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domenica 10 novembre 2013

Castello Visconteo Pavia

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giovedì 3 ottobre 2013

Ivano Fossati - "Mio Fratello che guardi il mondo"

dedicato ai lampedusani e ai fratelli che non hanno potuto salvare dal mare e dalla cattiveria di pochi mascalzoni

sabato 21 settembre 2013

Oggi è anche san Matteo....

MINUTO DI SOSPENSIONE






Dio creò il mondo e ci mise dentro l’uomo perché si annoiava parecchio: non c’era cantuccio dello spazio e del tempo di cui ignorasse vita, morte, miracoli e che non gli obbedisse ciecamente.
Col genere umano si divertì fin dal principio: più l’istruiva circa il bene e il male, più quello faceva di testa sua, sbagliando con precisione chirurgica; anzi, pareva che l’istinto per l’errore l’avesse nel sangue, come i suoi piccoli hanno la calamita per le sculacciate.
Se l’avesse sculacciato all’epoca della mela, gli sarebbe toccato di ricostruirlo e non è il tipo che faccia due volte gli stessi errori; così fece l’offeso per qualche secolo e si limitò a cacciarlo di casa, obbligando la progenie dell’uomo al giogo del dolore, della paura, della fatica di vivere.
Ma questa si adattò, imparò e si moltiplicò, senza mai dimenticare quella favolosa età in cui non esistevano nemmeno le parole per identificare le tribolazioni: ancora oggi, fa di tutto per ritrovare e ricreare quelle condizioni, talvolta ricorrendo a metodi non del tutto privi di effetti collaterali.
Così ci ritroviamo, ogni giorno che manda in terra, con ingiustizie, soprusi e sperequazioni varie: infatti, preso singolarmente, l’uomo sarebbe pure una bestia intelligente e ragionevole, ma già quando sono solo in due, diventa una razza più devastante d’un esercito di cavallette.
Però, ogni pazienza ha un limite: così Dio, per ricondurre l’indisciplinata creatura sulla retta via per il paradiso perduto, scudiscia e bastona quella che si crede la prediletta, fatta a sua immagine e somiglianza, sbagliando sovente puntamento e tiro dei suoi strali scavando, così, un solco ancora più profondo tra terra e cielo.
Una frattura difficile da saldare perchè andava riempiendosi di incredulità e diffidenza.
Era quello che pensava tutto il paese: il giorno in cui accadde la disgrazia, i primi che appresero la notizia; il giorno del funerale, quelli che non riuscirono a entrare in chiesa e riempirono il sagrato, compresa piazza Brugnatelli; tutti gli altri che, nei giorni successivi, guardando i propri figli, non poterono fare a meno di provare a mettersi nei panni dei genitori del ragazzino.
Era quello che pensava il fante Poletti, che aveva appoggiato il moschetto mod. 91 alla cuspide di travertino dalla parte del proclama del generale Diaz ( quello che annunciava la fine dell’unica guerra mai vinta e che lui, con troppi altri, non aveva potuto festeggiare ).
Era quello che pensava anche Italia, che s’era tolta la corona turrita e aveva gettato l’elmo di Scipio, lasciando che il magone soffocato nelle pieghe del bronzo si sciogliesse, quella notte, in un abbraccio e in lacrime sulla giubba del soldato, di cui, alla luce del giorno, vegliava l'agonia e rendeva grazie eterna per il sacrificio suo e dei suoi fratelli uniti dal tricolore e dalle stellette.
Paolo, sceso per primo dalla sua nicchia, era in vena di facezie e provò a fischiettare un motivetto d’un tale, un musicista caraibico, che viaggiava su una nuvoletta azzurrognola e dall’aroma molto pungente.
Pietro, che era del medesimo umore di quel giorno che parevano essere scappati tutti i pesci dal lago di Tiberiade, proprio quello in cui si presentò il Nazareno che voleva farsi un giretto in barca, come se non avesse niente di meglio da fare, guardò l’apostolo delle genti come se volesse incenerirlo: mettersi a cantare No Woman no cry, stonato com'era, suonava più d’un oltraggio al pudore verso un sentimento di madre, per quanto simbolica e surrogata che Italia potesse essere.
Era una cattiveria gratuita e non volle trattenersi.
<< Certo che, a te, la caduta sulla via di Damasco deve aver procurato dei danni davvero gravi. Dimmi un po’, la testa l’hai battuta più forte allora o quando te l’hanno spiccata dal collo, a Roma, lungo la via consolare? >>
<< A te, invece, va sempre così in fretta il sangue alla testa perché, per farti perdonare dal capo, ti sei fatto crocifiggere a testa in giù ? >>
Questo era un colpo davvero basso.
Pietro ci rimaneva ancora male per quella faccenda e Paolo lo sapeva bene, ma era l’unico modo per troncare di netto la discussione: infatti il pescatore si chiudeva in un silenzio imbronciato, che era l’unico modo che conoscesse per trattenere le lacrime, ora come allora.
Sebbene si fossero chiariti, col Nazareno, lo sentiva ancora nelle orecchie quel gallo cantare tutte le volte che, tanto in cielo quanto in terra, si rammentavano i fatti di quei giorni: ancora si vergognava e si sentiva indegno d’essere stato scelto per essere a capo della comunità di coloro che, pur non avendo visto e toccato come Tommaso, avevano creduto alla buona novella.
Italia ora aveva gli occhi asciutti e, avuta la muta approvazione del fante Poletti, lasciò le sue braccia per andare incontro ai due bisbetici vegliardi con l’aureola.
Aveva visto troppe ingiustizie compiersi in nome di Dio, del re o di chiunque altro si arrogasse il diritto di elevarsi sugli altri suoi simili e dettare loro legge, da parte di ogni pusillanime invasato che fosse passato per le terre cui lei dava il nome, per non cogliere al volo l’occasione di domandare spiegazioni a chi, almeno Dio, l’aveva visto in faccia.
Credeva alla fortuna piuttosto che al destino, credeva ai principi dell’azione e della reazione piuttosto che alla giustizia, umana o divina che fosse, credeva al tempo che passa facendo come più gli piace e smussa gli spigoli della Storia.
Non accettava il fatto che fosse la morte l'unica soluzione, l’unica punizione efficace, l’unica lezione per cambiare, per maturare, per rinnovarsi: meno che mai quando si trattava di un ragazzino con tutta la vita davanti da vivere, da scoprire, da sbagliare e da ricominciare.
Stava per rovesciare addosso ai due campioni della fede e del martirio, tutti i dolenti dubbi che la gente macerava in cuore ma non era stata capace di consegnare alle parole di una preghiera, nonostante fosse straripata dalle vie del paese sulla piazza per riempire la chiesa dove molti non avevano trovato posto, per abbracciare lo sgomento dei genitori, per avere un segno dal cielo che aveva voluto con sé la madre delle madri, Maria, il medesimo cielo che li aveva scampati, secoli prima dalla grandine e dalla carestia.
Era pronta a farlo ma si bloccò come se fosse testimone e protagonista di un miracolo, pur essendolo già lei e il fante Poletti, Pietro e Paolo.
Era mezzanotte da un minuto, tutte le strade del cielo e della terra erano accese, ma il creato non l’aveva mai saputo, non lo sapeva, non l’avrebbe mai saputo.
Era un regalo di Dio per non soffocare la speranza, per dare una risposta, quasi consolatoria, all’ultima domanda: immobilizzava il tempo e lo spazio affinché i piani paralleli della vita si toccassero e si facessero, reciprocamente, coraggio per continuare il cammino nel giorno appena iniziato.
Italia se ne era dimenticata, presa com’era dal dolore di avere perduto un altro figlio per futili motivi; Pietro, Paolo e il fante Poletti, che avevano usufruito di quel dono, ciascuno a suo tempo, sorrisero al nuovo venuto.
Il ragazzo venne spingendo il suo scooter e scese issandolo sul cavalletto; carezzò il viso di Italia, giusto per asciugarle una lacrima impertinente che aveva attraversato la guancia: poi parlò a tutti loro.
<< Il mio tempo non è più il presente e nemmeno il futuro: il mio tempo è l’imperfetto.
Vi confesso che, sulle prime, non ero affatto contento di questo mio nuovo stato.
Io volevo solo fare un giro in moto, provarla a manetta, prima di ritornare sui libri a sforzarmi di riempire la testa di tutte quelle noiose nozioni.
Non me l’aspettavo che accadesse proprio a me, non l’avevo chiesto né voluto: avevo una vita davanti e avevo anche trovato con chi condividerla.
Poi, dopo il buio, seguendo nella luce una voce che chiamava il mio nome ho visto ogni cosa di me, della mia storia, del mio posto in un disegno più grande cui anche io avevo dato qualcosa per realizzarsi.
Allora, ho capito tutto.
Sono in pace con quel che resta di me e con quel che è stato reso a chi mi inviò tra le braccia dei miei genitori. >>
Si interruppe, abbassando lo sguardo attraversato da ansia d’essere creduto e mille altri pensieri; riaccese il sorriso e proseguì con dolcezza.
<< Già...i miei genitori...proprio adesso che avevamo trovato il modo di comunicare.....
Chissà se, in questo primo minuto del nuovo giorno, staranno facendo l’amore.....
Anche solo per consolarsi, per farsi coraggio a vicenda, per aiutarsi ad aspettare senza troppa malinconia il giorno in cui ci ritroveremo.....
Bene, vorrà dire che entrerò in punta di piedi nei loro sogni e lascerò poche parole che sciolgano il dolore!
Chiederò loro di preparare una stanzetta nel cuore per tutte le volte che potrò tornare, perché il cielo è grande ma non abbastanza per contenere il nostro amore, infinito come questo minuto che avvicina la valle di lacrime alla luce della verità e della vita.
Scusatemi, ora dovrei andare..... >>
Così, spinse giù la moto dal cavalletto e scomparve lungo la discesa che digradava fino al bivio che, a sinistra, portava a quella che era stata casa sua.
Piazza Brugnatelli, si svuotò in un’istante: Pietro e Paolo ripresero posto nelle loro nicchie a lato del portone della Chiesa dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo; Italia riprese ad assistere all'ultimo respiro del valoroso fante Poletti sul Carso insanguinato e liberato dall’austriaco invasore.
Una folata di ponentino accarezzò le fronde dei castagni vicini al monumento, rimettendo in moto l'universo e le lancette del campanile.

