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giovedì 15 settembre 2016

Quando la classe non è acqua e l'ironia non difetta

Svelato uno dei misteri della 
Balena Bianca
di Giampaolo Cerri e Claudio Montini

Matematica quasi quantistica, quasi applicata alla politica: andiamo a cominciare enunciando, come si conviene, il seguente problema. 
Se io prometto mari e monti (no Monti meglio di no, visti i recenti trascorsi e i dannosi strascichi), tavole imbandite e fiumi di latte, miele, birra e bonarda e moscato, insomma TUTTO al soggetto Pinco, che osanna ogni mia parola pendendo dalle mie labbra (mentre le sue sono affaccendate in innominabili pratiche con i miei piedi, o peggio, le mie terga); se, poi, in un impeto di entusiasta generosità, prometto il CONTRARIO DI TUTTO al soggetto Pallino (che non fidandosi, aspetta che l'altro abbia finito, per fare altrettanto con certe mie estremità), posso asserire e manifestare all'orbe terracqueo (ovvero l'universo mondo) che, comunque vadano le cose e gli eventi, avrò mantenuto fede al 50% delle promesse fatte? Posso affermare con certezza che il risultato è corretto e, sotto sotto, mi posso anche vantare di essere un grande statista? Ovvero, che il mio modo di agire è ugualmente corretto e da statista di caratura internazionale (...e pazienza se ogni tre parole di inglese, ne infilo cinque sbagliate), oppure devo tenere in considerazione un'incognita che, per comodità, indicherei con la lettera "s"? In base a quest'ultima affermazione, in linea di principio e dal punto di vista logico, dovrei scrivere:
modo di agire = incognita "s" + corretto = scorretto.
E' matematica, giusto? Mi pare l'insegnassero in terza o in quarta elementare, fino agli anni Novanta del secolo breve (il XX ultimo scorso)....per lo meno, noi l'abbiamo imparata allora. Dunque, finalmente, ecco spiegato il teorema delle convergenze parallele di andreottiana (e dorotea nonchè democristiana) memoria in parole semplici e accessibili!! Ci sono voluti quasi cinquant'anni per trovare qualcuno che lo dimostrasse e lo mettesse tenacemente in pratica, rispolverandolo dagli armadi della corta memoria italica, fino a istigare al suicidio la repubblica nata dalle ceneri della monarchia e delle camice nere. Il bello e il brutto della cosa è che chi lo ha enunciato a suo tempo (allora si usava chiamarlo compromesso storico, oggi vorrebbe chiamarsi Partito Democratico ma sotto le etichette i barattoli sono tutti uguali...), chi lo ha tradotto in pratica anche nel Terzo Millennio e chi, provando coraggiosamente a gridare "...ma il re è... nudo!!" (e neppure alla meta) lo ha tradotto in un ragionamento lampante anche per coloro che sono poco avezzi all'agone politico e alle sue schermaglie verbali (grazie Giampaolo, Claudio è un vero e proprio uomo della strada anche perchè ha fatto il camionista per vent'anni e ora sta in mezzo a una strada a cercar lavoro), sono tutti (anche Claudio, sebbene non lo ammetterà mai che dietro il garofano verso cui nutriva simpatia, c'era uno scudo crociato con una parola cui non ha mai rinunciato: Libertas) "figli spirituali" della cosidetta Balena Bianca, la Democrazia Cristiana creata da Alcide De Gasperi e nata dalle ceneri del Partito Popolare fondato da don Luigi Sturzo. Piaccia o meno, essa è stata nel bene e nel male madre e matrigna della Costituzione della Repubblica Italiana e del boom economico dei tanto rimpianti anni '60 del XX secolo, il secolo breve, evitando allo Stivale Italico derive sudamericane, sovietiche o, peggio, libanesi. Tuttavia, quelli erano altri uomini, altra moralità, altri tempi che noi moderni e contemporanei emancipati e tecnologizzati non sembriamo in grado nemmeno di imitare: ci limitiamo a tirare a campare...sempre meglio che tirare le cuoia! A pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca quasi sempre.

(c) 2016 testo di Giampaolo Cerri e Claudio Montini
(c) 2016 immagine di Orazio Nullo "Invisible plots"

sabato 10 settembre 2016

Noi marinai di terra...


Ad un amico che trasloca...



Dicono che la meta non conta, ciò che conta è il viaggio: ma un trasloco è un'altra storia, è uno strappo nel tessuto del tempo, è un colpo di scure all'ultima fibra del ceppo, quella che cedendo fa cadere l'albero, è chiudere un portone e dimenticarsi persino della strada che ci ha portato a bussare fino a lì. Anche se si torna, perchè è a portata di mano, non sarà mai più la stessa cosa; come la brace azzimata dalla cenere che, ingannando gli occhi con un vivido rossore, disperderà tepore in un raggi troppo piccolo per potere ancora scaldare. Allora buon viaggio, caro amico; buon riposo e buon lavoro per la nuova partenza: noi marinai di terra, come quelli che sfidano le ugge di Nettuno (o Poseidone che dir si voglia), invecchiando abbiamo in comune il difetto di affezionarci alle rive presso cui attracchiamo perchè col tempo, questa è la maledizione di chi viaggia, si perde la vista dei profili e degli orizzonti già noti, ma resta indelebile l'odore e il sapore di questi ultimi e sono loro che bussano al portone dei nostri ricordi.

(c) 2016 testo Claudio Montini
(c) 2016 Immagine Orazio Nullo "Night flight over Giovi Pass"

domenica 4 settembre 2016

Per Charlie Hebdo: questa volta te lo meriti proprio

Da Accumoli, Amatrice, la valle del Tronto tutta e pure l'Italia intera....
A Charlie...ma vattene 'n po' a pijartelo 'n der...!