Feccia i quali, fondendo naturalismo e spiritualità in modo essenziale ma potentemente evocativo, riverberano e sottolineano la cura e l'intensità, la scorrevolezza e la chiarezza che rendono assai godibile l'intero testo a qualsiasi tipo di lettore.
Nulla è fuori posto, nulla è eccessivo o troppo cerebrale, da specialisti per così dire, nulla è lasciato al caso: infatti, tanto Alba Mor Stabilini quanto Marco Feccia , danno prova di sapere perfettamente che il racconto così come la poesia sono strumenti letterari e divulgativi assai delicati e potenti, solo in apparenza semplici da maneggiare, eppure implacabili e complessi quanto un romanzo.
Sono affascinanti macchine per produrre qualcosa di bello per gli altri, per sé stessi, per essere riconosciuti e ricordati non come numeri da mettere in colonna ma come molecole composte di sogni e di umanità, uniche e indispensabili al buon funzionamento del mondo. 
RITRATTI DI LOMELLINA (Lomellibro editore, 2024) di Alba Mor Stabilinicon le poesie di Marco Feccia e la prefazione di Davide Zardo, è una iniezione di umanità necessaria a liberarsi dalle scorie neorealiste e ideologiche, essendo composta della stessa materia di cui sono fatti i sogni poiché capace di portare il lettore tra cielo e terra, dove allignano tutte quelle cose che nessuna filosofia sarà mai in grado di comprendere ma che rendono la vita degna di essere vissuta.

©2024 Testo e immagine di Claudio Montini 

martedì 3 dicembre 2024

Le parole e i colori per dire: "Mai più vite recise!"

 

Tinte forti per dire: "basta!"

Il vento di scirocco
di Claudio Montini


Il vento di scirocco
agita il mio ciuffo,
mescola vano e sciocco
con la voglia di un tuffo
in un mare di tinte
forti, squillanti e decise
per dire, finalmente,
“Mai più vite recise!”

Usciremo dall'emergenza,
sì, un giorno, prima o poi:
devi avere pazienza.
Oltre il ponte degli eroi,
c'è il viale dei ciliegi
perennemente in fiore:
lì non hai privilegi,
se non hai dato amore
chiedendo in cambio nulla
se non la stessa uguale
evanescente bolla
che vola e non fa male.

Chiamami col mio nome:
saprò farmi notare,
senza pensare al come.
Basterà fischiettare
quella vecchia canzone
che ha aperto gli occhi
all'intera nazione
piegata sui ginocchi,
stremata dalla guerra.
Con le ciglia asciutte,
i piedi piantati a terra,
canterò per tutti e tutte.

Il vento di scirocco
agita il mio ciuffo,
mescola vano e sciocco
con la voglia di un tuffo
in un mare di tinte
forti, squillanti e decise
per dire, finalmente,
“Mai più vite recise!”

Io sillabo a matita,
su bianchi dorsi intonsi
già usati e a fine vita,
sogni ma non responsi
di oracoli o versi criptici,
soltanto per diletto,
senza scopi pratici
se non donare affetto.

Il vento di scirocco
agita il mio ciuffo,
mescola vano e sciocco
con la voglia di un tuffo
in un mare di tinte
forti, squillanti e decise
per dire, finalmente,
“Mai più vite recise!”

©2024 Testo di Claudio Montini (inedito)
©2024 Immagine di Rosalba Conte condivisa dal suo profilo Facebook, per gentile concessione