Dedicato a Cinzia e Davide e Matteo Brigliadori, che non ho conosciuto, ma che vive anche lui nel mio cuore.

(c) Claudio Montini 2013  da  BRICIOLE DI SOGNI NELLO SGUARDO - racconti  - Yocanprint Edizioni

Foto di Davide Brigliadori e Paolo CBR Milanesi 



sabato 31 agosto 2013

I'm still loving you

SETTEMILA GIORNI

Sciolgo i pensieri nell’inchiostro,
Aspetto che combaci ogni incastro:
Riverso sulla carta un’alchemica cantilena,
Affidando a un’idea antica il sollievo della pena.
Settemila giorni passati e persi,
Adulti invecchiati in modi diversi,
Riproviamo a raccogliere i cocci sparsi,
Amici maturi che vogliono solo aiutarsi.
Saliremo insieme la cima giusta:
Ad aspettarci troveremo amici in festa.
Rivedremo chi è partito troppo presto:
Allagando di gioia pura il cuore e ogni gesto.


da " LA STRATEGIA DEL GLICINE "  
www.lulu.com (c) Claudio Montini 2012   
foto Sara Lugani with kindly permission

giovedì 22 agosto 2013

Citazione





Aforisma della
buona notte

di Davide G. Zardo 





 Foto di acomearte.blogspot.com


Quando cala la sera, rimani da solo con i tuoi pensieri....e loro se ne approfittano!!!

Buona notte da Claudio Montini e Orazio Nullo

giovedì 15 agosto 2013

Passata la festa, gabbato lu santo!


Fortuna e destino barattano sorti di cose umane:
Epifania scalza e svestita che accorcia giorni di sole.
Riempiamoci le tasche del cuore di vino e calore:
Rimpiangeremo, col gelo, i baci negati a stelle cadenti.
Ascende, al cielo d'oggi, la madre al mistero obbediente
Guadagnandosi il premio e il primato per la sua fedeltà:
Ogni commento è superfluo per chi la pace l'ha già.
Siate voi stessi, amate a più non posso, fate ciò che volete: 
Tutti i comandamenti conducono a questo solo, unico
Ordito senza tempo steso sulle trame dell'universo creato.


testo:  claudio montini  (c) 2013  inedito       foto dal blog " A come Arte ". blogspot.com

mercoledì 14 agosto 2013

Mermorandum


Corrono le lancette e la verità è lontana.
Hanno spento i riflettori e siamo soli:
Intanto il buio protegge un'assassino
Astuto, spietato, freddo e senza volto.
Riposeranno le coscienze di questa storia
Allorquando sapremo nome e movente.

Dedicato a Chiara Poggi  

Claudio Montini            inedito           (c) 2013   foto dal blog "A come Arte"/blogger.com

venerdì 26 luglio 2013

Senza passato e senza futuro

Seconda Puntata


Nel buio della noia, sei stata il lampo che ha illuminato le macerie di una vita parcheggiata su un binario morto, senz'altra ambizione di attendere l'esito degli eventi.
Ero malato, morto senza essere steso eppure respiravo ancora: ma lasciavo che le ore e i giorni scivolassero addosso alle mie membra, sperperando il tempo e le meningi inseguendo rimorsi e miraggi stantii.
Credevo di essere caduto in un pozzo senza fondo e senza luce, dalle pareti viscide: complice una convalescenza lunga che mi costringeva all'inattività, la mente libera dalla fatica dei muscoli cercava disperatamente di evitare quei bilanci che, dopo nove lustri in questa valle di lacrime, è naturale stilare.
Naturale fino a un certo punto: ora mi rendo conto che deve trattarsi di masochismo congenito ai bipedi umani, diretta conseguenza della dittatura della ragione a scapito di istinto e sentimenti, non senza la complicità di tutte le parole che conosciamo votate ad alzare confortevoli e confortanti cortine fumogene.
Dopo tanto correre e faticare, il caso e il mio corpo, insospettabilmente fragile, mi avevano costretto ad avere tempo per fare il punto della situazione, senza rimandare, distogliendo lo sguardo dal domani e rivolgendolo alle regioni inesplorate del mio cuore e ai misfatti compiuti nel passato: mi dovevo occupare di tutto quanto avevo deliberatamente ignorato.
Non tanto per certificare la mia mediocrità, quanto per trovarne una via d'uscita. 

Seconda puntata


giovedì 25 luglio 2013

Lavinia e l'arte bianca

L'acqua, il lievito e l'olio si fondono
Abbracciando la candida figlia del grano.
Viene su dal mare e scende dalle colline
Il sentore del sale che insaporisce la pianura.
Nell'antro dal cuore rovente, fuoco di brace
Indorerà, all'impasto, la sua livrea fragrante
Allettando il gusto con prelibate promesse.

martedì 23 luglio 2013

Il ponte di ferro edizione 2013

Accompagnati da una versione strumentale e jazz di " Bridge over trouble water " ecco un mio nuovo video

sabato 13 luglio 2013

Senza passato e senza futuro

Senza passato e senza futuro  

Prima puntata
Davanti al Giudice Ultimo, mi chiederanno se ho capito che cos'è l'amore, prima di pesare quello che ho dato e quello che ho ricevuto.
Lì non avrò possibilità di perdono o di appello perchè leggeranno la risposta dentro al mio cuore; le mie parole da sole non basteranno a coprire le mie intenzioni, le mie illusioni, i miei inganni.
Sarò nudo e trasparente come acqua di sorgente; sarò sincero come il vino che scalda le vene e scioglie le parole; sarò tranquillo e sicuro come un sentiero inondato dal sole e dal vento tra le guglie dei monti, con la neve scintillante ed eterna a incoronarli.
Allora io dirò con voce sicura il tuo nome, troverò parole nuove e inaudite per descrivere e testimoniare tutto il bene che hai saputo fare, come un miracolo che sana e resuscita e moltiplica la vita.
Canterò il tuo nome, i tuoi baci e le tue carezze ma anche l'idea e il pensiero di te che mi è bastato a ritrovare la gioia di vivere, di aspettare con piacere un nuovo giorno solo per poterti sentire e immaginare al mio fianco.

Prima puntata  

venerdì 5 luglio 2013

Diario del capitano

Sono solo, in mezzo a un deserto e senza bussola.
Il cielo è vuoto e sordo ma il tempo scorre imperterrito.
Sono sul ciglio e guardo giù,
Ma ho comunque paura di precipitare
Sono dentro di me e vorrei avere il coraggio di farmi male,
Di restituire questa vita ogni giorno più inutile.
Perdonatemi, non sono più in grado di sperare. 

giovedì 4 luglio 2013

Luglio col bene che ti voglio.....

Autopubblicazione...........
                                                                                     Disponibile in cartaceo e 
                                                elettronico (ebook PDF )
www.youcanprint.it    orazionullo@gmail.com

sabato 8 giugno 2013

Analgesico spirituale



Analgesico spirituale

08 giugno 2013


Cantare per scacciare i fantasmi,
Le ombre che tramano alle spalle,
Attraversando stanze sconosciute:
Un'abitudine che non ho mai smesso.
Dolori adolescenziali e cotte giovanili
Impastate a cocci di sogni in frantumi
Oggi strozzano anche l'ultimo filo di voce.

Confesso che non vedo salvezza nè luce;
Lotto, tuttavia, per non scivolare nel buio
Abisso che nascondo dietro lo sguardo.
Una tenerezza piccina aiuterebbe assai più
Della tua fredda indifferenza che scambi,
Invece, per muta ma vuota solidarietà:
Ogni tuo sforzo è solo un'atto dovuto. 


Testo Claudio Montini  (c)2013
Foto  Orazio Nullo       (c)2013

domenica 2 giugno 2013

Il mare a quadretti

Ludovico il Moro diede la benedizione alla coltivazione del riso in queste lande ai confini del suo dominio: ne decretò anche la fortuna dei posteri a lui che si susseguirono nello sfruttare questa terra gia ricca di boschi e di selvaggina.

giovedì 25 aprile 2013

Foto






Foto da .....

Cortile di Casa

Orazio Nullo per VideoKlaut66

domenica 31 marzo 2013

Decima puntata - Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma

Alla ricerca della pietanza perduta       di Parmigiano Gionata & Bruno Speck - Decima puntata


Le nuove regole della casa furono accolte con grande sollievo tanto dal popolo della credenza che da quello del frigorifero.
Nessun prodotto sarebbe stato bandito o eliminato, ma tutti sarebbero stati ridimensionati e diversamente abbinati tra loro.
La bilancia di casa acconsentì a concedere una tregua nello stato di agitazione: si trattava di una grossa apertura di credito nei confronti dei bipedi, che davano l'impressione di aver intrapreso una seria campagna di decrescita.
Poche regole applicate ai piatti di tutti i giorni, facili da tenere a mente e da seguire con regolarità: non c'erano tabelle o programmi da seguire a tutti i costi perchè l'arbitro, preposto a fischiare i falli e sanzionare i comportamenti irregolari, era la coscienza personale e l'amore ritrovato per sè stessi.
Quando si ama, l'imperativo categorico che chiama a raccolta tutte le nostre forze è donare benessere e felicità all'oggetto del nostro amore: è una missione in cui la coscienza si libera dell'istinto e sferza ogni trasgressione.
Abbiamo già tutto nelle nostre mani e nel nostro animo, dobbiamo solo scegliere cosa fare.
Da tempo cercavano fuori sostegni, consigli, idee, sostanze e prodotti e pietanze che potessero ridare la felicità e la salute; credevano che esistessero pietanze perdute che, per miracolo, saziassero il corpo e rinfrancassero lo spirito senza danneggiare il giro vita e il resto dell'organismo: poveri bipedi illusi, esemplari lampanti di homo sapiens sapiens solo sulla carta non si rendevano conto di avere a portata di mano ogni soluzione.
Dunque, la pietanza perduta, miracolosa perchè in grado di saziare lo stomaco e l'anima senza nuocere al giro vita, non esiste:  una combinazione di fattori e di alimenti che ogni giorno accompagnano la nostra vita sono i soli a determinare la nostra salute.
Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma: tre secoli e oltre fa, forti di questa idea, alcuni bipedi si convinsero della capacità di trasformare il piombo in oro e fallirono; tuttavia, aprirono la strada a una nuova forma di pensiero che, applicata alla storia che vi abbiamo raccontato, ha prodotto risultati superiori ai precedenti "metodi" e, in ogni caso, tangibili.
La riorganizzazione dello stile di alimentazione, concernente la regolarizzazione degli apporti e la riduzione anche massiccia di alcuni componenti, dopo un'anno di applicazione ha portato alla perdita di quattro taglie nei vestiti, una decina di chili di peso corporeo e altrettanti centimetri nel giro vita.
Il tornare a ballare dentro ai vestiti e a indossarne altri che erano irrimediabilmente stretti è la migliore soddisfazione per ogni persona di un certo peso.
A onor del vero, il monitoraggio costante e le visite di controllo a cadenza bimestrale hanno evidenziato alti e bassi nel percorso verso la decrescita felice: ma la puntuale indicazione delle correzioni da apportare, l'atteggiamento empatico verso il paziente della dottoressa e le altrettanto puntuali rilevazioni del diario alimentare incoraggiano un cauto ottimismo per il futuro, spronando a non adagiarsi sui già buoni risultati del passato.
Se la ricerca della pietanza perduta può dirsi conclusa, non così il cammino verso la decrescita felice e la salute che vien mangiando: è un cammino che non si compie da soli ma con validi amici, come l'esperienza di chi studia queste cose e la volontà di chi l'affronta a volersi bene... per piacere e per piacersi!

Gionata Parmigiano     -  D E C I M A   P U N T A T A  -     Bruno Speck

Grazie alla dottoressa Maria Chiara Villa specialista in Scienza della Nutrizione per i suoi consigli 
Grazie a Orazio Nullo per la scelta delle immagini di tutte le puntate




domenica 24 marzo 2013

Nona puntata - L'ora del dilettante è finita

Alla ricerca della pietanza perduta   di  Parmigiano Gionata & Bruno Speck

La nutrizione è una scienza che si avvale degli apporti di molte altre scienze, tra cui anche la matematica, ma non è esatta come quest'ultima: infatti non contempla l'invarianza dei fattori ma nemmeno ammette la sufficienza che si usa agli sforzi dei dilettanti.
Essa si basa e si muove lungo linee dettate da un ottica più complessa di quanto non appaia: in un'eccesso di euforia, se preferite di follia, si potrebbe definirla anche figlia del principio di indeterminazione, caro alla meccanica quantistica, poichè si sforza strenuamente di ritrovare e ricreare gli equilibri ottimali tra gusto, salute, benessere e necessità fisiologiche della complessa macchina umana.
L'equilibrio tra tutti questi concetti si concreta in quello che si chiama stile di vita.
Gli appunti, che si riportarono a casa i due bipedi, erano suggerimenti di comune buonsenso per rimettere ordine e ridare regolarità al consueto modo di condurre le proprie esistenze.
Questo era il succo del messaggio che aveva affidato loro la dottoressa e del compito che lei e lui, in particolare, si erano assunti incamminandosi lungo la via della decrescita felice di peso.
Capisaldi imprescindibili erano la regolarità dei pasti e l'alternanza delle pietanze abituali, riducendo l'incidenza dei salumi e dei formaggi, anzi, prevedendo il principio di esclusione; la riduzione del pane in relazione alla presenza della pasta; evitare bevande gasate e alcolici; prevedere merende a base di frutta e contemplare la presenza della verdura in ogni pasto; non saltare pranzi o cene e abituarsi a contenere le porzioni e a evitare fuori pasto; concedersi pochi fritti e pochi dolci e priviligiare il pesce anche in scatola, tanto per variare;
era importante che fosse rispettata la sequenza primo-secondo-contorno-frutta e quella colazione-pranzo-cena intesa come veri e propri momenti di distacco da ogni attività, come momenti di relax.
Le patatine fritte in sacchetto formato maxi, da autogrill, i tarallucci pugliesi a ogni ora del giorno e della notte, le noci di grana padano o di reggiano per puro sfizio del tipo " la buca l'è no straca, s'l'è no bruta ad vaca" e i tranci di focaccia al formaggio erano banditi.
Un gelato ogni tanto e una pizza fuori casa erano tollerati solo perchè non si doveva, parola di dottoressa, mortificare eccessivamente l'amor proprio ma indurlo a ripigliare vigore perchè ci  spingesse gioiosamente alla meta del calo di peso.
Le strade per l'inferno non avevano più bisogno di buone intenzioni: erano già state lastricate a sufficienza e l'ora del dilettante era finita.



giovedì 21 marzo 2013

Ottava puntata - Ci sono due modi per fare le cose

Alla ricerca della pietanza perduta    di Parmigiano Gionata & Bruno Speck

Se il metodo d'indagine della avvenente e garbata dottoressa, lo riportava ai tempi spensierati della prima giovinezza, in cui si barcamenava tra l'epistemologia socratica e il calcolo infinitesimale cartesiano, incalzato da Cicerone e Cesare pugnace in trasferta e in casa, l'autopsia delle sue abitudini alimentari, punteggiata da espressioni del viso eloquenti quant'altre mai e dalla meticolosa raccolta di appunti, lo costringeva a fare i conti anche con la sua storia personale da cui non era scevra la sfinge che l'aveva accompagnato.
Tra le tante presunzioni di cui quest'ultima faceva vanto, v'era quella di non essere colpevole di nulla ma di fare del suo meglio per far sì che ciò che piaceva a lei andasse bene anche a lui: eventuali obiezioni e suggerimenti erano puntualmente rispediti al mittente, sulla falsariga dell'espressione " nella mia cucina comando io, se non ti sta bene, il frigo è pieno di roba arrangiati...dopo tutta la fatica che faccio!"
Pertanto la sua presenza era impostata sulla modalità attesa al varco, soltanto per stroncare sul principio eventuali bizzarrie gastronomiche o alimentari, tipo condimenti strani o prodotti biologici alternativi; la pietanza perduta o esotica non avrebbe avuto lunga vita nella sua cambusa, alla faccia degli sforzi di lui di impostare le cose tra loro sulla base della reciprocità e della democrazia.
Ci sono sempre due modi per fare le cose, nella vita: farle come le stiamo facendo e farle meglio, magari accettando che nell'obiezione altrui ci possa essere un fondo di verità, cioè quella briciola di buonsenso che, tolti paraocchi e tappi dalle orecchie, ci faccia trovare la soluzione vincente al problema.
Un cambio di atteggiamento spesso porta frutti duraturi e consente di abbandonare abitudini, comode in quanto tali, che sono deleterie e devastanti.
Lui aveva provato a suggerire l'adozione di una dieta che aveva dato ottimi risultati proprio ai tempi del liceo, ma la proposta era caduta nel vuoto: la ricerca di una soluzione interna era fallita, campanello d'allarme inascoltato per tutta un'altra serie di cose relative al loro rapporto di coppia. 
Ma questo, come mi ha fatto notare Bruno, esula dalla nostra missione alla ricerca della pietanza perduta: la quale non esiste, come ha spiegato ai due bipedi con semplicità e chiarezza, la bella e brava dottoressa nel momento in cui ha compilato una serie obbiettivi da acquisire e migliorare in vista della visita di controllo successiva, unitamente a un programma alimentare di massima affatto stringente.





sabato 16 marzo 2013

Settima puntata - Anche l'occhio vuole la sua parte

Alla ricerca della pietanza perduta    di  Parmigiano Gionata & Bruno Speck


La fotografia è un giudice impietoso ma non imparziale dell'aspetto delle cose: qualcuno ha detto che la bellezza sta negli occhi di chi guarda , giusto per smarcarsi dal pronunciare giudizi poco lusinghieri su quel che capitava a tiro delle proprie fosche pupille.
Talvolta accade, per imperizia degli operatori, che la fotografia non renda giustizia al soggetto ritratto: vale a dire che la vista dal vivo è assai più piacevole e affascinante tanto, addirittura, da non farci riconoscere il soggetto stesso.
La moda in auge attualmente nei periodici prevede che, oltre alla firma dell'autore, a corredo dell'articolo vi sia una sua immagine; quali siano i criteri di scelta di quest'ultima è argomento che noi, Gionata e Bruno, abbiamo relegato a livello di quello sul sesso degli angeli e pertanto là rimarrà sospeso; tuttavia, accadde proprio che la minuscola foto scelta per rappresentarla, penalizzasse assai la dottoressa che si accingeva a lanciarsi nell'impresa di avviare il bipede macilento verso la decrescita felice.
Infatti pur incontrandola nei pressi dello studio, non la riconobbe e, non trovando una segnaletica esaustiva che lo conducesse alla sua meta, si risolse a chiedere lumi proprio a lei: una giovane e morbida mora infilata in un bel vestito color salmone che esaltava la carnagione deliziosamente biscottata dal sole di luglio e i lunghi capelli corvini, oltre a una apprezzabile collezione di curve ben distribuite e un sorriso luminoso che rasserenava lo spirito e l'aria circostante.
Nonostante la presenza della moglie, ufficialmente presente per raccogliere le correzioni da apportare alla rotta della cambusa ma ufficiosamente per assicurarsi che non facesse il "tacchino", sebbene sostenesse di essere scevra da gelosia poichè si riteneva l'unica in grado di sopportarlo e perciò avviata all'onore degli altari già da viva, lui compì uno sforzo notevole per mantenere la conversazione su un piano squisitamente professionale: anche l'occhio vuole la sua parte e, dato che l'uomo non è fatto di legno, le occasioni per distrarsi e concentrarsi su particolari eccedenti il colloquio medico-paziente erano notevoli.
Tuttavia, una volta avviata l'inchiesta, il mancato tombeur de femme si ritrovo a fornirle con scioltezza disarmante una mole di dati riguardanti la propria condotta alimentare, il rapporto con medici e farmaci, la propensione ai generi di conforto che riducono l'uomo in cenere che nemmeno la moglie o il medico di famiglia avevano mai udito o intuito: mentre lei, dottoressa nutrizionista, rivelava una solida padronanza dei propri mezzi investigativi appuntandosi minuziosamente ciò che le sarebbe servito a formulare la diagnosi elaborando, allo stesso tempo, una strategia di lungo periodo che non incidesse sul morale ma fosse efficace.
Non ostentava ma ascoltava e catalogava ragionando: a lui sembrava di essere protagonista del metodo socratico o, meglio, ippocratico di indagine, basato sull'estrazione di informazioni dal paziente e sulla loro interpretazione alla luce del proprio bagaglio culturale, in tutta la sua complessità.
Erano ricordi che gli venivano dai tempi del liceo, epoca in cui aveva lo stesso problema di eccesso di affetto per la buona tavola, ma aveva ancora tutta una vita davanti per sbagliare o fare la cosa giusta.




giovedì 14 marzo 2013

Viva Francesco!

Habemus Papam!!
Jorge Mario Bergoglio - Argentina

Buonasera!
Ecco la prima cosa che ha detto dal balcone di piazza San Pietro, come un normale parroco che viene a benedire casa, come un'ospite appena arrivato in una famiglia ancora estranea ma presto amica, come quel frate che veniva a casa mia a prendere il mais per le galline del convento e salutava con un sonoro "Pace e Bene".
Bienvenido padrecito, mi casa es tu casa!

mercoledì 13 marzo 2013

Sesta puntata - Aria nuova in cucina...

Alla ricerca della pietanza perduta   di Parmigiano Gionata & Bruno Speck

La lettura dell'articolo e le impressioni che ne trasse, indussero il bipede sovrappeso a comporre un messaggio di posta elettronica che, ben difficilmente, avrebbe avuto il coraggio di ripetere a voce seppure per telefono.
Chiedere aiuto, spesso, è un'azione coraggiosa quanto ammettere i propri limiti e accettare una sconfitta; è una agnizione dell'orgoglio e dell'amor proprio che in pochi riescono a compiere con cinica determinazione; è, in fondo una questione di umiltà e di onestà.
La casa tutta parve sollevata da quella repentina svolta nella vicenda dei chili di troppo: eppure le riserve non erano del tutto sciolte perchè bruciava ancora la delusione per il tentativo andato a vuoto l'anno precedente.
Un mucchi di soldi sprecati a fronte di una montagna di carta e nessun risultato tangibile; una dietologa con tanto di laurea, anzi due, appese al muro aveva compilato un dettagliato programma giornaliero, calcolando calorie e pietanze alternative, stimando cali di peso quindicinali: sulla carta su cui aveva fatto tutti i suoi calcoli, che la stampante aveva diligentemente copiato, tutto quadrava alla perfezione.
Peccato che si fosse dimenticata il concetto di metabolismo, ciascuno ha il suo e qualcosa lo si può vedere da un semplice emocromo: forse quel giorno che lo spiegavano, non era andata all'università a sentire la lezione....
Alla terza visita quindicinale, senza risultati apprezzabili se non il disappunto della dottoressa, il bipede si rese conto di essere considerato alla stregua di un bancomat e decise di troncare quella relazione anomala: l'avrebbe richiamata dopo le ferie, se non trasferivano la sede del suo lavoro.
L'antipatia reciproca, che aveva avvertito sin dal primo passo oltre la soglia dello studio, era montata a tal punto da sfiorare la maleducazione: sta ancora aspettando adesso e aspetterà per parecchio tempo quella chiamata.
Questa volta doveva andare meglio, se lo sentiva: le parole che aveva letto, i pensieri che le avevano generate facevano intravedere un'approccio completamente diverso al problema, anche e soprattutto dal punto di vista umano.
Basta poco: che ce vò.... a fa 'na rivoluzione?
Woytila, spalancando le porte a Cristo ha abbattuto il muro di Berlino: a lui sarebbe bastato aprire una finestra per far circolare aria nuova in cucina e stringere qualche buco della cintura.

Quinta puntata - Gli elettroni lavoreranno per noi!

Alla ricerca della pietanza perduta      di  Parmigiano Gionata & Bruno Speck

Si dice che la notte porta consiglio solo per giustificare chi prende tempo non sapendo che pesci pigliare.
Di norma, la notte dovrebbe essere fatta per dormire e non per ballare, leggere, passeggiare, amoreggiare e, perchè no?, lavorare: le cose si fanno di giorno, alla luce del sole....
Tranne che in tempo di vacanza: mentre il mondo continua tranquillamente a girare, noi ci fermiamo a guardarlo e lui ci mostra, attraendoci, tutte quelle piccole cose cui non diamo importanza, come un giornale che arriva in casa tutti i mesi gratuitamente e che sfogliamo frettolosamente.
La televisione furbacchiona che aveva sfottuto coi Pink Floyd i popoli di frigo e credenza, si è data anche lei alla vacanza nel senso che, oltre i soliti ossessionanti e inutili consigli per gli acquisti, ricicla vecchi telefilm e pettegolezzi da parrucchiera, sciorinando signorine sempre meno vestite che infiocchettano corna ai rispettivi partner; talvolta, esauriti flirt estivi e prodezze pedatorie e acrobazie culinarie, si lascia andare a consigli dell'ultimo minuto per rientrare nel costume da bagno dell'anno prima...salvo poi consigliarti di comprarne uno nuovo.
San Telecomando sconfigge il drago Auditel e mette a riposo quegli elettroni, aiutando i pochi superstiti residenti nei neuroni a volgere le proprie attenzioni a quel giornale negletto; il caso o il fato o la fortuna, che si nutre di entrambi, vogliono che l'occhio caschi sulla rubrica di una dottoressa dalla mai udita specializzazione: specialista in scienza della nutrizione, con tanto di indirizzo di posta elettronica per chi volesse approfondire gli argomenti trattati.
Che cosa sarebbe stato del genere umano se, oltre all'istinto, non avesse posseduto anche il genio coi suoi guizzi imprevedibili?




Quarta puntata - ...e le stelle stanno a guardare

Alla ricerca della pietanza perduta     di Parmigiano Gionata & Bruno Speck

La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni: la televisione voleva stemperare la tensione con un sorriso, ma in pochi compresero e apprezzarono.
Ormai si navigava a vista e si venivano creando partiti e alleanze, illudendosi che trovate le ricette giuste, nessuno sarebbe stato scartato senza ricorrere a medicinali o intrugli pseudovegetali.
Tuttavia, il latte e i suoi derivati polemizzarono a lungo con gli insaccati e i salumi imbustati non per il punto a cui si era arrivati, ma per il primato nelle preferenze come componenti di piatti leggeri, poco impegnativi quantitativamente e di facile trasporto; le uova, chiuse nel loro guscio, non rilasciavano dichiarazioni così come il freezer che, ribadendo la latitanza di gelati e sogliole, confermava il tutto esaurito di carni bovine e avicole, le quali avevano congelato ogni riflessione fino al pronunciamento dell'esperta o dell'esperto designato a dettare le nuove regole.
Un' osservatore attento, avrebbe certamente tranquillizzato i figli della farina di grano duro trafilati al bronzo: non erano loro i soli colpevoli.
Nemmeno lasagne e tortellini lo erano: comparivano solo nelle feste e in altre rare occasioni.
Un'osservatore smaliziato e poco indulgente anche con sè stesso, avrebbe rivolto un occhiataccia di rimprovero anche al pane e ai prodotti da forno che, come le sirene di Ulisse, attiravano come una calamita le mani e la gola verso la credenza, la quale spalancava le sue ante senza opporre resistenza e si lasciava saccheggiare come un bancomat del glutine.
Infatti, grissini di ogni foggia e provenienza, crackers salati e non, tarallucci pugliesi, schiacciatine croccanti mantovane quando non erano panini interi senza companatico o fette di miccone lombardo fragrante come l'infanzia e dal cuore morbido come i sogni di allora, costituivano il bottino delle scorrerie fuori orario e lontano da pranzo e cena.
Mattino, pomeriggio, sera o notte non aveva la minima importanza: anche un biscotto da colazione andava bene; meno gettonate erano le merendine e le brioches o le ditate di nutella: il dolce dopo un pò veniva a noia, così come le patatine fritte in sacchetto.
Intanto, le stelle stavano a guardare Orione che agganciava il carro dell'Orsa Maggiore per portare a spasso il ventre cascante e i maniglioni dell'amore debordanti, mentre la cintura aveva sempre meno pelle da offrire per allargarsi con nuovi buchi.

-  Q U A R T A   P U N T A T A -


giovedì 7 marzo 2013

Terza puntata - Pink Floyd e Orione

Alla ricerca della pietanza perduta     di Parmigiano Gionata & Bruno Speck



La platea del timore e del malcontento sembrava allargarsi, come il giro vita degli umani che popolavano quelle stanze.
Si erano aggiunti alla colonna dei preoccupati per il futuro anche il cesto della frutta e l'armadietto dei medicinali, per opposti e misteriosi motivi, anche se la sola incognita cui pensavano era il probabile arrivo di nuovi ospiti, accompagnati da discutibili nomee di rimedi miracolosi; la verdura ostentava noncuranza, avendo dalla sua il fatto di essere dislocata anche in cantina e di vantare elementi imprescindibili per la cultura della cuoca; la televisione, oltre a ripetere a pappagallo consigli per gli acquisti e per bisogni inesistenti, grazie a RadioCapitalTiVù, mandava in onda un vecchio pezzo dei Pink Floyd storpiandone le parole tutte le volte che credenza e frigorifero venivano saccheggiati furtivamente e fuori orario.
Laddove David Gilmour e soci sbraitavano nei microfoni : "...hey, teachers: leave us kids alone!..After all , it's just now another brick in the wall.", lei ci metteva un :" Hey...ciccio: elimina la pasta!...Se non vuoi diventare una mongolfiera!"
A fusilli, spaghetti, farfalle, penne, pastine, riso e legumi misti per ricchi minestroni correvano brividi di terrore lungo le saldature dei sacchetti, ascoltando quelle parole; non è bello intuire di essere vittime sacrificali in un processo alle intenzioni, cui non puoi assistere e in cui non puoi difenderti.
Intanto il bipede, presunto intelligente, aggiungeva un buco per allargare la cintura di Orione che gli teneva sù le braghe: peccato che alla stessa c'era rimasto attaccato anche il mitologico cacciatore con tanto di arco, faretra e frecce.
Mancava solo il carro dell'Orsa...
Ecco perchè la bilancia si era ribellata!!!.....ma, con che cosa fa rima Orione????

mercoledì 6 marzo 2013

seconda puntata

Alla ricerca della pietanza perduta     di Parmigiano Gionata & Bruno Speck


Dopo l'exploit della pesa persone, la situazione si presentava in fase di stallo mancando suggerimenti validi ed efficaci da ambo i fronti contrapposti; si profilava, urgente e necessario, l'inter-vento di mediatori ed esperti esterni: ma anche sull'indirizzo della ricerca non c'era univocità di pensiero.
Scartate sdegnosamente le diete lampo strombazzate dai rotocalchi patinati, si era provato a consultare libri d'oltre-oceano recanti nuove filosofie, promettenti rapidi miracoli in fatto di benessere fisico e spirituale: a metà volume, dopo metri cubi di fumo senza veder ombra d'arrosto, era chiaro d'aver perso tempo prezioso e soldi per carta imbrattata inutilmente.
Il popolo del frigorifero e della credenza erano preoccupati di non poter avere un futuro insieme: qualcuno di loro, una volta esaurita la sua scorta, non sarebbe stato rimpiazzato perchè qualunque dieta tentata, fino a quel momento, aveva previsto l'eliminazione drastica di qualche prodotto accusato dei peggiori peccati nei confronti della salute dell'organismo umano.
                   -  S E C ON D A      P U N T A T A  -   

martedì 5 marzo 2013

Una nuova storia per Maria Chiara

C'è del fermento nel frigorifero, ma non si tratta del famigerato bifidus nè dei suoi fratelli.
Larga eco ha suscitato in tutta la casa la protesta della bilancia del bagno e degli elettroni al suo servizio, deputati a notificare il verdetto all'incauto e opulento utente.
Al grido di " Salite su di me solo uno alla volta ", sotto lo sguardo esterrefatto e perplesso del ciccione di turno, il display della bilancia pesapersone ha iniziato a sciorinare una serie di risultati, a dir poco, contrastanti per spegnersi con un ostinato segnale di errore irreversibile.
Dunque da stato di agitazione a sciopero conclamato il passo è stato breve; anche il materasso e la rete in doghe di faggio si sono unite all'agitazione, manifestando apertamente i segni di una condizione ormai prossima alla degenerazione e allo sfascio; il guardaroba si è compiaciuto di tale presa di posizione che ratifica una situazione che, inascoltato, andava denunciando da tempo: il portafoglio ha sottoscritto il documento portando prove circostanziate dei salassi cui era sottoposto, ad ogni stagione, causa l'aumento delle taglie.
                -    PRIMA PUNTATA -                di Parmigiano Gionata & Bruno Speck

sabato 23 febbraio 2013

Domani si vota....mah!

Domani si vota!
Ma io non saprei a chi affidare il mio destino di disoccupato...
In effetti, nessuno ha mai speso nemmeno una congiunzione, non un'avverbio o uno straccio di verbo su quelli che inviano quintali di curricula e spandono per l'immensa rete elettronica container di candidature, senza ricevere uno straccio di risposta.
Hanno anche avuto il coraggio di dire che siamo schizzinosi....
Una salus victis nulla sperare salutem (Publio Virgilio Nasone    Eneide )
Turatevi il naso e andate a votare! ( Indro Montanelli )    Certo andiamo a votare finchè possiamo farlo: almeno potremo ancora esercitare il diritto di lamentarci del governo, della casta e di quelli che stanno sul seggiolone a Roma ( o a Milano ), invidiandoli a morte.
Mussolini era un maestro elementare e ha fatto il duce; Grillo è un geometra che faceva il comico.......: tutti e due se la sono presa con i socialisti!!
Matteotti è morto e Craxi pure: a buon intenditor....poche parole.


Foto di Michele Pini  per rossi foto studio  gentilmente concessa 

Augurio elettorale

Bandiera della regione Lombardia
Speriamo che ritorni ad essere una regione seria, a cominciare dal suo governatore!